Genova Anno IV - n°26 - 21.11.2006 Pagine Nazionali

   


RealEye, la nuova frontiera della formazione in oftalmologia


L’Università degli Studi di Genova, in collaborazione con Pfizer Italia e Dies Group, ha progettato un corso di formazione per oftalmologi nato dalla sinergia tra innovazione e scienza. Il corso, che si terrà lunedì 20 e martedì 21 novembre, presso lo Sheraton Hotel di Genova Sestri Ponente, in via Pionieri e Aviatori d’Italia n° 44, a partire dalle ore 9, mira a migliorare, attraverso la simulazione, le tecniche operatorie degli allievi.
“RealEye è un progetto di simulatore di chirurgia oculare in ambiente virtuale che permette l’apprendimento graduale di tecniche come l’estrazione della cataratta, o di chirurgia del glaucoma, utilizzando un occhio bionico, nel quale è possibile introdurre strumenti chirurgici analoghi a quelli usati realmente in queste operazioni – spiega il professor Calabria, responsabile scientifico del corso e direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Genova. Questi strumenti simulano in maniera suggestiva la realtà dell’intervento, grazie ad un software che riproduce in maniera dettagliata le principali situazioni chirurgiche”.
Questo progetto formerà 35 medici provenienti da tutta la Liguria e sarà replicato in tutta Italia, allo scopo di formare oltre 300 medici oculisti.
Deveyes – il sistema di simulazione alla base di “Real Eye” – permette un apprendimento graduale: durante le sessioni di simulazione lo specialista ha la possibilità di prendere confidenza con il simulatore tramite degli esercizi di base, per poi completare l’evoluzione dell’intervento sulla base delle proprie capacità individuali.
La cataratta è l’opacizzazione della lente o cristallino, normalmente trasparente dell’occhio. Si presenta come una macchia bianca all’interno della pupilla e già negli stadi iniziali impedisce il passaggio della luce dall’ambiente esterno alla retina Ogni anno in Italia vengono operati oltre 500.000 casi di cataratta. La Liguria che lo scorso anno si è attestata attorno ai 14 mila interventi, tratta l’85% dei pazienti in regime di “Pac”, pacchetti ambulatoriali complessi, proprio per evitare inutili e costose degenze ospedaliere. Trattandosi inoltre di patologie che colpiscono prevalentemente l’anziano, la Liguria è piuttosto sensibile al problema, nella considerazione che, sulla popolazione totale, il 28% è composto da ultrasessantacinquenni, con punte che, in certe zone, arrivano al 33%.
Si tratta dell’affezione oculare statisticamente più frequente e si può dire che rappresenti quasi una regola nell’età avanzata. Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) costituisce la causa principale di cecità nei vari Paesi. Recenti studi indicano che in Italia l’incidenza media della cataratta incipiente è pari al 16,5% e aumenta proporzionalmente all’età.
“RealEye riveste un’importanza particolare, soprattutto perché traccia una nuova potenziale strada per l’apprendimento delle tecniche chirurgiche oculari, in un momento critico della didattica dell'Oftalmologia – prosegue il professor Calabria. Infatti, alla luce della riforma delle Scuole di Specializzazione mediche e chirurgiche approvata di recente, verrà sempre più richiesto che gli allievi abbiano raggiunto al momento del Diploma di Specializzazione non solo il bagaglio teorico indispensabile, ma abbiano anche maturato una sufficiente manualità chirurgica, che gli consenta di entrare rapidamente ed in maniera affidabile nel mondo del lavoro. Poter far esercitare gli allievi su uno strumento di questo genere permette, e auspichiamo possa permettere sempre di più in futuro grazie al continuo sviluppo delle tecnologie, di apprendere con precisione e sicurezza le tecniche di chirurgia prima di arrivare all’occhio del malato.
Questo progetto di simulazione chirurgica oculare si collega ad analoghi simulatori di situazioni cliniche mediche e chirurgiche che ha già riscontrato successo in altre branche della Medicina. E proprio qui a Cagliari, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi, esiste già un simulatore per la diagnostica d’emergenza, a dimostrare una sensibilità verso questi strumenti di formazione”.
Le sessioni di training si svolgono in ambienti che riproducono fedelmente la sala operatoria, grazie all’impiego di strumenti reali e di un microscopio che produce immagini tridimensionali come un vero microscopio chirurgico.
La novità di questo progetto formativo consiste nella possibilità di ottenere un feedback immediato, che consente la valutazione in tempo reale delle proprie scelte e di assumere un ruolo attivo nel processo di apprendimento.

 





 


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