Genova Anno IV - n°23 - 09.05.2006 Pagine Nazionali

   


180/78: Una legge fondamentale, ma sicuramente da riformare


Isabella De Martini - docente di Psicologia Medica
Università di Genova

I recenti e sempre più numerosi fatti di cronaca ( omicidi –suicidi – violenze ) che ruotano intorno ai cosiddetti “malati di mente” , rendono sempre più urgente una revisione della cosiddetta Legge 180 ( tanto per intenderci quella che chiuse i manicomi , ma non solo) .Ogni volta però che qualcuno “osa “ solo pensare di intervenire (anche solo con parziali modifiche) su questa Legge viene immediatamente bloccato da un mare di polemiche , se non di insulti .
Perché ?
A mio avviso , sia le polemiche ( più o meno feroci ) , ma soprattutto le reazioni “isteriche “ sono del tutto incomprensibili , se non motivate ( nell’ordine ) dai seguenti motivi : 1° speculazioni politiche , 2° difesa di concetti, comunque migliorabili , che vengono considerati come dei “dogmi”( da alcuni in buona fede , e da altri no ), 3° ignoranza della materia ( che spesso si associa ai punti 1 e 2) , 4° desiderio di mantenere una posizione di minor “rischio” personale e professionale . Sono sicuramente tutte motivazioni comprensibili , ma , a mio parere , non più giustificabili , a fronte dei danni che i pazienti psichiatrici , le loro famiglie , e le innocenti vittime della “ follia” hanno subito , e continuano a subire ( mentre scrivo apprendo dal TG l’ennesima notizia di un omicidio commesso da un “malato” ) .
Lo affermo senza esitazioni , sono sempre più convinta che la “benemerita” Legge 180 sia sicuramente da riformare ( ovviamente migliorandola , e non facendo dei passi indietro).
Non ne siete sicuri ? E allora seguitemi in questa premessa alla spiegazione dei quattro motivi che “spingono “ chi è contrario . E’ un percorso logico ,che spero convincerà anche i più accesi sostenitori ( chi più , chi meno, in buona fede ) del : “giù le mani dal Dio Basaglia” ( grandissimo psichiatra scomparso , purtroppo, prematuramente ) . Iniziamo da Bertrand Russell e dalle sue critiche ai “fanatismi”, di qualsiasi natura, che lo spinsero ad affermare che : “il danno arrecato da una religione è di due specie : uno dipende dalla natura generica della fede, l’altro dalla natura particolare dei dogmi accettati. Per quanto riguarda la natura della fede , si ritiene virtuoso credere , avere cioè una convinzione che non tentenna di fronte ad evidenze contrarie , e se l’evidenza contraria fa sorgere dubbi, ritiene di doverli sopprimere.”Queste parole , mi sembra ben ci aiutino a capire le ferme opposizioni a qualsivoglia modifica della Legge 180, da parte degli individui appartenenti alle prime due categorie che stiamo prendendo in esame . Per loro a nulla valgono i pressanti appelli , che ormai da più di 25 anni , provengono dai parenti dei “malati” ( ugualmente distribuiti , credo, fra destra e sinistra ), e soprattutto dall’Associazione per la Riforma dell’Assistenza Psichiatrica (A.R.A.P.).Consiglio una visita al loro sito internet , qui mi limito ( per ovvie ragioni di spazio) a sottolinearne gli aspetti più salienti : l’A.R.A.P. non mette certo in dubbio che la legge 180 abbia il merito di avere chiuso i manicomi , ma ha lasciato aperti numerosi gravissimi problemi , soprattutto quelli legati alla diagnosi ed alla cura di quei malati che non accettano di curarsi volontariamente , completamente trascurati dalla legge attuale ( e sono la maggioranza), e la quasi negazione ( nell’attuale testo ) dell’esistenza di malati mentali “cronici”, dal momento che la 180 prevede ricoveri coatti ( Trattamenti Sanitari Obbligatori , o TSO) , solo di breve durata ( 7 giorni ).
Scriveva Enzo Biagi nel 1997 ( Corriere della Sera ) : “ Abbiamo rotto lo specchio , i manicomi , perché non riflettessero la realtà , in nome della dignità personale .Come se i parenti dei malati di mente ( ed io aggiungo tutte le vittime dei “folli”) non meritassero rispetto , ed aiuto. Quanti delitti in nome della libertà”. Ma c’è di più , sentite cosa ha scritto Antonello Trombadori , che da deputato comunista votò la legge , per poi pentirsene : “ la legge 180 prevede due soluzioni per chi soffre di mente : o il nulla , o il manicomio criminale per quelli che ammazzano” ( Europeo, 1984) .
Bene , e veniamo alla terza categoria degli oppositori alla riforma della 180 : gli ignoranti( ovviamente solo della materia specifica) .Questa è la categoria più pericolosa , perché è sicuramente in buona fede , è la più numerosa , ed è la più influenzabile , dagli “slogan” nel caso si dovesse ricorrere ad un referendum. Soprattutto per loro scrivo queste parole , con la convinzione che siano desiderosi di apprendere anche altri aspetti di una “verità” troppo spesso comunicata a senso unico.
Sono medico ,ormai da trent’anni, neurologo da 26 , insegno Psicologia Medica all’Università ,ho effettuato una psico-analisi presso un analista cosiddetto “didatta “ ( può insegnare ad altri ) ed ho esercitato la professione di neuropsichiatra anche in altri paesi ( gli U.S.A. e la Francia ) . Ho vissuto la “crisi” della psichiatria tradizionale , la nascita della cosiddetta “antipsichiatria” , l’invasione ( spesso accettata acriticamente , mentre negli altri paesi venivano già superate ) delle teorie psicoanalitiche più disparate , fra le quali quella ( non più di moda ) che arrivava a negare l’esistenza della malattia psichica classificandola invece come un “fenomeno sociale” . Ho visto ( con orrore ) utilizzare gli elettroshock ed ho sofferto , come tutti , nel guardare film-documentari come : “qualcuno volò sul nido del cuculo”, che sicuramente influenzarono anche i legislatori, oltre all’opinione pubblica , nei lontani anni ’70 . Considero la 180 come una legge innovativa e lodevole ( come ancora affermato il 7 aprile 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ), che ha trasformato l’assistenza psichiatrica da quasi esclusivamente custodialistica a terapeutico-riabilitativa .Ammiro iniziative come quella di Radio Rete 180 : “la voce di chi sente le voci “ nata grazie all’iniziativa geniale di Giovanni Rossi a Brescia , e tantissimi altri progetti di grande valore umano che coinvolgono pazienti psichiatrici e sono diffusi in tutta Italia, grazie alla buona volontà di molti operatori ed amministratori pubblici . Ma soffro molto più oggi ( dopo l’entrata in vigore della legge 180 ), e mi sento veramente disarmata nella mia pratica clinica , ogni volta che non posso dare risposte accettabili , né tanto meno soluzioni a tutti quei genitori , fratelli , coniugi , di pazienti affetti da gravi turbe psichiche , che l’attuale testo di legge lascia quasi completamente allo sbaraglio. Infatti gli articoli della legge 180 , poi recepiti nel dicembre dello stesso anno nella legge 833 ( articoli 33, 34 e 35 ) hanno di fatto determinato che il malato psichico grave sia altrettanto libero e responsabile quanto una persona sana , per scoprire ( paradossalmente ) che , in verità , non lo è , solo nel momento in cui compie un reato , cioè quando , obbligatoriamente , si applicano , anche a lui , le norme del codice penale. Sentite le parole che ha recentemente scritto Silvia Bencinelli , medico e giornalista : “ …una legge dello Stato italiano ha riconosciuto in termini giuridici l’obsolescenza del concetto per cui il malato di mente è “ pericoloso per sé e per gli altri “…Contestualmente all’approvazione della legge 180 , fu anche espunto dal Codice Penale il concetto di pericolosità per malattia mentale .” e ancora : “…a livello istituzionale il nesso fra malattia psichiatrica e pericolosità è stato dunque abbandonato da più di 25 anni…”.Ma allora che strumenti abbiamo per prevenire i crimini commessi dai cosiddetti “folli” ( spesso su persone ancora più inermi , perché legate a loro da vincoli di affetto ) , data la strettissima relazione ( che non può certo essere abolita con una legge ) fra follia e pericolosità ?. L?A.R.A.P. dal 1981 invoca urgentissime modifiche alla 180 , fra le quali : l’istituzione di un Pronto Soccorso Psichiatrico , la configurazione di responsabilità civili e penali per quegli psichiatri che dimettono gli psicotici gravi e/o pericolosi ( non posso pensare che sia per questo punto che gli psichiatri sono così compatti nell’essere contrari a qualsiasi modifica della legge ) e l’accesso alla terapia , anche proprio per chi non si vuole curare … Implora l’A.R.A.P. : “ Quanti pazienti sono morti proprio perché liberi di non curarsi ? “ e io aggiungo : e quante sono le vittime innocenti a causa di queste mancate cure ? Alcune di queste istanze sono state raccolte nella proposta di modifica della 180 presentata dalla senatrice Burani (legge 174 ), ad oggi pesantemente osteggiata .Penso che chi ignora queste realtà , magari perché non ha dovuto mai affrontare problemi di questo genere , sia contento di conoscerle meglio , soprattutto perché in futuro potrebbe essere chiamato ad esprimere il proprio parere con un referendum . Chi vota deve essere informato a 360° ( e non solo a 180 ) e sapere che , se con la chiusura dei manicomi si é giustamente abolito uno sbagliato tentativo di dare una risposta alle malattie psichiatriche croniche e gravi ( cioè il manicomio ) , queste attendono ancora una risposta alternativa , e se possibile, una soluzione che non può e non deve avere una connotazione soltanto politica ( a meno che non si pensi che i “ matti “ appartengano tutti ad uno stesso partito , quello che difende ad oltranza la 180 , magari senza conoscerla bene ) . E qui nasce il problema dell’ultimo gruppo di “oppositori “ alla riforma della legge : sono contrari quasi tutti gli psichiatri ….non vi siete chiesti come mai ?
Alcuni ricadono nelle categorie 1 e 2 , e su questo non ho ( ovviamente ) ulteriori osservazioni da fare , mi preoccupo ( ma spero di sbagliarmi ) per quelli che appartengono alla numero 4 , quelli per i quali la legge va benissimo , perché li esonera dai “rischi” o anche solo dai “fastidi “ che una sua revisione ( a migliore tutela sia dei pazienti , che di noi cittadini in generale ) potrebbe comportare per loro.
Vi stupite ? Il ristabilire, con una modifica , il concetto di : “pericolosità per sé e per gli altri “ , del grave malato psichico, incredibilmente eliminato dalla 180 nella sua attuale versione , ripristinerebbe l’obbligo di segnalare il paziente ,giudicato “pericoloso” alle autorità competenti (ad es. Questura ) . Giusto ? Mi sembra proprio di si , è l’unico mezzo per almeno cercare di prevenire eventi spesso fatali sia per il paziente che per i suoi cari.
E allora perché tante resistenze soprattutto da parte delle associazioni degli psichiatri ? Non posso certo pensare che la categoria ,cerchi di evitare su di sé “ grane “ non di poco conto , quali eventuali “ritorsioni” da parte dei pazienti ( ad esempio se segnalati all’autorità competente ) ? . Ma se fosse così , perché non scegliere allora professioni meno “ a rischio” …. Riporto solo un brano del documento redatto dalla sezione del Veneto della Società Italiana di Psichiatria : “…esprimiamo il nostro totale dissenso ad una proposta di legge ( la cosiddetta proposta 174 della Burani di riforma alla 180 ) che sembra riappropriarsi di modelli culturali esclusivamente caratterizzati da una logica della custodia e della costrizione del malato mentale …..”.Giudicate voi , che adesso non ignorate più alcuni dei problemi legati alla urgente e necessaria modifica di una legge basilare , ma dalle maglie troppo larghe , da cui sono passate , forse per la fretta ( che allora era tanta) di promulgarla , troppe disattenzioni ed alcuni errori gravi ,che continuano a provocare danni in primo luogo ai pazienti, ed ai loro parenti , ma anche a noi tutti .

 





>>> Per intervenire potete scrivere a
forum_180@clicmedicina.it


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