Genova Anno IV - n°26 - 14.11.2006 Pagine Nazionali

   


Meno Fratture con il Clodronato


Secondo la Fondazione Internazionale per l'Osteoporosi quattro donne europee su dieci soffriranno, nel corso della loro vita, di una o più fratture dovute all'osteoporosi, contro circa 1-2 uomini su dieci. Oltre alla frattura delle ossa lunghe (prima fra tutte il femore), uno dei danni più frequenti, avviene a livello delle vertebre: un peso sollevato distrattamente, un movimento brusco, o semplicemente il chinarsi troppo quando si fanno le pulizie di casa - affermano gli esperti della Fondazione - possono provocare, nei soggetti predisposti, un danno alla colonna vertebrale. Ma una buona notizia per ridurre il numero di fratture arriva da uno studio pubblicato recentemente dal prof E.McCloskey su Journal of Bone and Mineral Research ondine del 16 ottobre 2006: soggetti trattati per tre anni con cps di clodronato 800 mg ,mostravano una incidenza di fratture inferiore del 20% rispetto alle donne trattate con placebo. In particolare si è evidenziato che, delle 5.579 donne anziane incluse nell’analisi di efficacia intention-to-treat, il clodronato determinava una riduzione dell’incidenza delle fratture cliniche del 20%. Le fratture hanno riguardato 264 donne [9,5%] trattate con clodronato contro 337 [12,1%] del gruppo placebo. Anche l’incidenza di fratture associate ad osteoporosi, con l’esclusione di quelle femorali, era ridotta significativamente del 29% (5,2% vs 7,4%; RR: 0,71; 0,57-0,87). La capacità del clodronato di ridurre il rischio di fratture osteoporotiche era indipendente dalla densità ossea al basale anche se il number needed-to-treat. Gli Autori sottolineano che “la somministrazione giornaliera di clodronato per via orale può prevenire le fratture senza significativi effetti avversi in donne anziane residenti in comunità. L’effetto sul rischio di frattura del femore non è significativo ma un effetto simile a quello, di altre sedi non-vertebrali, non può essere escluso”. Inoltre questo studio sembra suggerire che le terapie anti-riassorbitive possono ridurre l’incidenza di fratture in soggetti ad alto rischio anche in presenza di osteopenia o di densità ossea normale.

 





 


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