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Genova Anno V - n°27 - 29.01.2007 Pagine Nazionali Le fobie specifiche: claustrofobia Anna Carderi - Psicologa
Spesso i soggetti claustrofobici mettono in atto strategie giustificative che
gli consentono di evitare gli spazi che danno loro la sensazione di chiuso. Tale
evitamento nasce dalla paura di soffocare o di sentirsi in trappola. La
sensazione di pericolo che ne deriva è direttamente proporzionale alla misura
dello spazio circostante. Tanto più lo spazio è ristretto tanto maggiore è la
sensazione di pericolo. Ciò in quanto i soggetti percepiscono maggiormente la
minaccia quando sono impediti nei movimenti. Il vissuto che ne consegue è
caratterizzato dalla percezione di disporre di una quantità d’aria insufficiente
(fame d’aria), dalla sensazione di restringimento delle vie aeree,
dall’incapacità di espandere il torace e di fare il respiro lungo. La
claustrofobia, oltre alle forme classicamente descritte, può essere riferita dai
pazienti come intolleranza fobica ad ogni cosa possa essere considerata come un
possibile ostacolo alla respirazione, sia di natura fisica (indossando maglioni
a collo alto, collane, cravatte, cinture), sia riferita alla qualità dell’aria
(ad es. aria viziata e umida). In alcuni casi anche un semplice anello può
determinare una sensazione di costrizione.
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