Egregio direttore,
sono un'insegnante delle superiori e da qualche anno mi ritrovo mediamente un
alunno per classe al quale sono stati diagnosticati "disturbi di apprendimento
". Alcuni di questi alunni sono seguiti dallo psichiatra, qualcun altro dallo
psicologo; in ogni caso quello che ho osservato, è che questi ragazzi non hanno
risolto i loro presunti "disturbi", in alcuni casi sono addirittura peggiorati
malgrado siano seguiti anche dall'insegnante di sostegno.
La cosa sconcertante sono le affermazione degli "esperti " del settore che di
dislessia, di iperattività ed altri disturbi non si guarisce. Così è normale non
aspettarsi cambiamenti, come è diventato normale sentire qualche insegnante dire
che quell'alunno particolarmente vivace forse è " iperattivo" e che quello che
scrive male o fa fatica a leggere in realtà è "dislessico", che quello che non
capisce forse è il caso di segnalarlo alla psicologa.
Il modo di pensare degli insegnanti è stato cambiato e la cosa che fa paura, è
che nessuno si chiede se qualcuno da qualche parte non stia prendendo delle
grosse cantonate vista la dubbia scientificità delle modalità di diagnosi di
questi " disturbi di apprendimento" (questionari e non analisi mediche) e delle
conseguenti soluzioni che nei fatti si rivelano non soluzioni e addirittura non
ci si aspetta neanche che risolvano alcunchè.
Io mi chiedo come si può tollerare alla luce di quanto sopra e di quanto è
successo in altri paesi a causa di queste diagnosi e conseguenti "terapie", che
venga angelicamente annunciato che L'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity
Disorder ) è diventata una tra le priorità del nuovo Piano strategico nazionale
per la salute mentale nel nostro Paese.
Fino a qualche tempo fa la stampa riportava che in Italia i bambini affetti da
ADHD erano circa il 4% della popolazione giovanile, ora invece le stime sono
dello 0,5-1 %, come mai questa improvvisa regressione del fenomeno?
Non sarà questa una delle tante manovre messe in atto per far passare più
facilmente screening, diagnosi e trattamenti di ADHD o di altri "disturbi"?
Tra le altre cose è stato evidenziato dagli " esperti " del settore, che il "50
% degli iperattivi è anche oppositivo, altri hanno un disturbo d'ansia
associato". ( La Repubblica supplemento salute del 15/03/2007).
Penso che sia sano e non patologico che ad un bambino di sei anni sottoposto a
tale stress (test e questionari per trovare cosa non va in lui) venga l'ansia o
magari si opponga.
In venti anni circa di insegnamento, quello che ho visto è che sempre meno
risorse vengono destinate alla scuola . Finanziaria dopo finanziaria viene
ridotto sempre più il numero di insegnanti ed aumentato il numero di alunni per
classe al punto che ora ci ritroviamo classi con trenta alunni, che in una prima
superiore vuol dire notevoli problemi didattici e disciplinari , perché è
difficile fare lezione a così tanti alunni che per di più provengono da scuole
diverse con conseguenti livelli di apprendimento diversi. Il diritto allo studio
è diventato il diritto a frequentare una scuola, non ci dobbiamo stupire poi se
le percentuali di bocciati aumentano e la dispersione scolastica dilaga.
Invece di intervenire efficacemente per migliorare i problemi dell'istruzione,
utilizzando metodologie didattiche più consone anche ai cambiamenti di carattere
culturale, aiutare i giovani nelle loro problematiche familiari e sociali,
combattere efficacemente la cultura e l'uso delle droghe diffuso nelle nostre
scuole e nella società, quello che viene dato alle nuove generazioni sono
diagnosi e terapie, creando un futuro di individui intossicati (dagli
psicofarmaci), irresponsabili, apatici, incapaci di affrontare la vita.
Margherita Pellegrino