Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali

   


Le strategie di prevenzione dello scompenso cardiaco: intervista al prof. Boccanelli


Andrea Comaschi - redazione@clicmedicina.it

Intervista al professor Alessandro Boccanelli past president ANMCO (Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri) e presidente del convegno “Le strategie di prevenzione dello scompenso cardiaco” in programma oggi e domani a Roma presso palazzo Rospigliosi che vede 80 specialisti riuniti a simposio.

Quali sono gli obiettivi di quest’incontro, e come appare la realtà italiana dello scompenso cardiaco ?
Il nostro convegno è finalizzato a spostare l’attenzione della classe medica e delle autorità sanitarie dalla terapia alla prevenzione dello scompenso cardiaco. A fronte di una rilevanza epidemiologica di tutto rispetto di cui abbiamo i numeri, solo per fare un esempio pensi che lo scompenso cardiaco è la seconda causa di ricovero ospedaliero in Italia dopo il parto, ed il parto non può propriamente essere definito una malattia... A fronte di questa realtà il livello di attenzione e di conoscenza da parte della popolazione è decisamente basso. Questo comporta che oggi si muoia di scompenso cardiaco infinitamente di più di quanto di potrebbe evitare di fare. La nostra filosofia generale è non arrivare a alla diagnosi di scompenso cardiaco perché la diagnosi comporta nel 90 per cento dei casi una prognosi che è decisamente infausta. Quindi il poter identificare i precursori di scompenso cardiaco è fondamentale. Oggi parliamo dell’epidemiologia dello scompenso e quali sono i modelli di predizione dello scompenso, e vogliamo sottolineare che l’ipertensione arteriosa, l’infarto miocardico ed il diabete sono dei chiari precursori dello scompenso. In molti casi evitarli può significare evitare di arrivare allo scompenso cardiaco. Altro punto che tocchiamo oggi è la prevenzione secondaria ovvero come fare ad evitare le recidive e le riospedalizzazioni una volta che si è verificato lo scompenso cardiaco.

Professor Boccanelli quali sono le novità che proponete ?
Per noi la novità di è vedere lo scompenso da un angolo visuale completamente diverso. Ovvero partire dall’assunto che lo scompenso è una malattia da prevenire è non da curare, perché abbiamo tutti gli strumenti necessari per prevenirla. Dobbiamo far capire ai nostri interlocutori che lo scompenso non è una malattia inevitabile. L’altra fondamentale novità per noi è che finalmente incominciano a parlarsi le diverse componenti che operano intorno allo scompenso cardiaco: i medici di medicina generale, gli specialisti e le autorità sanitarie. Proprio in quest’ottica abbiamo riunito oggi a Roma 80 esperti della materia divisi in diverse categorie: cardiologi, medici di medicina generale ed epidemiologi. Per quanto riguarda il futuro noi ci aspettiamo di dare “gambe” al documento che abbiamo realizzato “Strategie di prevenzione dello scompenso cardiaco” attraverso il coinvolgimento degli assessorati regionali alla sanità e la realizzazione in accordo con una politica ospedale territorio di reti integrate per l’assistenza al paziente con scompenso.

Tutti i numeri dello scompenso in Italia

• Sono circa un milione le persone affette da scompenso cardiaco (2% della popolazione generale)
• 500 ricoveri al giorno
• Un terzo dei ricoverati muoiono ogni anno
• Complessivamente 100 mila morti ogni anno
• Costa circa 625 milioni di Euro all’anno al SSN


 





 


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