Genova Anno IV - n°26 - 14.11.2006 Pagine Nazionali

   


Appunti dal Rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza sui bambini


Maria Vincenza Chiesa - redazione@clicmedicina.it

A New York e a Roma l'11 e il 12 ottobre 2006 è stato presentato il rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza sui bambini.
Questo studio è il primo condotto in modo completo e globale sull'argomento dalle Nazioni Unite e in particolare è il primo che ha coinvolto in modo diretto e continuo i bambini. I bambini non solo hanno descritto in prima persona le violenze subite o di cui erano venuti a conoscenza,ma hanno anche fatto proposte utili per porvi fine L'11 ottobre al Palazzo delle Nazioni Unite era presente una delegazione di bambini di diverse nazionalità, in rappresentanza dei bambini di tutto il mondo.
Nel 2001,con la risoluzione 56/138 l'Assemblea Generale, per istanza del Comitato sui Diritti dell'Infanzia,ha avviato uno studio sistematico sulla violenza sui bambini,affidato dal Segretario Generale al Prof Paulo Sergio Pinheiro,brasiliano, esperto indipendente delle Nazioni Unite.
Si tratta del primo rapporto onnicomprensivo sugli abusi contro i minori.
Dal 2003 migliaia di persone in tutto il mondo hanno contribuito allo studio ,governi, associazioni e singoli individui sono stati coinvolti nella ricerca e sopratutto è stato attentamente ascoltato il parere dei bambini.
"E' da tempo ormai che si raccolgono notizie e denunce di punizioni crudeli ed umilianti, di mutilazioni degli organi genitali femminili, di abbandono, abusi sessuali, omicidi ed altre forme di violenza sui bambini, ma solo di recente sono state constatate la gravità e l'urgenza di questo problema globale".
La violenza è spesso nascosta dal bambino per paura o dalla sua famiglia per la discriminazione che, di solito, si accompagna alla denuncia,per un malinteso senso dell'"onore". In alcune culture lo stupro subito può portare all'ostracismo, ad altre violenze o addirittura alla morte della vittima.
Altro punto fondamentale è l'approvazione sociale della violenza."Educare" impartendo punizioni corporali ed umilianti, il bullismo e le molestie sessuali sono spesso percepiti come normali, soprattutto quando non causano ferite visibili o permanenti.
Secondo "l'iniziativa globale per fermare le punizioni corporali sui bambini" sono almeno 106 i paesi che non proibiscono il ricorso alle punizioni fisiche nelle scuole, 147 quelli che non le proibiscono all'interno degli istituti di accoglienza e solo 16 quelli che ne hanno proibito l'impiego in ambito domestico.
Generalmente la violenza viene esercitata da persone che fanno parte della vita del bambino.
Secondo i dati dell'OMS nel 2002 i bambini morti per omicidio in tutto il mondo sono stati quasi 53000. Sempre nel 2002 una percentuale tra il 20 ed il 65% dei bambini in età scolare,nei paesi in via di sviluppo,ha dichiarato di essere stato vittima di atti di bullismo verbale o fisico nei 30 giorni precedenti l’intervista.
Secondo l'OMS sono 150 milioni le ragazze e 73milioni i ragazzi minori di 18 anni che nel corso del 2002 sono stati costretti ad avere rapporti sessuali o hanno subito altre forme di violenza sessuale.
Sempre secondo l’OMS in tutto il mondo sono tra100 e 140 milioni le donne, che sono state in più o meno tenera età sottoposte a qualche forma di mutilazione genitale.
Secondo le stime Unicef 2005 3 milioni di bambine e ragazze ogni anno vengono sottoposte a mutilazione genitale in Egitto, Sudan e Africa Subsahariana.
Secondo le ultime stime OIL nel 2004 i bambini lavoratori erano218 milioni di cui 126 milioni impegnati in lavori a rischio. Una nota positiva è rappresentata dal dato che questi numeri risultano dell’11% inferiori alle stime del 2002 e che il numero dei bambini occupati in mansioni pericolose risulterebbe diminuito del 25%.
Secondo alcuni studi sono maggiormente a rischio di violenza i bambini più piccoli, mentre la violenza sessuale prevale nell'età dell'adolescenza. I bambini maggiormente a rischio sono i disabili o appartenenti a gruppi emarginati come i bambini di strada, i rifugiati,gli sfollati e quelli che hanno problemi con la giustizia.
Fattori protettivi sono invece costituiti dalla presenza di unità familiari stabili con genitori capaci e consapevoli; un ambiente scolastico e programmi didattici che incoraggino la non violenza e l'integrazione.
La violenza subita porta spesso a conseguenze permanenti, fisiche e psichiche con sviluppo di comportamenti violenti o stati di ansia da cui derivano difficoltà nella vita adulta, sia nell'ambito del lavoro,che dei rapporti interumani, con ripercussioni anche economiche sulla società. Negli Stati Uniti nel 2001 i costi finanziari determinati dagli abusi o dall'abbandono di minori, compresi i mancati introiti e l'assistenza per la salute mentale, sono stati stimati attorno ai 94 miliardi di dollari.
E' nell'ambito della famiglia che si consuma il maggior numero di violenze sui minori. I danni subiti normalmente non portano a conseguenze fisiche permanenti od evidenti,salvo a volte e soprattutto in bambini più piccoli. La”sindrome del bambino scosso”è associata di frequente alla presenza di ferite alla testa o a gravi danni alla materia cerebrale. Spesso la violenza in famiglia assume l'aspetto di"atto educativo". La violenza fisica è frequentemente accompagnata da violenza psicologica. Insulti, calunnie ed isolamento, emarginazione, minacce, indifferenza emotiva ed umiliazione sono tutte forme di violenza, che portano grave danno allo sviluppo e al benessere del bambino, soprattutto quando provengono da un adulto considerato con rispetto,come un genitore.
L'abbandono, inteso anche come mancanza delle cure necessarie, può condurre anche a morte i bambini più piccoli,con netta prevalenza per le femmine e per i disabili.
La violenza a sfondo sessuale in ambito familiare,secondo studi realizzati in 21 paesi(più sviluppati) è risultata essere stata subita dal 7 al 36% delle donne a dal 3 al 29% degli uomini in età infantile, 82 milioni di ragazze, in mancanza di un'età minima imposta per legge per contrarre matrimonio, si sposano prima dei 18 anni.
Ancora pratiche tradizionali imposte dai genitori o dai leaders della comunità locale,possono rappresentare violenze sui minori. oltre la già ricordata orribile pratica della mutilazione genitale delle bambine,ricordiamo le fasciature immobilizzanti,le incisioni sulla pelle, bruciature, marchiature, riti di iniziazione violenti, costrizioni ad ingrassare, matrimoni forzati, crimini d'onore, violenze legate alla dote, esorcismi e stregonerie.
E' stato stimato che ogni anno in tutto il mondo un numero di bambini compreso tra 133 e 275 milioni assiste a episodi di violenza domestica, nei quali facilmente i bambini stessi vengono coinvolti,
La scuola od altre strutture educative sono spesso sede di violenza sui bambini. La struttura scolastica occupa sicuramente un posto importante nell'infanzia, seconda solo alla famiglia.
Gli adulti, che operano in questa struttura hanno quindi il dovere di garantire un ambiente sicuro in grado di supportare e promuovere la dignità e lo sviluppo dei bambini. Invece per molti bambini le strutture scolastiche rappresentano un luogo pericoloso dove vengono a contatto con la violenza e ne apprendono l’uso. Solo 102 paesi hanno messo al bando le punizioni fisiche nella scuola,ma l’applicazione della legge non è totale.
Tra gli studenti sono frequenti gli episodi di bullismo, spesso associato alla discriminazione per ceto, razza o handicap, sino alla formazione di vere e proprie bande, correlate al consumo e spaccio di droga.
La scuola è spesso teatro anche di violenze sessuali.
Frequenti atti di violenza vengono anche compiuti all’interno di istituzioni, quali orfanotrofi, case famiglia, istituti di accoglienza, stazioni di polizia, carceri, strutture per la detenzione minorile. Nella maggior parte dei paesi non sono esplicitamente proibite le punizioni corporali all’interno di queste istituzioni.
In tutto il mondo i bambini affidati agli istituti sono 8 milioni; il numero degli orfani è relativamente basso,si tratta in prevalenza di disabili con famiglie che non vogliono o non possono occuparsi di loro.
“Picchiare i bambini con le mani, bastoni, tubi di gomma, sbattere la loro testa contro il muro, chiuderli in sacchi di tela,incatenarli ai mobili, rinchiuderli in sale gelide per diversi giorni, lasciarli giacere in mezzo ai loro escrementi, sono alcune delle violenze perpetrate dal personale degli istituti sui minori allo scopo di disciplinarli”. A volte la violenza viene inferta a “scopo terapeutico”: bambini sotto i 7 anni sottoposti a elettroshoch, senza l’uso di rilassanti muscolari o anestetici. Tale trattamento può essere usato a scopo preventivo per renderli più docili.
Negligenza ed abbandono dei bambini a se stessi sono caratteristica di molti istituti di accoglienza,spesso i bambini inabili vengono lasciati per lunghi periodi nei lettini o nelle culle,senza nessuno stimolo e senza nessun contatto umano. Inoltre i bambini più piccoli subiscono atti di violenza dai più grandi,se i controlli del personale non sono adeguati.
In alcuni paesi esiste ancora la pena di morte per crimini commessi da minori di 18 anni. Attualmente in almeno 31 paesi è consentito condannare i bambini a pene corporali come la fustigazione,la bastonatura,la lapidazione e l’amputazione.
Nel 1999 1 milione di bambini erano detenuti in penitenziari dove il ricorso a pene corporali è legalmente consentito. In almeno 77 paesi è consentito picchiare i bambini,legarli e sottoporli a trattamenti umilianti come denudarli e fustigarli davanti agli altri detenuti.
Sono ancora numerosi i paesi dove i bambini sono detenuti insieme agli adulti. Frequenti sono le tendenze autolesionistiche o suicide dei bimbi incarcerati.
Frequenti sono le violenze sul luogo di lavoro. Il lavoro più diffuso tra le ragazze minori di 16 anni è il lavoro domestico, che spesso diventa una vera e propria schiavitù. I bambini impegnati in questo tipo di attività dichiarano di essere umiliati in continuazione, generalmente dalle “padrone”, mentre gli uomini di casa spesso usano violenza sulle ragazze.
1 milione di bambini ogni anno viene coinvolto in attività legate alla prostituzione e alla pedo-pornografia;lo sviluppo del turismo ha prodotto anche il turismo sessuale di cui i bambini sono spesso vittime.
“Il traffico di esseri umani,in particolare di bambini,costituisce una delle maggiori preoccupazioni della comunità internazionale”.
Nel Rapporto delle Nazioni Unite vengono indicati dei principi guida contro la violenza sui bambini:nessuna violenza è giustificabile,ogni violenza sui bambini può essere prevenuta;gli stati sono responsabili della tutela dei diritti dei bambini;gli stati devono individuare e punire i colpevoli;la vulnerabilità dei bambini è strettamente legata a età, genere,razza, disabilità e stato sociale;i bambini hanno il diritto di esprimere e far valere le proprie opinioni.
Perché questi principi guida possano essere messi in pratica lo studio formula la raccomandazione di creare figure responsabili a livello nazionale ed internazionale per un controllo sull’evoluzione delle leggi,ancora molto carenti e soprattutto per vigilare sulla loro applicazione.
“Noi abbiamo bisogno del vostro aiuto per fermare la violenza sui bambini,non solo nella nostra regione,ma in tutto il mondo. C’è un detto cinese che dice”gu cheung lan ming” che significa”nessun suono può essere emesso se solo una mano applaude”. Noi, i bambini, siamo una mano, gli adulti sono l’altra mano……,noi crediamo veramente che si possa costruire una comunità pacifica, unita e piena d’amore, se lavoreremo tutti insieme per il futuro”
Questa è la dichiarazione del gruppo di lavoro dei bambini dell’Asia Orientale e del Pacifico e di sicuro non ha bisogno di commenti.

 






 


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