Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali

del 30/03/2007

 

Le malattie genetiche uccidono 95 bambini su mille


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

L'Italia, che si pone come interlocutore privilegiato per le questioni legate allo sviluppo dell'area del bacino Mediterraneo, è già oggi il primo paese per intensità e qualità della cooperazione con i Paesi del Mediterraneo medio-orientale (Iraq, Libano, Palestina, Albania, Egitto, Giordania, Libia, Siria, Marocco...) incentrando particolarmente le attività all'assistenza dei bambini. L'emergenza bambini è normalmente identificata con L'Africa, che è certamente l'area più critica, ma esiste una grave emergenza pediatrica anche nell'area del Mediterraneo medio-orientale dove ogni mille bambini nati ne muoiono 95 per malattie genetiche e non trasmissibili.

 

Il dato è emerso nel corso del convegno organizzato dal Comune di Genova, Regione Liguria, Federsanità-ANCI e MedChild in collaborazione con (Astrazeneca e Sanofi Pasteur MSD) "La salute del bambino nel Mediterraneo", tenutosi al Galata Museo del Mare di Genova lo scorso 20 marzo, per fare il punto sull'attività della Fondazione Med Child, nata nel 2004, che ha come membri fondatori le Fondazioni Gaslini e Ime (Istituto Mediterraneo per l'ematologia basato a Roma). Il principale intervento in corso di Med Child è un progetto pilota nel Kurdistan Irakeno, voluto e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano (Mae), per fronteggiare le gravi patologie genetiche, la necessità di aggiornamento di medici e operativi, le carenze di strutture ed infrastrutture.

 

Ad oggi, interventi sono avviati, oltre che in Irak, anche in Libano, mentre altri, in Afghanistan e Palestina, sono in attesa dell'assenso all'operatività da parte del Mae. Riguardano il trasferimento di know-how, la formazione e il training di medici, infermieri, biologi e tecnici ospedalieri, tele-assistenza, progettazione del sistema sanitario del paese, cura in Italia dei casi più gravi e complessi. "Si è provveduto alla qualificazione genetica di oltre 3.000 persone, alla valutazione clinica di oltre 1.000 bambini afflitti da malattie non comunicabili. Inoltre, lo screening in aree remote ha riguardato 11.200 bambini mai prima esaminati" ha precisato Bruno Musso, Presidente di Med Child. Per consolidare l'attività pediatrica, è in fase di avanzata progettazione il Cpm, centro pediatrico del Mediterraneo, concepito come ospedale pediatrico di eccellenza costituito da 'sezioni mediterranee' degli ospedali pediatrici, unità mobili di terra e una nave pediatrica.

 

"Le difficoltà sono infinite ma la vitalità del progetto prevale sui problemi" ha sottolineato Musso. Fra le difficoltà, quella dell'ultima ora è rappresentata dai propulsori necessari alla nave Cin (Child-friendly Italian Navy), in corso di progettazione con l'assistenza della Marina Militare Italiana, dei principali ospedali pediatrici, dell'Università di Genova e di Fincantieri. "Il progetto sarà pronto alla fine del 2007 - ha spiegato Musso -. La Fincantieri in 26 mesi è in grado di costruire la nave, ma si è presentato un intoppo grave che potrebbe costringerci a rivedere tutto. Venti giorni fa è arrivata la notizia che per i propulsori con le caratteristiche necessarie alla nave, a causa di un'impennata del mercato, è necessaria una prenotazione con quattro anni di anticipo. Ora dobbiamo capire come aggirare questa difficoltà, al limite usando anche l'esistente, anche se mal si presta rispetto al progetto della nave da 7.500 tonnellate, attrezzata con la migliore tecnologia per diagnostica e cura delle patologie complesse, vetrina della professionalità e della tecnologia italiane, che abbiamo progettato".

Fonte: Mercurio Ed


 






  

 

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