Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali

   


Trattamento del tumore vescicale superficiale


Aldo Franco De Rose -  aldofrancoderose@clicmedicina.it

La terapia di queste si basa sulla resezione endoscopica (TURV) di tutte le lesioni visibili ma, nonostante ciò il tumore vescicale superficiale tende, in varia misura, a ripresentarsi nel tempo più volte ed anche a distanza di anni. Come contrastare questo fenomeno delle recidive?
Nell’80% dei casi è indicata la terapia endovescicale con farmaci antitumorali con un duplice obiettivo: impedire la recidività della malattia e quindi la progressione, condizione che porta ad uno stadio muscolo infiltrante o metastatico. Numerosi studi hanno accertato che con il solo trattamento chirurgico della neoplasia superficiale (Ta e T1), nel 70% dei casi si osservano recidive superficiali, mentre nel 30% si assiste ad una progressione verso la forma infiltrante ovvero quella che interessa la parete vescicale per cui spesso sono necessari provvedimenti terapeutici più importanti quali per esempio l’intervento chirurgico di asportazione della vescica stessa (cistectomia), associato alla chemio-radio-terapia
La terapia farmacologica consiste nell’introduzione attraverso l’uretra , con un sottile tubicino o catetere, di sostanze che impediscono o limitano la crescita del tumore e di nuovi tumori ( le cosiddette instillazioni) e si prefigge diversi obiettivi:
la completa eradicazione delle lesioni presenti, la prevenzione delle recidive e delle progressione, il prolungamento della sopravvivenza , la conservazione della vescica
La chemioterapia intravescicale è stata la prima forma di terapia endocavitaria utilizzando farmaci quali Tiotepa, Adriblastina e Mitomicina C,. In verità solo con il BCG, farmaco immunomodulante ha consentito un radicale cambiamento nei risultati della terapia dei tumori superficiali della vescica , anche se non scevro da numerosi e potenzialmente gravi effetti collaterali e complicanze
In questi ultimi anni per la conseguente necessità di ricercare farmaci chemioterapici
con maggior efficacia e miglior tollerabilità la ricerca scientifica si è indirizzata sulla gemcitabina .
Alcuni autori come Gontero et all,Campodonico et all, hanno dimostrato che gemcitabina posside una elevata attività ablativa(indispensabile per eradicare le lesioni presenti
Altri studi hanno testato l’attività profilattica indispensabile per prevenire le recidive e le progressioni.

 





 


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