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Genova Anno IV - n°23 - 28.04.2006 Pagine Nazionali
Ansia e Panico Giovanile Anna Carderi I disturbi d'ansia e gli attacchi di panico insieme al variegato gruppo delle
fobie, (agorafobia, claustrofobia, fobie sociali, etc) consistono essenzialmente
nell’esagerazione di una emozione comune a tutti gli esseri umani: la paura.Questa emozione originaria di salvaguardia, in una situazione di crisi intensa e di forte tensione è in grado di attivare meccanismi psicologici capaci di destrutturare il comportamento, degenerando in panico. Il panico è un'esperienza a carattere marcatamente negativo, spiacevole caratterizzato da una improvvisa ed intensa sudorazione, batticuore, un repentino nodo alla gola, una nausea istantanea insieme ad una impensata paura di morire, che porta all’instaurarsi di un continuo stato di allarme ed ipervigilanza dovuto alla convinzione che certi eventi negativi abbiano la possibilità di verificarsi. In Italia colpisce oltre due milioni di persone, soprattutto donne, tra i 18 e i 40 anni, e che vede nel periodo estivo innescarsi pericolosamente la miccia . Quando infatti nell’aria aumenta la concentrazione di anidride carbonica (oltre 9 mila parti per milione) si stimolano delle “sentinelle ecologiche”, cioè dei chemiorecettori cerebrali, che fanno scattare l’allarme, attivando l’attacco di panico in persone geneticamente predisposte. Paradossalmente è proprio questo pensiero che si focalizza sul potersi sentire male che va a costituire la tipica retroazione che porta al verificarsi di una reazione di panico. Ciò che spesso si verifica in una situazione di panico è l’incapacità di dar sfogo ad emozioni particolarmente intense determinata a sua volta da un’incapacità di reagire ad esse in modo fattivo. Così il dolore e la rabbia, a cui si vorrebbero dar sfogo, senza mai riuscirci, si trasformano in quella angoscia e disperazione che irretisce l’individuo in un vortice senza tempo. Si tratta di una condizione in cui l'angoscia è così forte che la persona non riesce neppure a "mentalizzarla". L’instaurarsi di tali disturbi quasi sempre si accompagna a situazioni di forte controllo razionale, a difficoltà di esprimere la rabbia e/o al tentativo di sostituire i propri sentimenti, (rabbia, aggressività, assertività, insofferenza) avvertiti come socialmente inaccettabili, con altri diametralmente opposti; ciò spesso si traduce reattivamente in un comportamento tollerante, disponibile e/o arrendevole. Tale inibizione comportamentale unita all’introversione sarebbero di fatto associate con un aumentato rischio per i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico nella adolescenza. Queste pagine sfruttano standard
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