Sulla neve quasi 80 incidenti su 100 avvengono sugli sci, mentre appena 18 sono
imputabili allo snowboard. In generale sono più caute le donne e non è detto che
una pista poco affollata o cattive condizioni meteorologiche aumentino le
probabilità di farsi male.
Gli incidenti. Più di un terzo degli incidenti avviene durante il weekend
(37,3%), in particolare la domenica e nelle fasce orarie di maggior afflusso.
Quasi un intervento di soccorso su 5, precisamente il 18,5%, viene praticato
nelle sole due settimane a cavallo di capodanno, mentre la fascia oraria in cui
si verifica il maggior numero di infortuni è tra le 11 e le 13, orario in cui si
registra circa 1/3 degli incidenti. In generale è da rilevare che circa l'86,5%
degli incidenti si verifica comunque tra le 10 e le 16.
Sulla neve è lo sci l'attrezzo di gran lunga più di frequente preferito. I dati
degli infortuni su base triennale riflettono questo dato: infatti nel 78,7% dei
casi l'attrezzo utilizzato dai soggetti infortunati è lo sci, mentre solo nel
17,5% i soccorsi hanno riguardato utilizzatori di snowboard. Il restante 3,8%
degli incidenti è poi attribuibile ad altre cause.
Riguardo al genere di chi pratica sport sulla neve esistono differenze tra i due
sessi: nelle donne la quota degli infortuni con lo snowboard è assai più
ridotta. Cumulando i dati su base triennale, si tratta del 12,2% contro il 20,5%
nei maschi. Da notare poi che il trend degli infortuni per tipo di attrezzatura
mostra una sostanziale stabilità, sebbene si sia registrato un leggero aumento
degli infortuni agli snowboarder che fa pensare, più che a un incremento
nell'acquisizione del rischio per questo genere di utenza, al diffondersi nella
popolazione di questo attrezzo di più recente introduzione sul mercato.
Tra i 20 e i 29 anni si registra circa la metà degli incidenti con lo snowboard
(47,8%), contro poco più del 15% di quelli con gli sci; ma è tra i 23 e i 26
anni che si ha la quota più rilevante di incidenti con lo snowboard: oltre il
1/5 del totale. Sempre con lo snowboard, 7 infortuni su 10 avvengono tra i 14 e
i 29 anni, mentre con gli sci nella stessa classe di età ne avvengono circa ¼.
Oltre i 40 anni gli incidenti con lo snowboard risultano praticamente assenti
(3.3%), mentre quelli con gli sci, con il 40%, sono ben presenti.
La maggior parte degli infortuni avviene in condizioni meteorologiche buone:
69,2% in media nei tre anni con percentuali che, ovviamente, dipendono anche dal
tipo di condizioni prevalenti nell'anno (si va dal 65,4% degli infortuni in
condizioni di cielo sereno nella stagione 2003/2004 al 74,9% della stagione
successiva). Lo stesso discorso vale per il tipo di innevamento della pista al
momento dell'incidente. La maggior parte dei soccorsi sono avvenuti in
condizioni di neve compatta ma non ghiacciata (56.9% in media nei 3 anni con
valori che vanno dal 51,8% al 60,4% a seconda della stagione).
In media, nel 44,9% dei casi gli incidenti si sono verificati su neve naturale
ma in questo caso le percentuali variano considerevolmente da periodo a periodo:
nella stagione sciistica 2003/2004, forte di precipitazioni abbondanti, nel
60.8% dei casi l'incidente è avvenuto su fondo di neve naturale, mentre in
quella successiva, più avara di precipitazioni, tale quota scende al 35.0%.
Rimane, in ogni caso una quota residuale di incidenti che accade su una pista
innevata esclusivamente in maniera artificiale, quota che oscilla anch'essa tra
l'1,6% e il 7,8%. In meno di 1 caso su 20 l'incidente avviene in condizioni di
scarsa o insufficiente visibilità (4,5%). Per quanto riguarda il livello di
difficoltà delle piste, è stato notato che la maggior parte degli infortuni
avviene nelle piste di media difficoltà (54.5%), mentre solo una piccola parte
(7,9%) accade sulle piste difficili.
La maggior parte degli infortuni osservati si sono verificati in seguito ad una
caduta accidentale (77% dei casi in media), mentre solamente il 11,3% avviene in
seguito ad uno scontro con altro sciatore. Detto in altri termini, solamente 1
incidente su 10 è imputabile ad uno scontro con un altro sciatore. Sembrerebbe,
quindi, che l'affollamento delle piste - che spesso viene chiamato in causa come
responsabile di molti incidenti - non sia la diretta causa scatenante degli
infortuni. In ogni caso la quota degli incidenti dovuti a scontro tra persone,
con il 12,5%, è più alta negli sciatori che negli snowboarder dove ammonta al
7,7%.
I traumi. Nel 32,8% dei casi l'intervento di soccorso sulle piste è effettuato
in seguito a distorsioni, di cui quasi tutti, si parla del 94,2% a carico degli
arti inferiori. Seguono poi con il 27,4%, le contusioni, le fratture (15,7%), le
lussazioni (8,7%) e le ferite (8%). Tra le donne, le distorsioni hanno un peso
doppio (42,1%) rispetto agli uomini 23,7%, mentre nei maschi le differenti
tipologie di lesione sembrano ripartirsi in maniera più equilibrata: le ferite
riguardano il 11,3% dei maschi e il 4,9% delle femmine, le lussazioni l'11,6%
degli uomini e il 3,8% delle donne.
Esistono poi tipologie di lesione differenti a seconda dell'attrezzo utilizzato:
escludendo la semplice contusione, che può considerarsi come un esito scontato
per ogni incidente, la distorsione è tipica dello sci (36,3% con gli sci contro
il 17,2% registrato sullo snowboard). Nel caso degli infortuni con lo snowboard
la diagnosi di frattura è riportata nel 24% dei casi (più dei ¾ dei quali a
carico degli arti superiori) contro il 11,8% negli incidenti con gli sci. Le
parti del corpo interessate da questi incidenti sono in primo luogo le
ginocchia. Nel caso dello sci, in oltre la metà dei casi l'infortunio riguarda,
infatti, gli arti inferiori (52,3%) e solo una quota relativamente marginale
interessa arti superiori (16,3%), mentre la zona del cranio o della faccia viene
coinvolta nel 13,2% dei casi. Coloro che utilizzano lo snowboard risultano
invece molto più a rischio di riportare una lesione agli arti superiori (44,4%),
mentre gli arti inferiori risultano interessati in maniera più ridotta (23,8%
dei casi).
Gli incidenti mortali sono, per fortuna, abbastanza rari. Stando ai dati
relativi alle ultime tre stagioni, si osserva, in media, un decesso ogni 880
interventi di soccorso, il che, rapportato ai 35.000 incidenti/anno stimati,
indica un totale di circa 40 fatalità l'anno, più della metà delle quali dovute
a malore (62,8%).
Fonte: ISS