Genova Anno IV - n°24 - 05.07.2006 Pagine Nazionali

   


Colesterolo e rischio di tumore prostatico.


Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

Attenzione al colesterolo! Potrebbe favorire il tumore alla prostata. Dunque non solo rischi per le arterie, il cuore, la pressione, il peso e la potenza sessuale ma problemi anche per la ghiandola prostatica. Insomma quello che finora era stata ipotizzato riceve oggi una ulteriore conferma da parte dei ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, che hanno pubblicato lo studio Self-reported history of hypercholesterolaemia and gallstones and the risk of prostate cancer sulla rivista internazionale, Annals of Oncology. E’ l’ analisi di una ricerca caso-controllo multicentrica, effettuata in Italia fra il 1991 – 2002, riguardante 1294 uomini al di sotto dei 75 anni di età, affetti da tumore della prostata e 1451 controlli su ricoverati negli stessi ospedali per patologie acute non tumorali. Ebbene, per la prima volta, è stata trovata una relazione diretta e statisticamente significativa fra le due patologie, in precedenza solo supposta.
Dall’analisi dei dati si è evidenziato che i soggetti con tumore della prostata avevano il 50% di probabilità in più rispetto al gruppo di controllo di essere affetti da ipercolesterolemia rispetto ai controlli non affetti da tumore. “La relazione tra alti livelli di colesterolo e tumore della prostata, dice la dott.ssa Cristina Borsetti, coordinatrice della ricerca, potrebbe essere spiegata tenendo presente che gli androgeni (ormoni che agiscono sul tessuto prostatico e che sono implicati nella formazione del tumore) sono sintetizzati dal colesterolo . “Comunque, precisa la dott.ssa Cristina Borsetti, anche questo studio, sebbene innovativo, dovrà essere confermato da ulteriori ricerche, che abbiano misure dirette dei livelli sierici di colesterolo e non solo riferiti”
In ogni caso nessuno allarmismo. Alcuni dati di laboratorio suggeriscono che le statine, utilizzate per la riduzione del colesterolo, potrebbero ridurre anche il rischio di tumore della prostata. E in soccorso di chi ha già il cancro arrivano anche gli omega 3. Secondo un recente studio comparso sul British Journal of Cancer, i grassi del pesce azzurro sarebbero in grado di impedire la crescita delle cellule malate e la loro migrazione verso il midollo spinale, mentre gli omega-6 addirittura potrebbero favorirla.
E infine il fumo. Un articolo pubblicato su Cancer ha dimostrato che il fumo influenza la progressione e la prognosi del tumore prostatico tramite l'ipermetilazione aberrante delle sequenze CpG sui geni correlati, e che la progressione tumorale è di tipo dose-dipendente. Per cui, anche per queste ragioni, sarebbe meglio smettere di fumare.

*Specialista Urologo e Andrologo Opsdedale San Martino Genova

 






 


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