Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali


Università di Siena, 2 febbraio 2007: I Corso Nazionale Abilitante al Cross-linking


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Si possono ridurre del 50% con una nuova tecnica parachirurgica

 

Arriva in Italia, dopo due anni di sperimentazione, il Cross-linking. Si tratta di una nuova tecnica parachirurgica, l’unica che consente di bloccare lo sviluppo di una malattia degenerativa della cornea che è una delle prime cause di trapianto, in Italia e nel mondo: il Cheratocono. Di questo si discuterà durante il «I Corso Nazionale Abilitante al Cross-linking», presieduto dal Professor Aldo Caporossi, direttore del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche e Neurologiche dell’Università di Siena.
Il Convegno si terrà venerdì 2 febbraio 2007, presso il Centro Didattico dell’Università di Siena. La segreteria scientifica è composta da: Stefano Baiocchi, Cosimo Mazzotta e Cristina Tommasi ed interverranno, fra gli altri, Marcus Kohlhaas (Dortmund), Farhad Hafezi (Zurigo), Paolo Vinciguerra (Milano), Leopoldo Spadea (L’Aquila), Edoardo Stagni (Catania).
È prevista una conferenza stampa presso il I Lotto del Policlinico Santa Maria delle Scotte di Siena, lunedì 29 gennaio 2007 alle ore 12,00.
“È importante - afferma Caporossi - conoscere quali siano le condizioni per cui consigliare ad un paziente di sottoporsi a questa pratica. Per questo abbiamo deciso di organizzare il Corso, al termine del quale saranno consegnati ai partecipanti i certificati di abilitazione”.
Il Cheratocono rappresenta la maggiore causa di trapianto in Italia ed in Europa e la seconda negli Usa. Secondo lo studio epidemiologico condotto dalla SITRAC (Società Italiana Trapianto di Cornea), rispetto al numero totale di circa 5.300 cornee trapiantate per anno in Italia tra il 1997 e il 2001, circa 2.500 cornee sono destinate al trattamento di patologie della cornea, di cui il Cheratocono è la principale. “Il Cross-linking, pertanto, ha una grande rilevanza sociale - afferma Caporossi - in quanto, essendo una tecnica che consente di prevenire la progressione della malattia, è in grado di ridurre notevolmente i trapianti di Cornea”.

 

Fonte: I.N.C. Innovation-News-Communication srl

 






  



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