Migliore
capacità diagnostica e tempi minori di indagine permettono al bambino una
limitata sedazione. Sono i vantaggi dell’apparecchiatura installata nella nuova
sede di Villa Ognissanti. Molteplici le applicazioni della Risonanza Magnetica
ad alto campo 3 Tesla: dall’Oncologia, alla Neurologia, dalla Cardiologia alle
più avanzate tecniche di Neurochirurgia Pediatrica. L'attrezzatura è frutto
della donazione della Fondazione Gianframco Rej.
Firenze – Sarà il primo Ospedale Pediatrico in Italia ad utilizzare
un’apparecchiatura di Risonanza Magnetica ad alto campo 3 Tesla. Grazie alla
donazione di Giuseppe Lavazza, componente del Consiglio d’Amministrazione
Lavazza (Impresa Amica del Meyer) e della Fondazione Gianfranco Rey _, il Nuovo
Meyer di Villa Ognissanti si è dotato di una avanzatissima tecnologia di
Diagnostica per Immagini. Alta definizione, migliore capacità diagnostica, tempi
minori di indagine e quindi minor ricorso alla sedazione: sono i vantaggi che
l’apparecchiatura offrirà ai bambini in cura all’Ospedale Pediatrico Firenze.
Un’acquisizione importante e significativa che oggi è stata illustrata alla
presenza dell’Assessore Regionale per il Diritto alla Salute Enrico Rossi, del
Direttore Generale del Meyer Paolo Morello, del donatore Giuseppe Lavazza, del
primario di Neurochirurgia del Meyer Lorenzo Genitori e del primario di
Diagnostica per Immagini Claudio Fonda.
“L’inserimento di questa apparecchiatura – sottolinea l’assessore Enrico Rossi –
risponde a una precisa logica di sviluppo tecnologico e di massima attenzione
nei confronti del Polo Pediatrico Regionale. All’interno di una equilibrata
distribuzione di tecnologia sanitaria ad alta complessità abbiamo deciso di
indirizzare l’importante donazione per potenziare la componente diagnostica
dello studio di molte patologie. Questa Risonanza Magnetica potrà supportare in
maniera significativa anche progettualità scientifiche in sinergia con settori
specialistici operanti nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi”.

Il Direttore Generale Paolo Morello ricorda l’impegno del Meyer: ”Dare un
importante contributo alla Pediatria Italiana non solo costruendo questa
struttura d’avanguardia ma riempiendola di contenuti e di professionisti di
rilievo per la cura dei bambini”.
“Siamo torinesi ma siamo anche italiani e laddove in Italia batte la bandiera
dell’eccellenza a favore dell’infanzia siamo felici di dare la nostra mano –
dice Giuseppe Lavazza che con la madre ha dato vita alla Fondazione Gianfranco
Rej per la Neurochirurgia Infantile -. Da sabito abbiamo creduto nel progetto
del Nuovo Meyer, un Ospedale di rilievo europeo. Per questo abbiamo voluto dare
il nostro sostegno supportando l’acquisto di questa attrezzatura”.
Molteplici le applicazioni della nuova apparecchiatura in campo oncologico,
neurologico e cardiologico. Accanto a questo la Risonanza Magnetica 3 Tesla apre
la strada a quelli che in gergo medico vengono definiti studi funzionali.
Qualche esempio: questa apparecchiatura si rivela indispensabile per la
stimolazione della corteccia cerebrale. Si pensi alla localizzazione delle aree
del linguaggio qualora il neurochirurgo debba intervenire in zone critiche: il
poter localizzare le strutture nervose la cui lesione potrebbe creare disabilità,
è di essenziale utilità al neurochirurgo per operare con i margini di maggiore
sicurezza possibile. L’impiego di questa macchina consentirà al neurologo di
riconoscere le vie di propagazione delle crisi epilettiche, rendendone evidente
l’estrema utilità nell’ambito clinico-terapeutico e prognostico. La
Spettroscopia, indagine che consente allo specialista di vedere quali sostanze
sono presenti nell’encefalo sano e in quello colpito da patologie, può essere di
aiuto nella diagnosi e nel controllo di malattie rare. In ambito oncologico, in
cui i pazienti devono sottoporsi a frequenti esami di controllo, la maggior
definizione e rapidità dell’indagine sono elementi di primaria importanza. In
ambito cardiologico la necessità di sofisticati programmi di studio è ormai
talmente necessaria che la risonanza magnetica costituisce uno dei mezzi
essenziali nella valutazione di malformazioni del bambino dopo l’ecocardiografia.
“L'introduzione presso la nostra Neuroradiologia di un apparecchio in Risonanza
da 3 Tesla migliorerà l'approccio diagnostico e terapeutico dei bambini
portatori di patologie neurochirurgiche – dice il neurochirurgo Lorenzo Genitori
-. Dal punto di vista della pianificazione dell'intervento chirurgico questa
apparecchiatura porterà ad una migliore definizione di fasci cerebrali e
strutture profonde che permetterà al chirurgo già guidato da robot dedicati (neuronavigatore)
di migliorare il gesto e diminuire ancora la morbilità. Gli studi funzionali
preoperatori permetteranno una più precisa localizzazione di funzioni e non più
di aree cerebrali in modo da poterne rispettare il perfetto funzionamento. Nella
chirurgia dell'epilessia farmaco resistente questo apparecchio migliorerà la
capacità di diagnosticare piccole aree disfunzionanti e permettere quindi la
loro asportazione senza danneggiare il parenchima sano. Tutto ciò associato
anche ad un potenziale enorme per la ricerca in campo delle neuroscienze,
porterà un netto miglioramento nella comprensione di quei meccanismi che sono
spesso alla base delle malattie neurologiche e neurochirurgiche del bambino.
Anche nel campo della neuro-oncologia l'utilizzo di tale apparecchio permetterà
di conoscere in anticipo la qualità del tessuto che si andrà ad operare
migliorando il gesto,aumentando le possibilità di exeresi radicale ed aprendo le
porte a trattamenti più personalizzati al singolo paziente”.
La risonanza magnetica negli ultimi vent’anni vanta un vasto impiego in campo
diagnostico. L’esperienza è stata così ampia e approfondita da essersi imposta
come metodica avanzata nello studio per immagini delle patologie in età
pediatrica. Il tutto grazie alla sua sicurezza, affidabilità, riproducibilità e
al fatto di non utilizzare radiazioni ionizzanti, in particolare i raggi X.
L’evoluzione tecnologica nel corso degli anni ha portato alla realizzazione di
apparecchiature sempre più potenti, rapide e capaci di fornire immagini
altamente definite delle strutture che si vogliono studiare.La recente
introduzione in ambito clinico di macchine definite ad alto campo, dove con tale
termine si intende macchine il cui campo magnetico sia di 3 Tesla (misura
dell’intensità del campo magnetico statico), ha ulteriormente migliorato le
capacità di definizione dei quadri di anormalità o patologia.La diagnostica di
immagini in età pediatrica, finora si è avvalsa di apparecchiature di risonanza
magnetica a campi compresi tra i 0.3 e l’1.5 Tesla. Le attrezzature ad alto
campo sono state dapprima introdotte nello studio degli adulti e successivamente
installate anche in ospedali pediatrici specialistici, a livello europeo, per
citarne alcuni, a Zurigo, Monaco, Bruxelles, e nel Nordamerica, al Children’s
Hospital di Philadelphia, Cincinnati, Boston. L’Azienda Ospedaliera
Universitaria Meyer di Firenze si dota oggi, in virtù della sinergia
pubblico-privato con la donazione di Giuseppe Lavazza di un’apparecchiatura di
Risonanza Magnetica a 3 TESLA ACHIEVA QUASAR della ditta Philips.
Quali sono i vantaggi di tale innovazione.? La risonanza magnetica è una
tecnologia molto complessa che si avvale dell’impiego di impulsi di onde radio,
per intenderci quelle impiegate nelle radioline, che eccitano i protoni
dell’acqua nell’organismo sottoposto ad elevato campo magnetico. L’organismo
assorbe temporaneamente l’energia fornita dall’impulso di radiofrequenza e la
ricede al termine dell’impulso. La lettura dell’impulso di ritorno permette di
codificare la composizione dei tessuti nei vari punti dello spazio, e,
attraverso elaborati processi di calcolo computerizzato è in grado di riprodurre
in immagine i dati così raccolti. “Maggiore è l’intensità del campo magnetico,
come nel caso della Risonanza Magnetica 3 Tesla, - spiega Claudio Fonda,
primario di Diagnostica per Immagini del Meyer - maggiore è il segnale a nostra
disposizione, che possiamo usare in vari modi: o per avere immagini altamente
definite, o per ridurre i tempi che ci sono necessari per acquisire le immagini
e dunque ridurre i tempi totale di esame, elemento questo di particolare utilità
nei bambini, in particolare se sottoposti a sedazione”. (r.rez.)
Fonte: Ospedale Pediatrico Meyer