E'
arrivato in Italia ed è da oggi disponibile per tutte le donne il tanto atteso
vaccino contro il tumore del collo dell'utero: Gardasil. E' il primo vaccino
contro una forma tumorale messo a punto dalla scienza medica. Una scoperta che
ha visto anche il concreto ruolo della Ricerca italiana. Cinque Centri - a
Brescia, due a Roma, a Napoli e a Palermo- hanno sperimentato il vaccino. Con
l'arrivo di Gardasil da oggi è possibile vaccinare tutte le donne da nove a
ventisei anni. L'Italia è stato il primo Paese in Europa che, per decisione del
ministro della Salute Livia Turco, ha deciso di concedere la vaccinazione
gratuita, iniziando con la fascia delle dodicenni. L'eccezionale evento
dell'arrivo nel nostro Paese del vaccino della Sanofi Pasteur MSD contro una
malattia che ogni giorno in Italia fa ammalare dieci donne- in pratica ogni due
ore una donna scopre di essere stata colpita dal tumore del collo dell'utero - e
che causa la morte di cinque meritava una cornice d'eccellenza, una conferenza
stampa d'alto profilo. L'annuncio è stato dato ai Media a Roma dalla Commissione
Sanità al Senato, alla presenza del presidente Ignazio Marino e dei componenti
Emanuela Baio Dossi e Laura Bianconi; dal professore Umberto Veronesi; dal
ginecologo Sergio Pecorelli, direttore della Clinica Ostetrico Ginecologica
dell'Università di Brescia; dal pediatra Giorgio Bartolozzi, membro della
Commissione nazionale vaccini; da Claudio Cricelli, presidente della Società
Italiana di Medicina Generale; da Daniel Jacques Cristelli, amministratore
delegato della Sanofi Pasteur MSD e dai ricercatori che hanno sperimentato
Gardasil in Italia.
Umberto Veronesi: "Una grande notizia per la donna"
"L'annuncio della disponibilità di un vaccino per l'HPV -dice Umberto Veronesi
in Conferenza stampa - è una grande notizia per le donne, che per la prima volta
hanno la possibilità di proteggersi in modo quasi totale da quella che è ancora
oggi una delle principali cause di tumore nel mondo femminile, ma anche per la
ricerca oncologica, che vede confermate intuizioni sulle cause del cancro che
sono allo studio da più di 100 anni in tutto il mondo. E anche per la sanità
pubblica che può offrire, con il vaccino, uno strumento di prevenzione
oncologica che non lascia spazio ai dubbi sul rapporto costo-beneficio.
L'Istituto Europeo di Oncologia ha sempre orientato la sua ricerca in questa
direzione e contribuirà allo sviluppo delle conoscenze sul vaccino contro l'HPV
con uno studio per l'implementazione della vaccinazione delle ragazze di 18
anni, che verrà avviato prima dell'estate".
Un tumore killer nella donna
Il tumore del collo dell'utero è la seconda causa di morte, in Europa, per
tumore tra le giovani donne tra i 15 e i 44 anni, dopo il tumore del seno. Ogni
anno in Italia muoiono circa 1700 donne, cinque ogni giorno. E ogni anno i nuovi
casi sono oltre 3500, dieci ogni giorno. La regione che fa registrare più casi è
la Lombardia, seguita dalla Campania, dal Lazio e dalla Sicilia.
Nel 2003 si sono registrati 6862 ricoveri per tumore maligno della cervice
uterina: un terzo di questi riguardava giovani donne tra i 25 e i 44 anni ed un
altro terzo le donne tra i 45 ed i 64 anni. La regione che ha fatto registrare
il maggior numero di ricoveri per il cancro della cervice è la Lombardia,
seguita dal Lazio e dall'Emilia Romagna.
Le donne italiane conoscono il papillomavirus e il tumore del collo dell'utero.
E ne hanno paura. Eppure fanno poca prevenzione. Le ragazze italiane tra i 25 e
i 29 anni non si sottopongono al Pap-Test con regolarità, soprattutto al Sud.
Più attente le donne tra i 45 e i 54 anni, in particolare le donne del Nord Est.
Gardasil, il primo vaccino al mondo contro il tumore della cervice Gardasil è il
primo vaccino approvato, in Europa e nel mondo, per proteggersi dal cancro del
collo dell'utero e le altre patologie correlate ai tipi 6,11,16 e 18 di
Papillomavirus Umano che si manifestano prima del cancro e che vanno oltre il
collo dell'utero. Oltre il 70 per cento dei casi di cancro invasivo del collo
dell'utero sono causati dai tipi 16 e 18 di Papillomavirus Umano e oltre il 90
per cento dei casi di condilomi genitali sono causati dai tipi 6 e 11. Prima del
cancro del collo dell'utero ci sono le lesioni iniziali, potenzialmente
precancerose, (in Italia 130 casi al giorno), queste lesioni possono progredire
in lesioni precancerose (40 casi al giorno): una volta raggiunto questo stadio
vanno rimosse chirurgicamente per prevenire il rischio di evolversi verso il
cancro. Ci sono poi le lesioni genitali esterne (quelle della vulva, della
vagina e i condilomi genitali) che possono condurre al cancro. Gardasil può
essere somministrato in bambini e adolescenti di età compresa tra i 9 e i 15
anni e in donne di età compresa tra i 16 e i 26 anni. Deve essere somministrato
con 3 iniezioni intramuscolari a distanza l'una dall'altra di due e quattro
mesi, comunque tutte entro un anno. Negli studi clinici condotti su più di 25
mila donne in 33 Paesi di tutto il mondo, il vaccino Gardasil ha mostrato
un'efficacia totale per le patologie causate dai tipi 6,11,16 e 18 di
Papillomavirus Umano.
Oggi il vaccino è disponibile in 26 Paesi in Europa e in 55 in tutto il mondo.
L'Italia è il primo Paese dove si è deciso di darlo gratuitamente. Il vaccino in
farmacia costa 188,15 Euro a dose, ne servono tre. Considerando anche solo
un'efficacia del vaccino per vent'anni, ogni donna spenderà per la propria
salute 0.07 centesimi al giorno, meno della metà di quanto spende inviando un
semplice SMS.
In Europa il vaccino è commercializzato da Sanofi Pasteur MSD.
Un vaccino atteso dalle donne italiane
Un'indagine condotta tra le donne italiane malate di cancro della cervice ha
messo in evidenza come la totalità delle donne ha dichiarato che se questo
vaccino fosse stato disponibile prima della diagnosi di tumore si sarebbe
vaccinata e sempre la totalità delle donne intervistate consiglierebbe alle
figlie o alle amiche di sottoporsi alla vaccinazione.
Parla il Ginecologo: Sergio Pecorelli
" La messa a punto del vaccino - dice il professore Sergio Pecorelli, Direttore
della Clinica Ostetrico Ginecologica dell'Università di Brescia. E' anche
Presidente della Commissione oncologica della Federazione Internazionale
Ginecologia Ostetricia - ha rappresentato un evento rivoluzionario. Questa arma
è diretta a genotipi specifici del Papillomavirus: una volta che una donna si è
vaccinata il virus non potrà più colpirla e, di conseguenza, non si potrà
innescare quel meccanismo che può portare al tumore del collo dell'utero.
Gardasil è efficace nei confronti di quattro genotipi, tra i quali il 16 e il 18
quelli a più alto indice di tumore, addirittura responsabili del 75 per cento
dei casi di tumore della cervice e dei genitali esterni". "Fortunatamente per la
donna-aggiunge Pecorelli-il rischio di ammalarsi di tumore della cervice, una
volta entrata in contatto con il virus, è molto basso. Però l'indice di rischio,
paragonato ad altri fattori di rischio per altri tumori, è elevatissimo, anzi il
più elevato che si conosca. Infatti, se il rischio di avere un tumore per un
fumatore di almeno 15 sigarette al giorno è 10, per una donna che si è infettata
con i genotipi 16 e 18 il rischio di contrarre il tumore della cervice è ben
500. Solo questo basterebbe a dimostrare che l'arrivo di Gardasil è estremamente
importante".
Parla il Medico di Famiglia: Claudio Cricelli "Gardasil è un vaccino che dà
concretezza ai nostri consigli di prevenzione - dice Claudio Cricelli,
Presidente della Società Italiana di Medicina Generale - perché non si tratta di
dire alle donne di adottare un corretto stile di vita per evitare un contagio
sperando nel loro buon senso e nella loro diligenza ma di fare una scelta verso
un vaccino che le proteggerà non solo dal tumore del collo dell'utero ma da
tutte le conseguenze derivanti dall'aver contratto il virus dell'HPV. Con
l'arrivo di questo vaccino, è totale l'impegno dei Medici della Società Italiana
di Medicina Generale: sono in atto, infatti, consultazioni con il Ministero
della Salute per avviare un protocollo di comportamento per i Medici".
"L'informazione- aggiunge Cricelli-non guarderà la carta d'identità. In primo
luogo parleremo alle dodicenni, accompagnate dalle madri. Ma, allo stesso tempo,
ci rivolgeremo ancor di più da oggi a tutte le giovani donne, in modo
particolare a quelle fra i 18 e i 26 anni. Sono loro quelle che rappresentano il
"bersaglio ideale" del virus".
Parla il Pediatra: Giorgio Bartolozzi
" E' stata inizialmente scelta la fascia di età dei dodici anni per la
vaccinazione gratuita- dice Giorgio Bartolozzi, Membro della Commissione
Nazionale Vaccini. E' stato Professore di Pediatria all'Università di Firenze -
perché si ritiene che in questa età non si sia avuto ancora alcun rapporto
sessuale. Le adolescenti, come pure tutte le altre donne, non devono aver timore
degli effetti collaterali perché è un vaccino sicuro ed affidabile. Una volta
che si è deciso di proteggersi dal Papillomavirus con il vaccino, si è certi che
la protezione contro i quattro tipi di Papillomavirus inclusi in Gardasil è
totale ed è protratta a lungo nel tempo. Il Papillomavirus è messo alle corde ed
è sventato il pericolo del tumore del collo dell'utero causati dai tipi di virus
16 e 18 e dei condilomi acuminati genitali dovuti ai tipi 6 e 11.Come pediatra
raccomando questa vaccinazione alle adolescenti e come medico, in senso più
lato, la raccomando a tutte le donne".
Parla la Sanofi Pasteur MSD: Daniel Jacques Cristelli "Con l'arrivo di Gardasil
- dice Daniel Jacques Cristelli Amministratore delegato della Sanofi Pasteur MSD,
l'unica azienda dedicata esclusivamente ai vaccini e produttrice di Gardasil-
abbiamo realizzato qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile:
sconfiggere l'insorgenza di un cancro con l'obiettivo di eradicarlo per sempre.
Tutto questo accade per merito di un vaccino, Gardasil. Grazie all'intervento
del ministro della Salute, Livia Turco, e della Commissione Sanità al Senato che
hanno dato il via all'offerta gratuita di Gardasil per tutte le dodicenni,
l'Italia ha compiuto un importante passo in avanti nel campo della prevenzione e
nel campo dell'oncologia. Per il momento, al di là dell'offerta pubblica, tutte
le donne che vogliono proteggersi devono acquistare le tre dosi di Gardasil in
farmacia presentando la ricetta del proprio medico. Mi auguro, tuttavia, che nel
prossimo futuro e in accordo con il parere espresso dal Consiglio Superiore di
Sanità, questa offerta pubblica possa essere anche estesa ad altre fasce d'età
in modo tale da offrire, nel più breve tempo possibile, una protezione dal
rischio di contrarre un cancro a tutte le donne".
Parlano gli sperimentatori italiani
" Il Gruppo, del quale faccio parte, diretto dal professore Giampiero Carosi
all'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Brescia- dice
Alberto Matteelli Dirigente medico dell'Istituto di Malattie Infettive e
Tropicali dell'Università di Brescia- ha iniziato la sperimentazione su Gardasil
nel 2002. Il vaccino si sta rivelando all'altezza delle speranze più rosee:
sicuro ed estremamente efficace verso i tipi 6, 11, 16 e 18 di papillomavirus,
sempre che venga somministrato prima dell'infezione".
" A sperimentazione conclusa - dice Stefano Greggi, Direttore UOC di Ginecologia
Oncologica dell'Istituto Nazionale Tumori di Napoli, Fondazione Pascale-
possiamo dire che Gardasil si è rivelato sicuro ed efficace. Al punto che, per
ragioni etiche, stiamo per proporre la vaccinazione anche alle volontarie alle
quali era stato somministrato il placebo, trattandosi di un esperimento a doppio
cieco. E' evidente che la diffusione dell'informazione sulla vaccinazione contro
il tumore del collo dell'utero è ancora lungi dall'essere sufficiente e, per
questo, è necessaria un'azione capillare ma soprattutto convincente".
"Sono molto convinto-dice Antonio Perino, Direttore della Clinica Ginecologica
dell'Università di Palermo- della validità di questo vaccino alla luce dei
risultati fino ad ora disponibili, come pure sono ben consapevole del grande
pericolo che si nasconde nel Papillomavirus. La sperimentazione che abbiamo
compiuto a Palermo è stata fra le più estese fra quelle effettuate. Lo studio ha
evidenziato che nessuna delle donne vaccinate ha contratto il virus. Una grande
conferma della valenza di Gardasil, conferma che ci sta spingendo a svolgere con
la Regione Sicilia una grande campagna in tutta l'Isola".
"Considero il vaccino Gardasil- dice Luciano Mariani Dirigente di I Livello
Ginecologia Oncologica e Responsabile degli Ambulatori di Ginecologia Oncologica
all'Istituto Tumori Regina Elena di Roma- una grande arma a disposizione delle
donne. Ne sono così convinto che vorrei lanciare un appello alle giovani donne
di assumere il vaccino, preferibilmente prima dell'inizio dell'attività sessuale
e di pensare alla tutela della loro salute anche se hanno già una vita sessuale
attiva: il vaccino è una valida arma fino a 26 anni. Quello che oggi mi
sorprende - e mi riempie di soddisfazione- è la constatazione che le donne hanno
scoperto l'esistenza e la pericolosità del Papillomavirus, del tutto ignorata
all'epoca dell'inizio della sperimentazione. Ho constatato ancora una volta che
nel mondo della Ricerca è importante saper fare ma è altrettanto importante fare
sapere".
"L'arrivo del vaccino nelle farmacie-dice Massimo Moscarini Professore Ordinario
di Ginecologia e Ostetricia all'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea e Direttore del
Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura all'
Università "La Sapienza" di Roma. Massimo Moscarini è anche presidente dell'AGUI
- deve essere considerato un punto di partenza per spingere l'acceleratore sulla
diffusione capillare del messaggio di prevenzione a tutte le donne. Mi riferisco
non solo alle adolescenti ma soprattutto alle giovani donne che non hanno
contratto il virus. Per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato una campagna di
informazione nelle scuole per far comprendere la pericolosità del virus HPV".