Genova Anno IV - n°24 - 01.09.2006 Pagine Nazionali

   


Frutta e verdura contro l'Alzheimer


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

A maggior ragione se mandate giù in versione spremuta, per un vero e proprio concentrato di salute. Un ampio studio epidemiologico condotto dal Medical Center della Vanderbilt University, negli Stati Uniti, ha mostrato come bere tre o più spremute alla settimana riduca di ben il 76% il rischio di sviluppare la malattia neurodegenerativa.
La ricerca, che verrà pubblicata a settembre sullAmerican Journal of Medicine, è stata condotta su un sottoinsieme di un campione impiegato in un mega-studio, chiamato Ni-Hon-Sea, che sta analizzando Alzheimer e demenza nella popolazione giapponese anziana che vive in Giappone, Hawaii, Seattle e Washington. Puntando i riflettori su 1.836 persone sane che vivevano a Seattle, i ricercatori hanno monitorato il loro consumo di frutta e verdura per ben 10 anni, testandone le funzioni cognitive ogni due anni. Hanno così rilevato che coloro che bevevano tre o più spremute di frutta alla settimana avevano un rischio di ammalarsi di Alzheimer di ben il 76% minore rispetto a quanti bevevano un solo drink della salute alla settimana. E a trarne beneficio erano soprattutto i portatori dellallele E4 dellApolipoproteina E, gene legato a doppio nodo alla patologia. I ricercatori hanno deciso di studiare i giapponesi proprio per la bassa incidenza che lAlzheimer registra tra la popolazione del Sol Levante.
Ma la malattia non risparmia i giapponesi che vivono negli States, tra i quali lAlzheimer è diffuso con unincidenza simile a quella registrata nella popolazione Usa. Spia dellimportanza che fattori quali dieta e stili di vita possono avere sullinsorgerenza della malattia. In passato, gli studiosi avevano ipotizzato che vitamine antiossidanti contenute in frutta e verdura potessero proteggere dallAlzheimer, ma recenti studi clinici hanno smentito questa opzione. Pensiamo che a proteggere dalla patologia non siano tanto le vitamine - ipotizza ora Qi Dai, a capo dello studio - ma qualcosaltro. Ovvero i polifenoli, potenti antiossidanti che non derivano da vitamine, e che abbondano nelle diete, contenuti anche in tè e vini. In frutta e verdure, i polifenoli sono presenti soprattutto nelle bucce. Studi condotti su animali e su cellule in laboratorio - spiega lo studioso - hanno confermato che i polifenoli presenti nelle spremute mostrano un effetto neuroprotettivo molto più forte rispetto a quello delle più note vitamine. Per questo, dovremmo focalizzare lattenzione su questa componente.
(Ile/Adnkronos Salute)


 





 


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