Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali

del 16/03/2007

 

La finasteride previene il cancro della prostata


Aldo Franco De Rose - aldofdr@clicmedicina.it

Un farmaco utilizzato comunemente nella terapia della ipertrofia prostatica benigna per ridurre i disturbi della minzione sembra prevenire anche l'insorgenza del tumore alla prostata. Si tratta della finasteride, la cui azione si esplica inibendo un enzima, la 5 alfa reduttasi, e quindi la formazione di diidrotestosterone, ormone che stimola tra l'altro la crescita dell'adenoma prostatico e quindi anche del tumore. Sono queste le conclusioni dello studio PCPT (Prostate Cancer Prevention Trial), finanziato dal National Cancer Institute Usa e bloccato prima della scadenza prevista per gli effetti positivi di questa molecola nel prevenire l'insorgenza del tumore prostatico che, secondo gli ultimi rilevamenti epidemiologici, risulta la neoplasia più frequente dell'uomo.
Il PCPT è la più vasta ricerca in campo urologico, avendo coinvolto 18.882 uomini oltre i 55 anni. I risultati mostrano una riduzione del 25% dell'incidenza del carcinoma prostatico nei soggetti trattati con finasteride rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo. Lo stesso National Cancer Institute frena gli entusiasmi: la finasteride ha ridotto in modo significativo il rischio di carcinoma prostatico, ma nel gruppo trattato sono stati osservati tumori alla prostata ad alto grado, cioè tumori ad alta malignità. "È troppo presto per poter sottoporre dei pazienti a trattamento chemiopreventivo con finasteride e occorre invece attendere altre evidenze", dice Giorgio Carmignani, direttore della Clinica Urologica dell'università di Genova, "Infatti, da una parte lo studio dimostra in maniera statisticamente convincente che la somministrazione cronica di finasteride diminuisce l'insorgenza di cancro della prostata, dall'altro, tuttavia, esiste il sospetto che si possano sviluppare tumori più aggressivi ed a peggiore prognosi. E ci sono le certezze degli effetti collaterali negativi sulla vita sessuale".
Le analisi successive hanno concluso che questo aumento della prevalenza dei tumori di alto grado era probabilmente dovuta ad un bias riguardante l'individuazione del tumore dovuto in larga misura alla riduzione del tumore alla prostata nei pazienti trattati con Finasteride rispetto a quelli trattati con placebo.

Fonte: Repubblica


 






  



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