Negli ultimi decenni, in Italia, c’è stato un aumento delle conoscenze riguardo
alla sessualità dovuto ad una maggior circolazione di informazioni soprattutto a
livello scolastico e dei mass media.
Da un’analisi della letteratura attualmente presente (Rubinstein, 2004; Fuertes,
2002; Fisher, 2001) svolta principalmente su campioni di adolescenti, si rileva,
infatti, che i giovani; hanno maggiori informazioni rispetto al passato, in tema
di contraccezione e prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Sono
state presentate anche numerose ricerche riguardo al tema della sessualità e
contraccezione in donne e coppie adulte (Marsiglio, 2001) scarsi, invece, sono
risultati gli studi rispetto alle conoscenze sul tema da parte di uomini singles
adulti.
Di qui la nostra ricerca, presentata al XVII World Congress of Sexology,
svoltosi in Canada a luglio del 2005, avente come obiettivo indagare le
conoscenze e gli atteggiamenti in tema di sessualità e contraccezione,
includendo anche i metodi anticocezionali di ultima generazione (il cerotto a
rilascio ormonale e l’anello vaginale), in commercio di recente in Italia, in un
campione, specifico, composto da singles maschi, suddivisi in due gruppi, di età
compresa tra 18-27 e 28-37. Il questionario rigorosamente anonimo è stato
somministrato a 100 soggetti . Nello specifico il nostro interesse è stato
verificare se i soggetti fanno uso di contraccettivi, quali informazioni hanno
riguardo ai nuovi metodi anticocezionali e quali sono le loro opinioni in
merito.
Dai nostri dati si evince che solamente poco più della metà (62%) utilizza
sempre un metodo contraccettivo e che addirittura l’ 11% dei soggetti di età
compresa tra 28 e 37 anni e il 5% tra 18-27 non ne fa uso.
Una altissima percentuale dei singles “over” 30 preferisce utilizzare, il condom
anche per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale, dichiarando,
inoltre, di indossarlo prima di ogni tipo di contatto sessuale, a differenza,
ancora, di una minima parte, il 5%, che lo mette solamente prima dell’
eiaculazione, con la convinzione, errata, di essere comunque protetto.
Le cose cambiano abbastanza se a parlare sono invece i ragazzi di età compresa
tra i 18 e i 27 anni, solamente un 3% riferisce di preferire il coito
interrotto, non sapendo che questo non rientra affatto nei metodi contraccettivi
e che al contrario mette spesso a rischio di incorrere in gravidanze
indesiderate. Questo ci pare un aspetto molto importante che merita sicuramente
qualche maggiore ed ulteriore riflessione in merito soprattutto all’importanza
di una corretta informazione e prevenzione nel campo dell’educazione sessuale,
aspetto che in Italia viene trattato solo ancora in parte dal momento che, è
utile ricordare, non esiste ancora a livello giuridico una legge in merito a
questo. Nonostante dai nostri dati risulti che la maggior parte dei soggetti
intervistati siano tutti concordi nel ritenere che è il condom, il metodo più
efficace per la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, il 20%,
dei ragazzi “under” 30 ritiene che sia invece la pillola anticoncezionale
l’unica garanzia per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale.
Per i nuovi metodi contraccettivi, il cerotto transdermico e l’anello vaginale,
i risultati sono a dir poco sconcertanti. Tra i due metodi è il cerotto
transdermico quello che gli intervistati conoscono di più, circa la metà di
loro, ma solo per sentito dire, mentre ben il 75% dichiara di non essere
assolutamente a conoscenza dell’anello vaginale. Ancora una volta va
sottolineata la carente informazione in merito a tali questioni così
importanti..
I dati incuriosiscono sicuramente quando parliamo di contraccezione e coppia,
sono decisamente i più piccoli che ben nel 75% dei casi dicono che sono entrambi
i partners a proporre l’anticocezionale, mentre ahimé meno della metà riporta lo
stesso atteggiamento nel gruppo “over” 30, solo il 46%. Da questa ricerca
risulta che solamente una piccola percentuale di donne propone durante un
rapporto sessuale, il metodo anticoncezionale.
Con la consapevolezza che questi dati non sono rappresentativi della popolazione
trattandosi di uno studio descrittivo e preliminare sembra, comunque, importante
porre l’attenzione per continuare a riflettere e far riflettere su questi temi.