Le cefalee
vengono distinte in primarie e sono essenzialmente tre: l'emicrania, la cefalea
tensiva e la cefalea a grappolo e secondarie quando sono conseguenti ad altri
fattori : traumi , sinusiti.
“L'emicrania” è la forma più frequente di cefalea primaria, riguarda circa 7- 8
milioni di italiani con una netta prevalenza per il sesso femminile con un
rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini . Si tratta di una disfunzione
neurovascolare cronica cerebrale (di norma di tipo ereditario), caratterizzata
da attacchi di cefalea violenta e pulsante che in genere interessano soltanto un
solo lato della testa - se non trattati possono durare da 3-4 ore a 3 giorni - a
volte preceduti da fotofobia, lacune visive, associati a nausea-vomito. Nelle
donne in particolare le variazioni ormonali del ciclo mestruale, della menopausa
o in seguito all'uso di contraccettivi orali rivestono ruolo determinante nel
60% delle emicranie femminili. Nei malati predisposti , numerosi sono i fattori
scatenanti gli attacchi emicranici: stress, variazioni dell’umore, cibi o
bevande, variazioni climatiche, attività fisica violenta, luci ed odori. Si
distinguono due tipi di emicrania: l'emicrania con aura e l'emicrania senza
aura. Quest’ultima rappresenta la forma più frequente - 80% degli attacchi
emicranici. L'emicrania con aura si differenzia in quanto l'attacco è preceduto
e accompagnato da un corteo di sintomi di tipo neurologico, focali, transitori e
reversibili, denominato per l’appunto “aura”. L'aura insorge gradualmente e
precede di 10-30 minuti l’attacco vero e proprio. Può essere sensitiva -
formicolii, intorpidimento, visione di lampi, percezione di fischi acuti,
vertigini- o motoria - intorpidimento, difficoltà nell’organizzazione di
movimenti, visione sdoppiata, difficoltà a trovare e pronunciare le parole
”.Cefalea tensiva, è la più diffusa, caratterizzata da un dolore “a casco”, è
scatenata dalla contrazione dei muscoli del collo e delle spalle, con una
maggiore intensità nella regione occipitale. La forma episodica si manifesta con
attacchi ricorrenti, della durata variabile da mezz’ora a una settimana, per
meno di 15 giorni al mese, mentre in quella cronica il dolore è invece presente
per sei mesi all'anno. La cefalea tensiva è più frequente nelle donne e nelle
persone che assumono posture scorrette o sono particolarmente esposte a fattori
stressanti (per esempio studenti ) ansia e tensione emotiva spesso possono
associarsi alle crisi.La cefalea a grappolo è la forma meno diffusa: - per ogni
donna sofferente ci sono 3 - 4 uomini- con un picco di incidenza fra i venti e i
trenta anni. E’ contraddistinta da crisi con dolore molto forte, trafittivo, in
genere monolaterale localizzate intorno all'occhio e allo zigomo che si
susseguono l'una all'altra (“a grappolo”) a brevi intervalli di tempo e si
raggruppano in determinati periodi del giorno e dell'anno (per esempio in
primavera e autunno). Durante il grappolo si passa da un minimo di una crisi
ogni due giorni, a un massimo di otto nelle ventiquattro ore della durata media
di un’ora. Può manifestarsi in forma episodica, da sette giorni ad alcuni mesi,
con intervalli di remissione superiori a due settimane e in forma cronica,
quando gli attacchi si presentano ogni giorno per più di un anno
consecutivamente.
I costi dell’emicrania
Secondo recenti stime in Europa il costo dell’emicrania è di circa 27 milioni di
euro l’anno ed è legato al calo di produttività , perdita di giornate di lavoro
, in media da 1,9 a 3,2 In Italia si spendono circa 600 euro per paziente/anno,
(visite mediche, pronto soccorso, ricoveri, spesa farmacologica) per un totale
di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono 250 mila giornate lavorative
perse a causa del disturbo.