Genova Anno IV - n°26 - 14.11.2006 Pagine Nazionali

   


Gastroenterite: il punto di vista dell'esperto


A colloquio con il Prof. Giovanni Vitali Rosati, Referente Regionale Toscana Rete Vaccini per la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP)

Quali sono le conseguenze dell’infezione da rotavirus per i piccoli pazienti?
Il rischio maggiore è quello della disidratazione. La composizione del corpo di un bimbo piccolo, infatti, è diversa da quella di un adulto: la percentuale di acqua nel piccolo è molto più alta. un bambino piccolo si può quindi disidratare in poche ore e andare incontro a gravi complicanze come lo shock e ricovero. Fino ad oggi l’unica terapia possibile è quella sintomatica con la somministrazione di soluzioni reidratanti orali che non sempre sono di facile assunzione da parte del bambino.

Come si trasmette la gastroenterite da RV?
Il virus è molto contagioso, si trasmette con grande facilità e può sopravvivere anche a lungo nell’ambiente. La trasmissione avviene più che altro per via orofecale, cioè attraverso il contatto delle mani sporche per aver toccato pannoloni o per aver accudito i bambini malati, ma anche per via respiratoria e scambiandosi oggetti quali, ad esempio, i giocattoli. Molto spesso, data la contagiosità, la malattia viene contratta proprio in ospedale nonostante le misure di igiene.
Anche l’igiene domestica non è sufficiente a proteggere dall’infezione e proprio per questo è frequente che dai bambini l’infezione possa essere trasmessa anche ai genitori che li hanno in cura, rendendo la situazione ancor più difficile da gestire.

Quali sono le reazioni dei genitori di fronte al manifestarsi della malattia nei neonati?
La reazione dei genitori è comprensibilmente di ansia e forte preoccupazione. Si trovano ad affrontare situazioni in cui un neonato anche molto piccolo è colpito da numerose scariche di diarrea, vomito ripetuto e nei casi più severi risulta prostrato, debole, letargico e disidratato.

Quali sono le difficoltà dei medici a fare fronte a questa patologia?
L’infezione da rotavirus rappresenta un impegno considerevole per i pediatri. Sebbene la prima forma di diagnosi possa essere effettuata telefonicamente, il pediatra si assume forti responsabilità. Dalla telefonata, infatti, deve cercare di chiarire subito alcuni parametri che gli consentano di non mettere a repentaglio la sicurezza del bambino e di effettuare una stima della disidratazione.
La malattia, inoltre, è più frequente nei periodi invernali quando si registra anche una maggiore incidenza di influenze, raffreddori, bronchiti. Questo determina un notevole aggravio di lavoro per tutti i medici e i pediatri, nonché un affollamento negli ospedali nei casi più gravi.

Che impatto può avere l’introduzione del nuovo vaccino?
La disponibilità di un vaccino efficace, sicuro e di facile somministrazione mette il pediatra di famiglia in condizione di poter effettuare una ottima prevenzione dell’infezione, riducendo l’impatto clinico e sociale della malattia ed evitando le gravi conseguenze per i piccoli.

 






 


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