Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali

del 15/02/2007

 

Vaccinazione contro hpv per tutte le donne italiane


"Desidero esprimere pieno apprezzamento per la decisione assunta dall’Aifa che fa dell’Italia il primo Paese europeo ad aver adottato una strategia vaccinale pubblica contro il papilloma virus responsabile del tumore della cervice uterina che ancora oggi causa ogni anno oltre mille morti.
La decisione è in linea con i pareri scientifici già formulati dalla Commissione tecnica Aifa e dal Consiglio Superiore di Sanità che avevano ravvisato l’opportunità di vaccinare gratuitamente tutte le giovani al compimento del 12° anno di età.
Un’indicazione che ha trovato il consenso delle Regioni, come ribadito anche ieri nella riunione con gli Assessori regionali alla Sanità, e che consentirà di avviare questa importante iniziativa di sanità pubblica in tutt’Italia.
Le informazioni scientifiche oggi disponibili ci dicono infatti che siamo in presenza di un vaccino sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore.
Con quest’iniziativa si completa l’offerta dei servizi di prevenzione del Ssn contro il carcinoma della cervice uterina che già oggi prevede appositi programmi di screening periodico per le donne tra i 25 e i 64 anni attraverso l’esecuzione di un Pap Test ogni 3 anni.

La necessità di sforzi ulteriori per riequilibrare i livelli di diffusione di questi programmi di screening tra le varie regioni italiane ha trovato specifica attenzione nella legge finanziaria 2007 che, all’art. 808, prevede la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2007 e di 18 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, proprio per incrementare gli screening femminili soprattutto nel Sud Italia.
Per l’attuazione di tale impegno il Ministero della Salute sta predisponendo il nuovo Piano nazionale screening che sarà presto sottoposto alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome”.


Fonte: Ministero della Salute


 






  



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