Ha preso il via la seconda edizione
di “Psotour”, un progetto educazionale realizzato su tutto il territorio
nazionale che coinvolgerà oltre 300 dermatologi e che, a circa un anno dall’
introduzione della categoria dei farmaci biologici, avrà come obiettivo
principale quello di fornire ai partecipanti gli strumenti per migliorare ed
ottimizzare la gestione della psoriasi, al fine di consentire un trattamento a
lungo termine efficace e sicuro della patologia.
Inoltre i corsi cercheranno di fornire un approfondimento sui criteri di
diagnosi della patologia, e sulle frequenti patologie concomitanti e sulle loro
implicazioni terapeutiche.
Il progetto, che è stato realizzato con il patrocinio di SIDeMaST, Società
Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie
Sessualmente Trasmesse e ADOI, Associazione Italiana Dermatologi Ospedalieri e
con il contributo di Merck Serono, prevede una serie di incontri formativi in
varie città italiane: la prima città coinvolta è Firenze, quindi sarà la volta
di Verona, Pavia, Modena, Napoli, Messina e l’Aquila.
Ciascun incontro prevede la partecipazione di circa 25 dermatologi; verrano
discussi in aula alcuni casi clinici che offriranno lo spunto per un confronto
sulle tematiche relative alla gestione della patologia fornendo elementi per la
differenziazione dei farmaci biologici in termini di meccanismo d’azione,
efficacia e sicurezza a lungo termine.
Sul fronte dell’efficacia e dei meccanismi d’azione di questa tipologia di
farmaci, da un recente lavoro scientifico, (pubblicata nel numero di Febbraio
del Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia) condotto dal prof. G.
Girolomoni e dal dottor G. Gisondi - del Dipartimento Biomedico e di Scienza
Chirurgica dell’Università di Verona - è emerso che: “in base ai dati a
disposizione sul profilo rischio-beneficio, Efalizumab si pone come il farmaco
biologico di prima scelta da proporre al paziente con psoriasi cronica a
placche” inoltre, prosegue la relazione “il principale vantaggio di questo
farmaco è che può essere somministrato per periodi di tempo molto lunghi, perché
mantiene l’efficacia e non è associato ad un aumento del rischio di infezioni o
neoplasie”.
La psoriasi è una malattia cronica della cute, autoimmune mediata dai linfociti
T e che si caratterizza per la comparsa di chiazze eritemato – desquamanti in
diverse parti del corpo ( le più colpite sono gomiti, ginocchia, manie e piedi)
Colpisce tra l’1-3% della popolazione mondiale (sia maschi che femmine); in
pratica nel mondo, circa 1 persona ogni 50 ne soffre.
“Le stime aggiornate - ha reso noto il prof. Torello Lotti, Direttore del centro
Psocare dell’ U.O.Complessa Dermatologica di Fisio Terapia Dermatologica di
Firenze – che ha presieduto il primo incontro del capoluogo toscano – valutano
che in Italia i casi siano circa 2.500.000.
Sul fronte delle terapie per il trattamento della psoriasi, fino ad ora, i
farmaci esistenti erano capaci di controllarne temporaneamente la
sintomatologia, ma con gravi effetti collaterali nel lungo periodo, in termini
di sicurezza, praticità ed efficacia. “Nonostante i benefici ottenuti con le
terapie tradizionali – ha dichiarato infatti il prof. Lotti – questi trattamenti
presentano delle limitazioni d’uso collegate ad alcune condizioni cliniche (ad
es. ipertensione, diabete, etc.) dei pazienti ed alla loro tossicità nel lungo
termine, mentre l’introduzione della nuova categoria di farmaci biologici ha
rappresentato per noi dermatologi un importante cambiamento nella gestione della
patologia che, essendo cronica, richiede trattamenti prolungati e continuativi
sicuri in grado di mantenere il controllo della patologia”.
Fonte: Gas communication