Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali


Uno squilibrio ormonale alla base dei "baby blues" e della depressione post-partum


Emanuela Mistrangelo - redazione@clicmedicina.it

Secondo recenti stime del WHO, il 22% delle donne in età riproduttiva soffre di depressione in un qualche momento della sua vita. In Europa e negli Stati Uniti la depressione clinica colpisce ogni anno un numero sempre maggiore di adulti, adolescenti e bambini. Pertanto, secondo il WHO, la depressione è da considerarsi oggi la prima causa di disabilità legata alle malattie nel mondo.
La depressione post-natale comprende episodi depressivi maggiori (depressione vera e propria fino alle gravi forme di psicosi puerperale) e minori (baby blues) che si verificano nel primo anno dopo il parto.
I cosiddetti “baby blues” o “post-partum blues”, ovvero episodi depressivi minori, vissuti come stato malinconico, interessano circa l’80% delle madri. Compaiono al 3°-5° giorno dal parto e si risolvono in breve tempo senza terapia. E' una condizione post-natale di instabilità emotiva caratterizzata da scoppi improvvisi di pianto, irritabilità, sentimenti di tristezza e sfiducia, ansia, disforia lieve.
La vera e propria depressione del post-partum interessa invece il 15% delle madri, percentuale che può salire al 26% tra le adolescenti, e nella maggior parte dei casi si manifesta entro i primi tre mesi dal parto. Tale disturbo è caratterizzato da irritabilità, collera, spossatezza, perdita di interesse, sentimenti di colpa.
La psicosi puerperale riguarda circa 1 donna su 1000. La comparsa può essere drammatica, con inizio subito dopo il parto o entro 48-72 ore. Per la maggior parte delle donne i sintomi si sviluppano entro due settimane dal parto. E’ il disturbo meno frequente, ma più grave. Non deve essere confusa con la depressione post- natale. Si manifesta nelle donne che hanno una storia personale o familiare di schizofrenia o di psicosi maniaco-depressiva . Esiste un rischio significativo d’infanticidio o suicidio ed aumenta l’incidenza di trattamenti psichiatrici e ricoveri per due anni dopo il parto.
Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, i cui risultati verranno pubblicati nel mese di gennaio 2007 sulla rivista Biological Research for Nursing, le significative modificazioni a carico del sistema ormonale in gravidanza potrebbero avere un ruolo nella genesi dei baby blues e della depressione postpartum. In particolare, nelle donne con depressione postpartum sono state riscontrate alterazioni nei livelli plasmatici di cortisolo, che vanno a raggiungere valori simili a quelli presenti in altre forme di depressione.
Indubbiamente lo squilibrio ormonale può essere una delle cause, ma non l’unica, alla base della depressione postpartum. Molti sono i fattori di rischio concomitanti, come una storia precedente di disordini psichiatrici, una personalità ansiosa, stress psicologici, complicanze ostetriche, deprivazione del sonno, mancata soddisfazione nella relazione con il partner o con la madre, gravidanza non pianificata, mancanza di supporto sociale e soprattutto il venir meno, a causa dei cambiamenti sociali e culturali del nostro mondo, della tradizionale rete di supporto (madri, sorelle, cognate, etc.) che nel passato sosteneva efficacemente, soprattutto dal punto di vista emozionale, la gravida e poi la neomadre.
Molte donne, oggi, tornano a casa, dopo il parto, e sono sole. Tra quelle che sviluppano depressione post-partum, la maggior parte non cerca l’aiuto di un operatore sanitario e nemmeno della propria famiglia o dei propri amici. Queste donne, se non individuate né trattate, sono a rischio sia di conseguenze immediate sia di sequele che possono trascinarsi per tutta la vita a carico della propria persona, della loro famiglia e, principalmente, dei loro bambini. Pertanto risulta fondamentale innanzitutto fare emergere il sommerso, ovvero riconoscere in tempo tutte le donne che abbiano bisogno di un aiuto psicologico in gravidanza e dopo il parto, cercando di instaurare un sistema di continuità delle cure che non faccia sentire la donna sola e abbandonata una volta tornata a casa dopo il parto.

 






  



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