Genova Anno IV - n°26 - 14.11.2006 Pagine Nazionali

    del 19/01/2007


Medicina tradizionale e cura dell'AIDS in Africa: un dialogo possibile?


Sabato 20 gennaio, dalle 9.15 alle 13 a Padova, presso la sede di via San Francesco 126, appuntamento con i Saturday di Medici con l’Africa Cuamm sul tema “Prevenzione, trattamento dell’Aids in Africa e medicina tradizionale”.

 

Gli effetti dell'Aids sulle società africane sono profondamente estesi e richiedono sempre più la realizzazione di interventi integrati: è possibile individuare una strada che combini approcci occidentali e approcci tradizionali nella prevenzione e nel trattamento dell'Aids in Africa? In che modo si possono trovare efficaci metodi di dialogo con un pensiero e una prassi terapeutica "altra" rispetto alle nostre tradizioni?

In gran parte dell’Africa sub-sahariana l’Aids rappresenta un vero e proprio flagello e un grave impedimento per lo sviluppo socio-economico dei paesi africani.
L’esperienza di intervento di Medici con l’Africa Cuamm in Angola, Etiopia, Kenya, Mozambico, Rwanda, Tanzania, Uganda con circa 30 progetti di lotta alla malattia, dimostra che nel contrastare quest’emergenza è essenziale tenere in considerazione gli aspetti culturali e sociali che l’epidemia chiama in causa, in un dialogo costante con la medicina tradizionale.

Che senso ha inserire una ricerca antropologica in un progetto sanitario? Cosa significa concretamente dialogare con i guaritori tradizionali, facendo capire loro l’importanza di riferire i malati all’ospedale e di adottare pratiche di bio-sicurezza?
Nel caso dell’Aids esiste un gap pericoloso tra le conoscenze dei medici e degli infermieri sui trattamenti antiretrovirali e il senso che la gente comune attribuisce alla prevenzione e alla cura, specialmente nelle aree rurali. Spesso i pazienti apprendono certe informazioni dai media e dalla comunità, non direttamente dal personale sanitario, e fraintendimenti e considerazioni errate inficiano l’aderenza al trattamento. Tuttavia, anche la mancanza di comprensione e rispetto, da parte del personale sanitario, delle capacità terapeutiche della comunità stessa può essere pericolosa. In un’ottica di dialogo con il contesto locale, ricerche sociali che diano conto anche degli aspetti della medicina tradizionale possono rivelarsi molto utili ai fini della promozione della salute attraverso la creazione di messaggi educativi e preventivi efficaci, che potenzino gli sforzi della medicina occidentale.

Prenderanno parte al dibattito, impostando una riflessione multidiciplinare sul tema:
> Alessio Panza, consulente Unione Europea, esperto in Hiv/Aids nei PVS
> Mara Mabilia, docente di antropologia culturale, Università di Padova
> Donata Dalla Riva, Medici con l'Africa Cuamm
 


 






  



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