A colloquio
con il Prof. Giovanni Vitali Rosati, Referente Regionale Toscana Rete Vaccini
per la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP)
Quali sono le conseguenze dell’infezione da rotavirus per i piccoli
pazienti?
Il rischio maggiore è quello della disidratazione. La composizione del
corpo di un bimbo piccolo, infatti, è diversa da quella di un adulto: la
percentuale di acqua nel piccolo è molto più alta. un bambino piccolo si può
quindi disidratare in poche ore e andare incontro a gravi complicanze come lo
shock e ricovero. Fino ad oggi l’unica terapia possibile è quella sintomatica
con la somministrazione di soluzioni reidratanti orali che non sempre sono di
facile assunzione da parte del bambino.
Come si trasmette la gastroenterite da RV?
Il virus è molto contagioso, si trasmette con grande facilità e può
sopravvivere anche a lungo nell’ambiente. La trasmissione avviene più che altro
per via orofecale, cioè attraverso il contatto delle mani sporche per aver
toccato pannoloni o per aver accudito i bambini malati, ma anche per via
respiratoria e scambiandosi oggetti quali, ad esempio, i giocattoli. Molto
spesso, data la contagiosità, la malattia viene contratta proprio in ospedale
nonostante le misure di igiene.
Anche l’igiene domestica non è sufficiente a proteggere dall’infezione e proprio
per questo è frequente che dai bambini l’infezione possa essere trasmessa anche
ai genitori che li hanno in cura, rendendo la situazione ancor più difficile da
gestire.
Quali sono le reazioni dei genitori di fronte al manifestarsi della malattia nei
neonati?
La reazione dei genitori è comprensibilmente di ansia e forte
preoccupazione. Si trovano ad affrontare situazioni in cui un neonato anche
molto piccolo è colpito da numerose scariche di diarrea, vomito ripetuto e nei
casi più severi risulta prostrato, debole, letargico e disidratato.
Quali sono le difficoltà dei medici a fare fronte a questa patologia?
L’infezione da rotavirus rappresenta un impegno considerevole per i
pediatri. Sebbene la prima forma di diagnosi possa essere effettuata
telefonicamente, il pediatra si assume forti responsabilità. Dalla telefonata,
infatti, deve cercare di chiarire subito alcuni parametri che gli consentano di
non mettere a repentaglio la sicurezza del bambino e di effettuare una stima
della disidratazione.
La malattia, inoltre, è più frequente nei periodi invernali quando si registra
anche una maggiore incidenza di influenze, raffreddori, bronchiti. Questo
determina un notevole aggravio di lavoro per tutti i medici e i pediatri, nonché
un affollamento negli ospedali nei casi più gravi.
Che impatto può avere l’introduzione del nuovo vaccino?
La disponibilità di un vaccino efficace, sicuro e di facile somministrazione
mette il pediatra di famiglia in condizione di poter effettuare una ottima
prevenzione dell’infezione, riducendo l’impatto clinico e sociale della malattia
ed evitando le gravi conseguenze per i piccoli.