Gent.le prof. combatto (è proprio il termine giusto!) da troppo tempo con una
stenosi uretrale che molti anni fa ha richiesto un intervento chirurgico
consistente in pratica di una dilatazione con un catetere di diametro importante
(credo 22) a differenza di quelli di calibro decisamente minori usati da sveglio
nelle precedenti visite presso lo studio del medico. Consideri che qualunque
catetere si usasse mi provocava lacerazioni dolorosissime e conseguenti
sanguinamenti. Gli effetti positivi dell'intervento sono durati pochi anni e da
parecchio tempo il medico mi ha detto che si deve intervenire nuovamente ma io
non ho più fiducia nelle tecniche tradizionali di dilatazione che reputo di
breve e parziale validità. Sono qui a chiederLe se pensa che le mie speranze
nella tecnica laser siano ben riposte per la soluzione del mio caso che ormai è
divenuto tale che anche un catetere del calibro 8 mi lacererebbe. Attendo
fiducioso in una Sua risposta in quanto ormai convivere con questo problema è
diventato impossibile e devo ricorrere al più presto. Ringrazio in anticipo e
cordialmente La saluto.
Risposta
La dilatazione
uretrale con cateteri al fine di mantenere pervio il lume uretrale non ha nessun
senso. E il risultato lo ha verificato personalmente.
Dopo due o tre tentativi di incisione endoscopica della stenosi, con tecniche
tradizionali o laser, quando il restringimento tende a ripresentarsi, sarà
invece necessario intervenire con la chirurgia a cielo aperto in modo che si
possa resecare il tratto stenotico e quindi riparare l'uretra. Naturalmente le
tecniche varieranno a seconda di dove è situata la sede della stenosi.
Aldo F. De Rose (Andrologo e
Urologo, clinica urologica Genova)