Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali

del 29/03/2007

 

Arriva il vaccino contro il tumore del collo dell'utero


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

E' arrivato in Italia ed è da oggi disponibile per tutte le donne il tanto atteso vaccino contro il tumore del collo dell'utero: Gardasil. E' il primo vaccino contro una forma tumorale messo a punto dalla scienza medica. Una scoperta che ha visto anche il concreto ruolo della Ricerca italiana. Cinque Centri - a Brescia, due a Roma, a Napoli e a Palermo- hanno sperimentato il vaccino. Con l'arrivo di Gardasil da oggi è possibile vaccinare tutte le donne da nove a ventisei anni. L'Italia è stato il primo Paese in Europa che, per decisione del ministro della Salute Livia Turco, ha deciso di concedere la vaccinazione gratuita, iniziando con la fascia delle dodicenni. L'eccezionale evento dell'arrivo nel nostro Paese del vaccino della Sanofi Pasteur MSD contro una malattia che ogni giorno in Italia fa ammalare dieci donne- in pratica ogni due ore una donna scopre di essere stata colpita dal tumore del collo dell'utero - e che causa la morte di cinque meritava una cornice d'eccellenza, una conferenza stampa d'alto profilo. L'annuncio è stato dato ai Media a Roma dalla Commissione Sanità al Senato, alla presenza del presidente Ignazio Marino e dei componenti Emanuela Baio Dossi e Laura Bianconi; dal professore Umberto Veronesi; dal ginecologo Sergio Pecorelli, direttore della Clinica Ostetrico Ginecologica dell'Università di Brescia; dal pediatra Giorgio Bartolozzi, membro della Commissione nazionale vaccini; da Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale; da Daniel Jacques Cristelli, amministratore delegato della Sanofi Pasteur MSD e dai ricercatori che hanno sperimentato Gardasil in Italia.

Umberto Veronesi: "Una grande notizia per la donna"
"L'annuncio della disponibilità di un vaccino per l'HPV -dice Umberto Veronesi in Conferenza stampa - è una grande notizia per le donne, che per la prima volta hanno la possibilità di proteggersi in modo quasi totale da quella che è ancora oggi una delle principali cause di tumore nel mondo femminile, ma anche per la ricerca oncologica, che vede confermate intuizioni sulle cause del cancro che sono allo studio da più di 100 anni in tutto il mondo. E anche per la sanità pubblica che può offrire, con il vaccino, uno strumento di prevenzione oncologica che non lascia spazio ai dubbi sul rapporto costo-beneficio. L'Istituto Europeo di Oncologia ha sempre orientato la sua ricerca in questa direzione e contribuirà allo sviluppo delle conoscenze sul vaccino contro l'HPV con uno studio per l'implementazione della vaccinazione delle ragazze di 18 anni, che verrà avviato prima dell'estate".

Un tumore killer nella donna
Il tumore del collo dell'utero è la seconda causa di morte, in Europa, per tumore tra le giovani donne tra i 15 e i 44 anni, dopo il tumore del seno. Ogni anno in Italia muoiono circa 1700 donne, cinque ogni giorno. E ogni anno i nuovi casi sono oltre 3500, dieci ogni giorno. La regione che fa registrare più casi è la Lombardia, seguita dalla Campania, dal Lazio e dalla Sicilia.

Nel 2003 si sono registrati 6862 ricoveri per tumore maligno della cervice uterina: un terzo di questi riguardava giovani donne tra i 25 e i 44 anni ed un altro terzo le donne tra i 45 ed i 64 anni. La regione che ha fatto registrare il maggior numero di ricoveri per il cancro della cervice è la Lombardia, seguita dal Lazio e dall'Emilia Romagna.

Le donne italiane conoscono il papillomavirus e il tumore del collo dell'utero. E ne hanno paura. Eppure fanno poca prevenzione. Le ragazze italiane tra i 25 e i 29 anni non si sottopongono al Pap-Test con regolarità, soprattutto al Sud. Più attente le donne tra i 45 e i 54 anni, in particolare le donne del Nord Est.

Gardasil, il primo vaccino al mondo contro il tumore della cervice Gardasil è il primo vaccino approvato, in Europa e nel mondo, per proteggersi dal cancro del collo dell'utero e le altre patologie correlate ai tipi 6,11,16 e 18 di Papillomavirus Umano che si manifestano prima del cancro e che vanno oltre il collo dell'utero. Oltre il 70 per cento dei casi di cancro invasivo del collo dell'utero sono causati dai tipi 16 e 18 di Papillomavirus Umano e oltre il 90 per cento dei casi di condilomi genitali sono causati dai tipi 6 e 11. Prima del cancro del collo dell'utero ci sono le lesioni iniziali, potenzialmente precancerose, (in Italia 130 casi al giorno), queste lesioni possono progredire in lesioni precancerose (40 casi al giorno): una volta raggiunto questo stadio vanno rimosse chirurgicamente per prevenire il rischio di evolversi verso il cancro. Ci sono poi le lesioni genitali esterne (quelle della vulva, della vagina e i condilomi genitali) che possono condurre al cancro. Gardasil può essere somministrato in bambini e adolescenti di età compresa tra i 9 e i 15 anni e in donne di età compresa tra i 16 e i 26 anni. Deve essere somministrato con 3 iniezioni intramuscolari a distanza l'una dall'altra di due e quattro mesi, comunque tutte entro un anno. Negli studi clinici condotti su più di 25 mila donne in 33 Paesi di tutto il mondo, il vaccino Gardasil ha mostrato un'efficacia totale per le patologie causate dai tipi 6,11,16 e 18 di Papillomavirus Umano.

Oggi il vaccino è disponibile in 26 Paesi in Europa e in 55 in tutto il mondo. L'Italia è il primo Paese dove si è deciso di darlo gratuitamente. Il vaccino in farmacia costa 188,15 Euro a dose, ne servono tre. Considerando anche solo un'efficacia del vaccino per vent'anni, ogni donna spenderà per la propria salute 0.07 centesimi al giorno, meno della metà di quanto spende inviando un semplice SMS.

In Europa il vaccino è commercializzato da Sanofi Pasteur MSD.

Un vaccino atteso dalle donne italiane
Un'indagine condotta tra le donne italiane malate di cancro della cervice ha messo in evidenza come la totalità delle donne ha dichiarato che se questo vaccino fosse stato disponibile prima della diagnosi di tumore si sarebbe vaccinata e sempre la totalità delle donne intervistate consiglierebbe alle figlie o alle amiche di sottoporsi alla vaccinazione.

Parla il Ginecologo: Sergio Pecorelli
" La messa a punto del vaccino - dice il professore Sergio Pecorelli, Direttore della Clinica Ostetrico Ginecologica dell'Università di Brescia. E' anche Presidente della Commissione oncologica della Federazione Internazionale Ginecologia Ostetricia - ha rappresentato un evento rivoluzionario. Questa arma è diretta a genotipi specifici del Papillomavirus: una volta che una donna si è vaccinata il virus non potrà più colpirla e, di conseguenza, non si potrà innescare quel meccanismo che può portare al tumore del collo dell'utero. Gardasil è efficace nei confronti di quattro genotipi, tra i quali il 16 e il 18 quelli a più alto indice di tumore, addirittura responsabili del 75 per cento dei casi di tumore della cervice e dei genitali esterni". "Fortunatamente per la donna-aggiunge Pecorelli-il rischio di ammalarsi di tumore della cervice, una volta entrata in contatto con il virus, è molto basso. Però l'indice di rischio, paragonato ad altri fattori di rischio per altri tumori, è elevatissimo, anzi il più elevato che si conosca. Infatti, se il rischio di avere un tumore per un fumatore di almeno 15 sigarette al giorno è 10, per una donna che si è infettata con i genotipi 16 e 18 il rischio di contrarre il tumore della cervice è ben 500. Solo questo basterebbe a dimostrare che l'arrivo di Gardasil è estremamente importante".

Parla il Medico di Famiglia: Claudio Cricelli "Gardasil è un vaccino che dà concretezza ai nostri consigli di prevenzione - dice Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale - perché non si tratta di dire alle donne di adottare un corretto stile di vita per evitare un contagio sperando nel loro buon senso e nella loro diligenza ma di fare una scelta verso un vaccino che le proteggerà non solo dal tumore del collo dell'utero ma da tutte le conseguenze derivanti dall'aver contratto il virus dell'HPV. Con l'arrivo di questo vaccino, è totale l'impegno dei Medici della Società Italiana di Medicina Generale: sono in atto, infatti, consultazioni con il Ministero della Salute per avviare un protocollo di comportamento per i Medici". "L'informazione- aggiunge Cricelli-non guarderà la carta d'identità. In primo luogo parleremo alle dodicenni, accompagnate dalle madri. Ma, allo stesso tempo, ci rivolgeremo ancor di più da oggi a tutte le giovani donne, in modo particolare a quelle fra i 18 e i 26 anni. Sono loro quelle che rappresentano il "bersaglio ideale" del virus".

Parla il Pediatra: Giorgio Bartolozzi
" E' stata inizialmente scelta la fascia di età dei dodici anni per la vaccinazione gratuita- dice Giorgio Bartolozzi, Membro della Commissione Nazionale Vaccini. E' stato Professore di Pediatria all'Università di Firenze - perché si ritiene che in questa età non si sia avuto ancora alcun rapporto sessuale. Le adolescenti, come pure tutte le altre donne, non devono aver timore degli effetti collaterali perché è un vaccino sicuro ed affidabile. Una volta che si è deciso di proteggersi dal Papillomavirus con il vaccino, si è certi che la protezione contro i quattro tipi di Papillomavirus inclusi in Gardasil è totale ed è protratta a lungo nel tempo. Il Papillomavirus è messo alle corde ed è sventato il pericolo del tumore del collo dell'utero causati dai tipi di virus 16 e 18 e dei condilomi acuminati genitali dovuti ai tipi 6 e 11.Come pediatra raccomando questa vaccinazione alle adolescenti e come medico, in senso più lato, la raccomando a tutte le donne".

Parla la Sanofi Pasteur MSD: Daniel Jacques Cristelli "Con l'arrivo di Gardasil - dice Daniel Jacques Cristelli Amministratore delegato della Sanofi Pasteur MSD, l'unica azienda dedicata esclusivamente ai vaccini e produttrice di Gardasil- abbiamo realizzato qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: sconfiggere l'insorgenza di un cancro con l'obiettivo di eradicarlo per sempre. Tutto questo accade per merito di un vaccino, Gardasil. Grazie all'intervento del ministro della Salute, Livia Turco, e della Commissione Sanità al Senato che hanno dato il via all'offerta gratuita di Gardasil per tutte le dodicenni, l'Italia ha compiuto un importante passo in avanti nel campo della prevenzione e nel campo dell'oncologia. Per il momento, al di là dell'offerta pubblica, tutte le donne che vogliono proteggersi devono acquistare le tre dosi di Gardasil in farmacia presentando la ricetta del proprio medico. Mi auguro, tuttavia, che nel prossimo futuro e in accordo con il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, questa offerta pubblica possa essere anche estesa ad altre fasce d'età in modo tale da offrire, nel più breve tempo possibile, una protezione dal rischio di contrarre un cancro a tutte le donne".

Parlano gli sperimentatori italiani
" Il Gruppo, del quale faccio parte, diretto dal professore Giampiero Carosi all'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Brescia- dice Alberto Matteelli Dirigente medico dell'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Brescia- ha iniziato la sperimentazione su Gardasil nel 2002. Il vaccino si sta rivelando all'altezza delle speranze più rosee: sicuro ed estremamente efficace verso i tipi 6, 11, 16 e 18 di papillomavirus, sempre che venga somministrato prima dell'infezione".

" A sperimentazione conclusa - dice Stefano Greggi, Direttore UOC di Ginecologia Oncologica dell'Istituto Nazionale Tumori di Napoli, Fondazione Pascale- possiamo dire che Gardasil si è rivelato sicuro ed efficace. Al punto che, per ragioni etiche, stiamo per proporre la vaccinazione anche alle volontarie alle quali era stato somministrato il placebo, trattandosi di un esperimento a doppio cieco. E' evidente che la diffusione dell'informazione sulla vaccinazione contro il tumore del collo dell'utero è ancora lungi dall'essere sufficiente e, per questo, è necessaria un'azione capillare ma soprattutto convincente".

"Sono molto convinto-dice Antonio Perino, Direttore della Clinica Ginecologica dell'Università di Palermo- della validità di questo vaccino alla luce dei risultati fino ad ora disponibili, come pure sono ben consapevole del grande pericolo che si nasconde nel Papillomavirus. La sperimentazione che abbiamo compiuto a Palermo è stata fra le più estese fra quelle effettuate. Lo studio ha evidenziato che nessuna delle donne vaccinate ha contratto il virus. Una grande conferma della valenza di Gardasil, conferma che ci sta spingendo a svolgere con la Regione Sicilia una grande campagna in tutta l'Isola".

"Considero il vaccino Gardasil- dice Luciano Mariani Dirigente di I Livello Ginecologia Oncologica e Responsabile degli Ambulatori di Ginecologia Oncologica all'Istituto Tumori Regina Elena di Roma- una grande arma a disposizione delle donne. Ne sono così convinto che vorrei lanciare un appello alle giovani donne di assumere il vaccino, preferibilmente prima dell'inizio dell'attività sessuale e di pensare alla tutela della loro salute anche se hanno già una vita sessuale attiva: il vaccino è una valida arma fino a 26 anni. Quello che oggi mi sorprende - e mi riempie di soddisfazione- è la constatazione che le donne hanno scoperto l'esistenza e la pericolosità del Papillomavirus, del tutto ignorata all'epoca dell'inizio della sperimentazione. Ho constatato ancora una volta che nel mondo della Ricerca è importante saper fare ma è altrettanto importante fare sapere".

"L'arrivo del vaccino nelle farmacie-dice Massimo Moscarini Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea e Direttore del Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura all' Università "La Sapienza" di Roma. Massimo Moscarini è anche presidente dell'AGUI - deve essere considerato un punto di partenza per spingere l'acceleratore sulla diffusione capillare del messaggio di prevenzione a tutte le donne. Mi riferisco non solo alle adolescenti ma soprattutto alle giovani donne che non hanno contratto il virus. Per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato una campagna di informazione nelle scuole per far comprendere la pericolosità del virus HPV".


 






  



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