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Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali
Farmaci dal farmacista di famiglia: Alcuni autorevoli motivati pareri clicMedicina - redazione@clicmedicina.it I farmaci consegnati dal Farmacista a chi li acquista per utilizzarli, ed anche
quelli da automedicazione (soprattutto quelli da automedicazione, gli ‘OTC-da
banco’), non prescritti dal Medico, ma addirittura consigliati da pubblicità:
qui l’inevitabile garante del loro corretto, rispettivo utilizzo è ancor più il
Farmacista di Famiglia: quello, cioè, cui ci si rivolge abitualmente,
permettendogli così di controllare/coordinare via via
le sinergie favorevoli/sfavorevoli di tutti i medicinali che ci vengano
prescritti. Tanto più quelli che ci ‘prescriviamo’ da soli.TURCO Il ‘la’ lo dà il Ministro della Salute LIVIA TURCO, che sull’impegno comunque del Farmacista è molto precisa, in due passaggi della Sua dichiarazione ad hoc [comunicato stampa ministeriale n. 34]: “In primo luogo intendo ribadire la necessità che la rete delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale debba assumere appieno quei doveri e quelle responsabilità che le derivano dal ruolo di presidi del sistema sanitario, anche sviluppando programmi innovativi per contribuire alle iniziative di supporto che la sanità pubblica intende offrire ai nuovi bisogni assistenziali dei cittadini. “Detto questo nessuno intende penalizzare in alcun modo il cittadino nell’acquisto dei farmaci di classe C”. Occorre purtuttavia che “tutti gli attori del sistema farmaceutico” si riuniscano per “ragionare e visionare le diverse soluzioni per garantire ai cittadini la massima qualità del servizio farmaceutico in una cornice di equità, sviluppo della ricerca e dell’innovazione, economia di spesa e, lo ripeto, rigore nella gestione dell’assistenza farmaceutica pubblica e privata”. GARATTINI Sul fondamentale ruolo del Farmacista non ha, parimenti, dubbi il prof. Silvio GARATTINI, Direttore dell’Istituto Farmacologico ‘Mario Negri’, sebbene al tempo stesso lui pure richiami all’altrettanto fondamentale “rigore”, bacchettando senza mezzi termini “tutte quelle farmacie ridotte a bazar, dove si realizzano operazioni spesso in contrasto con la cultura stessa del Farmacista”. Inoltre “La farmacia rappresenta il luogo ideale per ricevere informazioni sanitarie soprattutto nel campo della prevenzione”....”La Farmacia dovrebbe diventare il luogo ideale per alcune interazioni col Sistema Sanitario Nazionale....un vero e proprio centro di educazione sanitaria”. Dove “il Farmacista esercita un ruolo di collaborazione con il medico”, ma “se vuole essere credibile in tale contesto deve prima di tutto mettere ordine nella gestione di quei suoi bazar”. E comunque, afferma ufficialmente Garattini, “l’eventuale vendita dei medicinali da banco nei supermercati potrebbe aver seguito solo sotto il controllo/intervento diretto del Farmacista, e in spazi ben definiti appositamente & esclusivamente dedicati”. Proprio perché, conclude Garattini, “Indubbiamente il farmacista è fondamentale per controllare le ricette del medico, dare consigli agli ammalati riguardo l’impiego dei farmaci, in particolare proprio quelli ‘da banco’ che non richiedono prescrizione”. CARRUBA Non è certo un mistero che il prof. Michele CARRUBA, Direttore Dipartimento Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica dell’Università di Milano & Membro della Commissione Tecnica della ministeriale AIFA-Agenzia Italiana Farmaco, sia “assolutamente contrario alla liberalizzazione della vendita dei farmaci, addirittura nei supermercati”. Lo ha già proclamato in ogni sede, continua a ribadirlo e “l’abbiamo chiaramente espresso nella 'Carta del farmaco' documento ufficiale della SISF-Società Italiana di Scienze Farmaceutiche”. I farmaci, spiega “non sono una merce qualsiasi, e hanno la loro naturale sede di vendita nella Farmacia, luogo sottoposto a specifici controlli delle autorità sanitarie e affidato alla responsabilità di un professionista, il Farmacista, il cui ruolo è tanto più centrale nella loro distribuzione, perché garantisce ai cittadini la necessaria sicurezza e l’insieme di consigli e avvertenze per usare al meglio i farmaci, anche i più noti e comuni, riducendo i rischi comunque intrinsecamente connessi al loro sempre più vasto impiego, in tutte le fasce d’età, dal bambino all’anziano”. “Il farmacista garantisce la qualità/sicurezza dei medicinali, tanto più quanto più gli si dà la possibilità, frequentando sistematicamente la medesima farmacia, d’essere il proprio farmacista di famiglia: è il farmacista che ha così, man mano che ci vengano prescritte sia da medici generalisti e da specialisti, la visione di sintesi delle varie terapie farmacologiche che utilizziamo, comprese quelle ‘croniche di fondo’ che assumiamo ‘da sempre’ ed in continuazione, che per le interazioni indesiderate possono essere proprio le più insidiose, perché proprio l’abitudinarietà non sempre le fa emergere nelle anamnesi: ma il farmacista di famiglia, punto d’arrivo e di partenza delle prescrizioni che riceviamo, ha la possibilità, la capacità, il dovere di controllarne responsabilmente l’eventuale accumulo. PALMIERI “Svincolare i farmaci dalle Farmacie? Innanzitutto vincolare il Farmacista a svolgere con sempre più attenta vigilanza le sua fondamentale funzione di consigliere e dispensatore, a valle del Medico, di sostanze medicamentose che non sono né bruscolini né frigoriferi”: così esordisce ‘in battere’ il prof. Giancarlo PALMIERI, Direttore del Dipartimento Area Medica dell’Ospedale Niguarda-Ca’ Granda (MI) nonché membro CTS AIFA-Agenzia Italiana Farmaco. “Mi spiego: come i frigoriferi hanno i loro stampati di ‘istruzioni/precauzioni/soluzione dubbi’, che sono sempre più sofisticati, e quindi conviene farseli installare correttamente da chi li vende e ne conosce tutte le caratteristiche, potendoti così dare tutti i consigli possibili, altrimenti senza saperlo, magari fai decadere anticipatamente la garanzia...Ebbene, vogliamo fare almeno altrettanto per la nostra Salute? “Il ‘tecnico specialista per l’installazione’ dei farmaci nel nostro organismo, il professionista che deve dare il ‘tocco autorevole’ per il loro utilizzo, è inequivocabilmente il Farmacista. E, come per gli elettrodomestici tendiamo, giustamente, ad avere un tecnico di fiducia, che ben conosca negli anni l’evolversi delle nostre necessità & acquisti, per la nostra salute/efficienza non pretendiamo almeno altrettanto? “Quando occorre, i farmaci vanno usati, ma non dobbiamo farci usare dai farmaci: non debbono svicolare fra i prodotti di consumismo. “Fino ad oggi i farmaci sono sempre stati in farmacia, affidati al Farmacista, anche & soprattutto gli OTC e i SOP, cioè quelli ‘da banco’ e quelli ‘senza obbligo di ricetta’. “Non dobbiamo mai dimenticare che quando un farmaco deve essere usato, deve essere usato sotto il controllo del medico e/o del farmacista di fiducia/’famiglia’. “Anche perché, per quanto debba essere ‘innocuo’, è pur sempre una sostanza diversa da quelle spontaneamente naturali del nostro organismo. E siccome è pur vero che ciascun farmaco e le sue molecole debbono essere garantitamente sempre uguali, però i pazienti non sono tutti uguali. “Facciamo l’esempio dell’acido acetilsalicilico [l’’aspirina’ per antonomasia], quanto di più popolare & innocente, ma usato troppo e troppo per-tutto, può bucare lo stomaco. Però al signor Rossi non glielo buca, ma al signor Bianchi sì. Questo fa capire che anche la semplice ‘aspirina’ va presa sotto il controllo e la responsabilità del Farmacista, che può garantirli solo quando sia il nostro Farmacista di fiducia/’famiglia’, se ci rivolgiamo sempre a lui. Magari una sintomatologia che al paziente può sfuggire, che può sembrargli senza significato, può essere invece l’inizio di un effetto collaterale importante: importante per la salute della persona e pure per la Salute pubblica, la Salute Economica dello Stato. “Restiamo nell’esempio eccezionale dell’‘aspirina’: un’emorragia gastrica di meno, a parte che a quel povero paziente si evitano una grossa serie di sofferenze & problemi, ma allo Stato si evita, controllando le ‘overdosi’ del più comune farmaco da banco, tutti i costi di un buco-nello-stomaco ad uno dei suoi assistiti nel Sistema Sanitario nazionale. “Il paziente può, ad esempio, non rendersi conto di essere ormai diventato anziano, con tutte le attenzioni che ne conseguono. “Concludendo: ci sono & è giusto che ci siano dei farmaci per i quali non è necessaria la prescrizione medica, però se compare qualcosa di diverso dal solito, è meglio che ci sia comunque chi possa prontamente ascoltare e dialogare, consigliare o sconsigliare sui potenziali effetti non positivi che ogni sostanza, proprio in quanto efficace, può avere insiti in sè. “Quindi è importante un dialogo continuo/sistematico con un esperto: e se sono farmaci di libera vendita, con chi responsabilmente te lei vende. Responsabilità ch’è sempre più concreta quanto più è il tuo Farmacista di famiglia, che deve configurarsi e esistere quanto il Medico di Famiglia: certo non un commesso-farmacista di passaggio. “E qui faccio mie le parole conclusive del Ministro Livia Turco: ovunque la si attui ‘rigore nella gestione dell’assistenza farmaceutica pubblica e privata’”.
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