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Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali
Un drink al giorno 'salva-cuore' ma solo per lui clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Un drink al giorno leva il medico di torno, ma solo per lui. Una ricerca danese,
condotta su 50mila persone e pubblicata sul 'British Medical Journal', rivela
infatti che per gli uomini bere moderatamente alcolici ogni giorno riduce del
41% i rischi di cardiovasculopatie. Mentre il pericolo cala di appena il 7% in
chi 'alza il gomito' solo una volta a settimana. Risultato diverso per le donne:
il 'pericolo-cuore' scende di un terzo con un drink a settimana, ma non si
modifica ulteriormente se ci si concede un po' di vino o birra tutti i giorni.
I ricercatori sottolineano, comunque, l'importanza di non leggere questi risultati come un invito implicito a eccedere con gli alcolici. Nella ricerca, che ha coinvolto uomini e donne di 50-65 anni, i partecipanti sono stati sottoposti a un questionario speciale e seguiti per una media di sei anni. Le donne consumavano in media cinque drink e mezzo a settimana, contro gli 11 degli uomini. Gli studiosi hanno visto che, per questi ultimi, il rischio cuore calava in modo significativo con l'aumentare della frequenza del consumo di alcolici. In particolare, gli uomini che bevevano poco tutti i giorni sono risultati i piu' protetti. Per le donne, invece, basta un goccetto a settimana per ridurre del 36% i pericoli cardiovascolari (rispetto alle coetanee che bevono meno spesso), ma poi il rischio resta identico, anche se la frequenza dei drink aumenta. Ma come si spiega questa differenza fra i due sessi? I ricercatori danesi ipotizzano un ruolo ormonale, ma pensano che giochino un ruolo anche la differenza nel tipo di alcolico consumato e il modo in cui l'organismo metabolizza l'alcol. ''E' stato mostrato che la frequenza del bere ha un ruolo maggiore rispetto alla quantità, ma anche che c'e' una differenza fra i sessi'', dice Morten Gronbaek del National Institute of Public Health danese. Non solo, l'esperto ricorda che i benefici degli alcolici si scontrano con l'aumento del rischio di danni al fegato. ''Uno o due drink per lui e uno al giorno per lei sarebbero sufficienti contro le cardiopatie. Non si ottengono ulteriori benefici se si beve di piu''', puntualizza il medico. E in un editoriale che accompagna la ricerca, Annie Britton dell'University College di Londra sottolinea che i partecipanti allo studio danese erano tutti ad alto rischio cuore, per via dell'eta'. Insomma, secondo l'esperta la ricerca non sarebbe pienamente rappresentativa. (Mal/Adnkronos Salute) La scleroterapia scrotale anterograda anche nel trattamento del varicocele pediatrico…ma attenzione, per noi è più sicura la legatura microchirurgica in anestesia locale. Aldo Franco De Rose, Specialista Urologo e Andrologo La scleroterapia scrotale anterograda rappresenta un approccio sicuro ed efficace per il trattamento del varicocele primario nei bambini ? Lo sostengono alcuni autori austriaci del Department of Paediatric Surgery, Medical University of Graz,. che hanno pubblicato la ricerca Antegrade scrotal sclerotherapy for treating primary varicocele in children, sul BJU. La tecnica è nota da anni e consiste nell’incannulare una vena del funicolo spermatico, visualizzare le vene mediante l’amplificatore di brillanza, e sclerotizzarle con del mezzo sclerosante. Questa procedura, secondo gli autori, può essere considerata minimamente invasiva, con bassi costi, scarse recidive e complicazioni, e comporta un'esposizione alle radiazioni minima se confrontata con la procedura retrograda. Con la procedura proposta nel presente studio, tuttavia, si possono comunque avere complicazioni dopo l'intervento: i vasi del plesso pampiniforme possono essere molto piccoli e fragili nell'infanzia, e quindi a volte è tedioso incannulare una vena idonea. Nel 18 percento dei casi è necessario esporre una seconda o una terza vena, e ciò prolunga l'intervento ed aumenta la possibilità di complicazioni come l'ematoma scrotale. Il rischio di questo tipo di danno locale è limitato ma serio, e deve essere menzionato nell'ottenere il consenso informato da parte del paziente e della sua famiglia. Ma una cosa gli autori non menzionano dei problemi importanti: il dolore postoperatorio dovuta alla funiculite chimica e la rara possibilità di orchite chimica, che può portare anche all’atrofia del testicolo. Inoltre il pericolo di recidiva è veramente alto, specialmente quando i controlli sono effetuati dopo il primo anno. Molto più sicuro riteniamo la tecnica di legatura delle vene spermatiche a livello subinguinale con l’ausilio dei mezzi di ingrandimento (luops-Microscopio operatore): l’intervento dura al massimo 30 minuti, viene effettuato in anestesia locale, praticata a livello del taglio chirurgico, le recidive sono pressocchè nulle e la preservazione dei linfatici, arteria e deferenti e quasi sicura, naturalmente il tutto dipende dal chirurgo andrologo.
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