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Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali
Il Parere degli esperti : Guido Costamagna Professore Ordinario di Chirurgia Generale - Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - chairman del convegno. Franco Bazzoli - Professore Ordinario di Gastroenterologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
La MRGE è stata definita pertanto come una condizione che si sviluppa quando il
reflusso del contenuto dello stomaco causa sintomi problematici e/o complicanze. "Il reflusso gastroesofageo è una patologia molto diffusa, è la terza causa di patologia gastrointestinale per prevalenza con 19 milioni di casi registrati nel 1998 - spiega Guido Costamagna Professore Ordinario di Chirurgia Generale - Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - chairman del convegno. "Poiché i sintomi iniziali possono essere sfumati o confusi con altre patologie, la MRGE viene spesso sottostimata. Invece è un errore, poiché se trascurata può portare a complicanze. Nonostante questo però - prosegue il Prof. Costamagna - i pazienti la trascurano e poche volte si rivolgono al proprio medico." A volte ci possono essere anche sintomi e spesso complicanze più sfumati, che ingannano il paziente. "Asma, sinusite, erosioni dentali, laringospasmi, tosse cronica, possono essere anche sintomi cosiddetti 'extraesofagei', che potrebbero portare ad una certa confusione in chi soffre di MRGE e non lo sa. E quindi si fa difficile anche la comunicazione tra paziente e medico - spiega Franco Bazzoli - Professore Ordinario di Gastroenterologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna - ecco allora l'importanza di una corretta diagnosi, innanzitutto analizzando accuratamente i sintomi e poi ricorrendo al monitoraggio del pH e all'endoscopia, accompagnata da biopsia, per stabilire il grado di danno della mucosa". Diventa naturale, come primo passo dopo aver individuato la malattia, cambiare lo stile di vita e considerare alcuni semplici accorgimenti quotidiani. Il mantenimento farmacologico del livello di pH gastrico >4 (il pH gastrico è l'attore primario nello sviluppo della MRGE) nell'arco delle 24 ore comporta un immediato effetto protettivo e benefico sulla sintomatologia da reflusso, consentendo di ridurre fortemente l'azione dannosa della pepsina e dell'acido stesso a carico della mucosa. "L'introduzione della terapia con gli Inibitori di Pompa Protonica (IPP) ha generato un impatto determinante nel trattamento della MRGE, grazie a un significativo miglioramento delle lesioni erosive nonché un superiore controllo dei sintomi. - prosegue il Prof. Franco Bazzoli - Gli inibitori della pompa protonica infatti innalzano significativamente il pH gastrico e hanno un effetto gastroprotettivo completo". Gli studi su Esomeprazolo, farmaco sviluppato da AstraZeneca, l'ultimo nato degli IPP, hanno dimostrato come sia l'unico IPP a mantenere il pH gastrico superiore a 4 per più tempo nell'arco delle 24 ore consentendo pertanto ad un maggior numero di pazienti di trovare una migliore protezione rispetto alle terapie sino ad ora disponibili. La percentuale di pazienti che negli studi clinici è guarita con questa molecola raggiunge il 94%. fonte: EURO RSCG LIFE Queste pagine sfruttano standard
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