Genova Anno IV - n°25 - 13.10.2006 Pagine Nazionali

   


Em@il al Direttore
E' l'insegnante a influenzare positivamente gli alunni...non lo psicologo


Egr. Direttore,
dopo le vacanze estive ricomincia la scuola, i soliti problemi da risolvere!
Come può un'insegnante influenzare in modo positivo gli alunni?
Ed ecco che in risposta a questa domanda, propone lo psicologo come risolutore di ogni guaio.
Peccato che , è da più di 10 anni che lo psicologo "aiuta" la scuola, ma non si riescono ancora a vedere cambiamenti positivi.
Numerosi ed onerosi finanziamenti sono stati stanziati dalla Regione per sostenere progetti, corsi, corsettini per insegnanti, alunni, ma a tutt'oggi non è cambiato nulla, i problemi sono sempre gli stessi, anzi….stanno peggiorando.
Gli interventi degli "esperti" nella scuola, nonostante i pessimi e nulli risultati , stanno diventando istituzionali pur essendosi presentati all'origine come "facoltativi".
Attraverso test somministrati ai ragazzi (anche all'insaputa dei genitori e con il benestare di alcuni insegnanti) sono state create statistiche, disturbi e malattie inesistenti che etichettano i nostri ragazzi e li rendono loro potenziali clienti.
Gli "esperti" ormai sono approdati in ogni tipo di scuola, dalla materna alle scuole medie superiori.
I nostri figli vengono "testati" in nome dell'aiuto ed in parte consigliati di andare a colloquio con lo psicologo, a volte anche con i loro genitori (che non sempre vengono messi al corrente del fatto che il loro figlio è andato a colloquio con l'esperto).
Quanti clienti potenziali si procacciano questi "esperti"?
Quale aiuto reale ed efficace è stato dato fino ad oggi?
Nella scuola media superiore nella quale io insegno, di ragazzi con reali problemi ce ne sono pochissimi (se mai ce ne sono!).
Grazie ad un progetto già inserito nel P.O.F. ed approvato dal collegio docenti, nelle classi di 1° liceo con consiglio di classe accondiscendente, lo psicologo affiancherà l'insegnante durante i primi 15 gg di scuola per individuare la figura leader della classe attraverso test e osservazione diretta, quindi in base al giudizio dello psicologo, l'insegnante agirà.
Inizialmente gli psicologi si sono inseriti nella scuola per aiutare e limitare la "dispersione scolastica".
Visto il fallimento della loro iniziativa si ripropongono in "accoglienza" per la formazione classi ed individuazione leader del gruppo.
Io non ci sto!
La figura dell'insegnante, grazie a questi tipi di interventi, sta decadendo; la nostra responsabilità di bravi insegnanti viene delegata al giudizio di questi personaggi.
Noi insegnanti possiamo aiutare i nostri ragazzi utilizzando una buona comunicazione e fornendo gli strumenti per riuscire a studiare con successo, utilizzando una corretta ed efficace metodologia.
Già con questi fondamentali mezzi, possiamo fare molto senza aver bisogno di "strani interventi" che portano solo ad etichettare i ragazzi, ad utilizzare strani metodi che confondono e possono in alcuni casi rovinare davvero la loro vita.

Marilena Zuccheri

 





 


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