Genova Anno IV - n°24 - 11.07.2006 Pagine Nazionali

   


Pressione bassa e rischio di morte nell'anziano


Nella popolazione generale dagli 85 anni in su, una bassa pressione sistolica (al di sotto dei 140 mmHg) è associata ad un aumento della mortalità. Le ragioni biologiche alla base di questa associazione dovranno essere esaminate in studi successivi, ma è possibile che la pressione bassa sia un segno di diminuzione della vitalità e di scarsa salute in alcuni soggetti, anche se ciò non potrebbe spiegare completamente l'associazione. Questi dati, comunque, portano con sé due importanti messaggi per il medico: il primo consiste nel fatto che un soggetto ipoteso con più di 85 anni va esaminato con attenzione, dato che l'ipotensione potrebbe essere la spia di patologie che richiedano un trattamento; il secondo invece indica che gli effetti del trattamento dell'ipertensione, e pertanto della diminuzione della pressione, vanno esaminati separatamente nei soggetti molto anziani. Gli studi sui trattamenti antiipertensivi, infatti, sono stati effettuati su gruppi di pazienti considerevolmente più giovani, ed i loro risultati non dovrebbero essere generalizzati anche per i molto anziani. Una pressione sufficientemente elevata potrebbe essere necessaria a garantire un'adeguata perfusione cardiaca e cerebrale. I risultati di studi attualmente in corso indicheranno il miglior modo di trattare l'ipertensione nei soggetti molto anziani. (J Am Geriatr Soc 2006; 54: 912-4)

 





 


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