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Genova Anno IV - n°25 - 07.11.2006 Pagine Nazionali
Morte cardiaca improvvisa: il modello italiano di screening per i giovani atleti clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
La morte cardiaca improvvisa (SCD) in un giovane atleta è un evento raro che,
ogni qual volta si verifica, determina un impatto emotivamente devastante
sull’opinione pubblica e sui medici, sia per la sua imprevedibilità che per la
drammaticità dell’esito. In questi casi si stima una percentuale di mortalità 5
volte più elevata negli atleti maschi che nelle femmine (7.47 vs 1.33 x milione
di atleti/anno) con cause non cardiache evidenti solo nel 22% dei casi e con la
maggior parte dei decessi che riguardano soggetti praticanti football e basket. Le malattie cardiovascolari congenite sono le maggiori responsabili di SCD
fra i giovani atleti in attività agonistica e fra queste attualmente le
cardiomiopatie rappresentano la causa più comune, seguite dalla coronaropatia
ateroclerotica e dalla origine anomala di un'arteria coronaria. Per anni si è discusso dell’uso di un test di screening per identificare i pazienti ad alto rischio basato su criteri epidemiologici e non meramente sul consenso di media ed opinione pubblica. Il dilemma era rappresentato dal come controllare 200.000 atleti asintomatici per identificare potenzialmente un atleta che sarebbe andato incontro a SCD in competizione. In altre parole disponendo di un test con una specificità e una sensibilità del 99%, data la bassa prevalenza della SCD, solo 1 su 2000 esami sarebbe stato un vero positivo contro 1999 falsi positivi. Nel 1982, in Italia, venne istituito un programma nazionale obbligatorio di screening per atleti dai 12 a 35 anni costituito da un’anamnesi dettagliata, l’esame clinico e un ECG a 12 derivazioni. L’impatto di questa modalità d’ intervento nella prevenzione della SCD è stato analizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova(3) all’interno di uno studio sulla popolazione della regione Veneto che ha definito i trend della SCD nei gruppi di atleti e non atleti di 12 - 35 anni nel periodo 1979 – 2004, valutando contemporaneamente i dati relativi ai casi di non idoneità per cause cardiovascolari in 42.386 atleti sottoposti a screening presso il Centro di Medicina dello Sport di Padova (22.312 nel primo periodo 1982-1992 e 20.074 nell’ultimo periodo 1993-2004). Durante l’osservazione sono state rilevate 55 SCD negli atleti controllati (1.9 morti x100.000 persone/anno) e 265 SCD nei non atleti non controllati (0.79 morti x100.000 persone/anno), con un progressivo declino del tasso di incidenza che è passato da 4.2 x 100.000 persone/anno nel periodo pre-screening a 2.4 nel primo periodo di screening e scendere ulteriormente a 0.9 nell’ultimo periodo. La determinazione del tasso annuo di incidenza di SCD si è ridotta del 89% dal 1979-1980 al 2003-2004 passando dal 3.6 allo 0.4 x 100.000 persone/anno (p < tendenza a .001). Dopo l’introduzione dell’ obbligatorietà dello screening il tasso di mortalità ha iniziato a scendere e il trend persiste anche nell’ultima fase di controllo. Questa riduzione di mortalità rispetto al pre-screening è da correlare in gran parte con la riduzione di incidenza di morti per cardiomiopatia riscontrata nell’ultimo periodo (1.50 vs 0.15 morti x100.000 persone/anno; p tendenza = .002). Infine durante lo svolgimento dello studio sono stati esonerati dalle competizioni 879 atleti per cause cardiovascolari, con un incremento nell’ identificazione dei soggetti affetti da cardiomiopatia che sono passati dai 20 (4.4%) iniziali a 40 nell’ultimo periodo di screening (p= .005). Questi dati mostrano come l’incidenza di SCD nei giovani atleti si sia sostanzialmente ridotta dall’introduzione di un programma sistematico di controllo obbligatorio in Italia. Anche se i risultati di questa esperienza non sono facilmente generalizzabili ed esportabili in altri contesti come il Nord America, dove il problema si manifesta con differenti caratteristiche epidemiologiche, sono una solida base di conoscenza per ulteriori studi e hanno rappresentato il punto di partenza per la stesura del protocollo europeo di screening preliminare dei giovani atleti alle competizioni(4) promosso dalla Società Europea di Cardiologia. Bibliografia O’Connors FG et al Sudden Death in Young Athletes: Screening for the Needle in a Haystack Am Fam Phys 1998;57:2763-74 Corrado D et al Screening for hypertrophic cardiomyopathy in young athletes. N Engl J Med 1998;339:364-9 Corrado D et al Trends in sudden cardiovascular death in young competitive athletes after implementation of a preparticipation screening program. JAMA 2006;296:1593-601 Corrado D et al Cardiovascular pre-participation screening of young competitive athletes for prevention of sudden death: proposal for a common European protocol. Consensus Statement of the Study Group of Sport Cardiology of the Working Group of Cardiac Rehabilitation and Exercise Physiology and the Working Group of Myocardial and Pericardial Diseases of the European Society of Cardiology Eur Heart J 2005;26:516-24 Queste pagine sfruttano standard
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