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Genova Anno IV - n°23 - 28.04.2006 Pagine Nazionali
Test di Ammissione alla Facoltà di Medicina. L’importanza della Graduatoria Nazionale . Aldo Franco De Rose - afdr@clicmedicina.it
Il 37,1% ha detto sì all’abolizione degli esami di ammissione, per il 36% sarebbe meglio mantenere l’esame facendo
però una graduatoria nazionale, e solo il 26,9% si è dichiarato favorevole a mantenere l’attuale legislatura. Sono questi i risultati del sondaggio di clicMedicina relativo agli esami di ammissione alla facoltà di medicina e chirurgia.
Non essere ammessi al corso di laurea di Medicina e Chirurgia crea delusione e spesso malcontento. Noi riteniamo che sia giusta la selezione: devono studiare i più bravi e i più meritevoli. La volontà, il desiderio e le aspirazioni non bastano.
Non piace però come oggi sono impostate le ammissioni perché molti giovani sono ingiustamente penalizzati. Prendiamo per esempio i residenti delle sedi universitarie più prestigiose che, per tradizione, rappresentano una forte attrazione e quindi sedi di una maggiore competizione. A Roma i problemi poi si ingigantiscono: spesso le sponsorizzazioni politiche penalizzano ulteriormente i residenti.
E la prova di quanto sosteniamo è che a Roma come a Milano i partecipanti sono più di 4000 l’anno per 400 posti e una discreta percentuale di ammessi è sempre costituita da non residenti.
Inoltre quello che per noi è assurdo è che, trattandosi di una competizione a livello locale ma con esami nazionali, cioè uguali in tutta la penisola, chi prende un punteggio di 32-34, viene escluso in queste città “ad alto richiamo”, mentre potrebbe essere ammesso in altre sedi.
E allora se consentiamo alle persone di “migrare” da una città all’altra, per quale motivo non si consente anche a chi prende un punteggio “sufficiente” di andare a frequentare in un’altra città? Perché allora non si effettua una graduatoria a livello nazionale in modo da consentire a chi è escluso a Roma o Milano, Napoli, Palermo con punteggi elevati , di “entrare” in un’altra città del sud o del centro o del Nord? Così la penserebbe il 36% dei soggetti che hanno partecipato al sondaggio di clicMedicina. Oggi le Università spendono tantissimo per autopromuoversi: favorendo questi flussi migratori sicuramente si finirebbe per soddisfare anche la richiesta da parte di molte sedi universitarie meno note
Però, se tutto questo non fosse possibile perchè allora non si riserva ai residenti almeno il 70% dei posti disponibili? E non ditemi che così facendo si impoverirebbe il livello culturale dell’Ateneo…forse diminuiremmo solo i posti per i raccomandati… anche questa volta però qualcuno è pronto a giurare che non esistono.
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