Genova Anno IV - n°26 - 14.11.2006 Pagine Nazionali

   


Morti vere o false per malpractice? a risentirne è solo il rapporto medico/paziente


Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

Da un po’ di tempo sembra che l’obiettivo dei congressi scientifici sia quello di interessare essenzialmente i media per avere uno spazio su giornali, televisioni, radio o internet. E per questo si organizzano conferenze stampa con qualche notizia sempre eclatante anche quando la novità scientifica non esiste. L’ultima in ordine di tempo è stata quella dei 90 morti al giorno per errori medici . Insomma più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o causati dalla cattiva organizzazione dei servizi sanitari sarebbero spaventosi: tra 14 mila (secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila decessi all'anno, secondo Assinform. Il che significa circa 80-90 morti al giorno (il 50% dei quali evitabile), 320 mila le persone danneggiate. E con costi pari all'1% del pil: 10 miliardi di euro l'anno.
A fornire le cifre è stata l'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), che in collaborazione con Dompé Biotec, aveva organizzato il convegno nazionale proprio su questo tema. Lo stesso ministro della salute però e l’associazione per i diritti dell’ammalato hanno smentito, dicendo semplicemente che attualmente non esistono cifre ufficiali al riguardo. E lo stesso presidente della società scientifica di oncologia medica, intervenendo ad un dibattito televisivo (porta a porta) non sembra aver fatto una bella figura, con momenti di imbarazzo e forse anche di ritrattazione. Ebbene, in questo momento non vogliamo entrare nel merito dell’attendibilità dei dati ma fare soltanto due considerazioni.
1) qualora la scientificità dei dati raccolti sia ritenuta attendibile pensiamo che sarebbe stato più saggio consegnare il rapporto, o lo studio, o i rilevamenti al ministero della salute prima di diffonderli all’opinione pubblica e discuterli al fine di arginare questa tragedia e trovare una soluzione. E’ una questione di stile e di sensibilità e in questa occasione sinceramente ne abbiamo visto poco.
2) Qualora invece qualcuno stabilisca che la scientificità dei dati raccolti e divulgati non sia stata corretta, e che i morti ci siano ma in misura molto inferiore allora sarebbe sacrosanta una denuncia per procurato allarme .
Ma un dato è certo: in entrambi i casi questa strombazzata , ancora una volta ha diminuito la fiducia delle persone verso la classe medica

 






 


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