Milioni di over 50 scendono in
campo
Secondo una ricerca realizzata da
Datanalisys per conto di Unieda, l’Unione Italiana di Educazione degli Adulti,
oltre la metà degli italiani con più di 50 anni si dedica all’attività fisica
più di una volta alla settimana. L’esercizio fisico, insieme alla terapia
farmacologica è considerata l’arma più efficace contro le malattie
osteoarticoari, delle quali soffre il 60 per cento della popolazione. E per
incoraggiare un numero crescente di persone a “darsi una mossa” al via una
grande campagna nazionale presentata da Gianni Rivera.
Roma, 20 marzo 2007 - Over 50 in marcia. Smentendo luoghi comuni o radicati
stereotipi sugli italiani “sedentari”, si scopre che più della metà (52,7) delle
persone che hanno compiuto 50 anni dichiara di dedicarsi ad attività fisica. E
non saltuariamente, dal momento che quasi il 20 per cento dichiara di
esercitarsi a giorni alterni, mentre il 38,1 dei “praticanti” vanta una
frequenza di due volte a settimana.
L’identikit delle abitudini sportive degli italiani over 50 emerge da
un’indagine realizzata da Datanalisys per conto di Unieda, l’Unione Italiana di
Educazione degli Adulti, associazione che promuove programmi di formazione ed
educazione continua per la popolazione adulta.
Secondo l’indagine – condotta su un campione di mille italiani “over 50” – gli
adulti che praticano attività fisica si allenano per lo più in palestra (40 per
cento) o all’aria aperta. L’attività preferita è la ginnastica posturale (20,1
per cento) seguita dalla ginnastica dolce (16,1 per cento), dalle camminate a
passo svelto (14,2 per cento) e dal nuoto (12 per cento). Circa il 40 per cento
si affida a un istruttore, all’interno di un gruppo, mentre il 35,5 per cento
preferisce il “fai-da-te”.
Ma se la maggioranza assoluta delle persone avanti con gli anni si è “data una
mossa” – ascoltando il consiglio del medico (38,6 per cento) o perché
consapevole dei benefici dell’attività fisica (29 per cento) - resta il problema
di una quota di popolazione quasi analoga (47,3 per cento) refrattaria a
qualsiasi attività fisica: il 33 per cento non ha mai fatto sport, mentre il
13,8 per cento per un motivo o per l’altro ha appeso le scarpette al chiodo.
Persone che, non muovendosi, rischiano di compromettere la loro salute, con un
aumento del rischio per le malattie cardiovascolari, obesità, diabete, fino ai
tumori. E si espongono a un peggioramento dei sintomi delle malattie
osteoarticolari, delle quali soffrono il 60 per cento del campione e che in
Italia affliggono oltre 4 milioni di persone, con pesanti ricadute in termini
sanitari e sociali.
“La mancanza di movimento comporta un aumento della rigidità articolare nelle
persone che soffrono di patologie reumatiche” afferma Giovanni Minisola
Direttore Unità Operativa di Reumatologia, Ospedale San Camillo di Roma.
“Rafforzare la muscolatura con l’esercizio fisico aiuta a sostenere e a
proteggere le articolazioni. Se, invece, si persevera nelle abitudini
sedentarie, i muscoli diventano sempre più deboli e le ossa più fragili e
predisposte alle fratture”.
E proprio per incoraggiare le persone over 50 a “darsi una mossa” e a combattere
attraverso l’esercizio fisico i problemi osteoarticolari, Unieda in
collaborazione con Upter Sport e con il contributo di Merck Sharp & Dohme
promuove la campagna nazionale Muoviti Muoviti – Attivi contro il dolore.
Nelle prossime settimane, in dieci città italiane si svolgeranno, presse le sedi
locali Unieda, incontri tenuti da un istruttore Upter Sport e un reumatologo che
forniranno informazioni e consigli per combattere al meglio le malattie
reumatiche.
“L’obiettivo di questa campagna” afferma il presidente di Unieda Francesco
Florenzano “è di promuovere una maggiore conoscenza delle malattie
osteoarticolari e delle nuove terapie nonché suggerire un corretto stile di vita
basato sull’importanza di una regolare e moderata attività fisica”.
E a battezzare l’iniziativa è un personaggio che di movimento se ne intende:
Gianni Rivera, l’indimenticato “golden boy” del calcio italiano che continua a
occuparsi di sport, nelle vesti di parlamentare europeo e di consigliere per le
politiche sportive del comune di Roma, e a praticarlo, a dispetto dei problemi
reumatici di cui ha sofferto. “Nonostante gli impegni sportivi mi portino a
viaggiare” afferma Rivera “cerco sempre di ritagliarmi del tempo da dedicare al
movimento. In particolare mi dedico al tennis, che è diventata la mia seconda
passione. Dopo il calcio, ovviamente”.
L’attività sportiva, talvolta, viene ostacolata dai dolori osteoarticolari e in
tali casi va considerata anche l’opportunità della terapia farmacologica:
“Quando il dolore rende impraticabile l'esercizio fisico o quando a seguito di
una eccessiva attività fisica è comparso dolore, è opportuno considerare anche
un trattamento farmacologico”, afferma Minisola. “I recenti inibitori selettivi
della COX–2, i Coxib, rappresentano un notevole progresso nel settore della
terapia antidolorifica e anti-infiammatoria, poiché coniugano efficacia e
sicurezza gastrointestinale. In particolare, un Coxib di ultima generazione,
etoricoxib, in numerosi studi clinici sui principali modelli di dolore reumatico
(artrosi, artrite reumatoide, artrite gottosa) ha dimostrato di contrastare
molto efficacemente e rapidamente dolore e infiammazione, assicurando elevati
livelli di sicurezza gastrointestinale”.
Oggi, grazie ai dati di un recente studio internazionale condotto su oltre
34.000 pazienti , abbiamo certezze anche per quel che concerne la sicurezza
cardiovascolare dei Coxib in generale e di etoricoxib in particolare, sicurezza
che per etoricoxib appare sovrapponibile a quella del vecchio antinfiammatorio
diclofenac.
"Questo studio ha dimostrato come i due farmaci confrontati (etoricoxb e
diclofenac) siano del tutto simili quanto a sicurezza cardiovascolare,
confermando quindi etoricoxib quale farmaco efficace, sicuro ed affidabile. Per
una prescrizione adeguata – conclude Minisola – occorre però sempre basarsi su
una diagnosi corretta e sulla valutazione globale dei rischi e delle comorbidità
del singolo caso, valutazione che solo il medico può fare, al fine di
prescrivere la terapia antalgica e anti-infiammatoria più indicata e solo per il
periodo di tempo necessario".
Fonte: Proforma