Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali

del 23/03/2007

 

Umbria prima per numero di malati in Italia: la Broncopneumopatia cronica ostruttiva è molto diffusa fra gli over 75. Ma preoccupano anche i giovani


Il Cermaf, Centro Ricerche sul Management Farmaceutico di Perugia, ha presentato i risultati dello studio "Proteggi il tuo respiro", un'indagine sul consumo di antibiotici e di ossigeno da parte di pazienti affetti da Bpco

Perugia, 20 Marzo 2007 - Appartiene all'Umbria, fra le regioni italiane, il triste primato del maggior numero di malati affetti da Bpco. La broncopneumopatia cronica ostruttiva interessa il 6,8% della popolazione (7,9% maschi; 5,7% femmine). Una percentuale che sale al 22,8% nella classe di età superiore ai 75 anni. Nel 2003, per questa patologia cronica e per le complicanze da essa derivanti, in Umbria sono stati registrati 1881 ricoveri ospedalieri (1209 maschi; 672 femmine) e ben 1095 hanno interessato pazienti di ambo i sessi con età superiore ai 74 anni.

Sono questi alcuni dati tratti dalle conclusioni dello studio "Proteggi il tuo respiro", una vera e propria indagine conoscitiva sul consumo di antibiotici nel trattamento domiciliare della Bpco promossa dal Cermaf, il Centro Ricerche sul Management Farmaceutico di Perugia, con la collaborazione di Pfizer Italia.

Lo studio, approvato dal Ceas, il Comitato Etico delle Aziende Sanitarie dell'Umbria, per nove mesi ha monitorato il consumo di farmaci antibiotici, broncodilatatori e di ossigenoterapia a basso flusso e a lungo termine, in un campione di soggetti riacutizzati affetti da Bpco, di età superiore ai 50 anni e residenti nella provincia di Perugia.

"L'esperienza di studio che si è appena conclusa - spiega il dottor Antonio Perelli, presidente del Cermaf - ha visto la collaborazione volontaria fra farmacista e medico di famiglia. Si tratta di un'indagine che rappresenta un'esperienza unica e che pone il Cermaf all'attenzione non solo della regione, ma di tutta Italia. Le conclusioni della stessa indagine - prosegue Perelli commentando lo studio - fanno ben sperare. Lo studio ha, infatti, registrato un relativamente basso numero di ricoveri ospedalieri (13 %) ed il solo decesso di un paziente di sesso maschile di 85 anni, morto per insufficienza respiratoria scompensata in ospedale. Grazie ad esso si è anche dimostrata la aggiornata preparazione professionale dei medici di famiglia umbri".

"La Bpco in Umbria rimane tuttavia una condizione morbosa largamente sottovalutata, in quanto assai spesso sottodiagnosticata. A causarla, generalmente, sono il fumo di sigaretta e l'inquinamento ambientale - spiega il professor Giovanni Casucci, specialista in malattie dell'apparato respiratorio e già titolare della cattedra di Malattie dell'Apparato Respiratorio all'Università degli Studi di Perugia - la percentuale di malati, nella nostra regione, è ben al di sopra delle medie registrate nelle altre regioni italiane. Il fatto è che le persone attribuiscono spesso affanno e tosse a problemi di cuore e sottovalutano l'aspetto respiratorio, trascurando l'intervento di uno pneumologo e magari l'esecuzione di un banale esame strumentale di base, quale la spirometria, ma più che altro subiscono i disagi di questa malattia nella vita quotidiana, senza modificare le proprie abitudini di vita come ad esempio il fumo di sigaretta. Si allarmano soltanto alla comparsa di serie riacutizzazioni che sono il percorso inevitabile del peggioramento fino a raggiungere, nelle fasi più gravi, un vero e proprio stato di inabilità. Per interrompere questo meccanismo nefasto da un lato occorre esercitare prevenzione sulle abitudini di vita (sospensione del fumo di sigaretta), intensificare le vaccinazioni nei soggetti a rischio (antinfluenzale, antipneumococcica), esercitare un maggior controllo sulla stato nutrizionale (combattere l'obesità); dall'altro, intervenire farmacologicamente quando è necessario, in modo tempestivo, e diffondere maggiormente la cultura della ginnastica riabilitativa respiratoria.


E i giovani non sono certo immuni da questi mali: la sigaretta è un vizio di molti ragazzi e di tantissime ragazze. Come cinquant'anni fa lottavamo contro la Tbc - conclude Casucci - oggi combattiamo le malattie respiratorie croniche da tabacco. Nel mondo entro il 2015, a causa dell'inquinamento atmosferico, ma anche e, soprattutto, del fumo di sigaretta, la prevalenza della Bpco aumenterà del 50% negli uomini e del 130% nelle donne, colpendo principalmente le classi di età sopra i 45 anni, con la comparsa di massima gravità (inabilità) oltre i 65 anni e si prevede che sarà la terza causa di morte entro il 2020. In Italia colpisce il 4,5% della popolazione totale e causa 18.0000 decessi l'anno, situandosi al quarto posto fra le malattie croniche".

 

Fonte: Pfizer


 






  



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