Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


I comportamenti dei singles in tema di contraccezione


Dr. Francesca Fulceri Associazione Italiana Sessuologia Clinica Roma aisc@sessuologiaclinica.net

Negli ultimi decenni, in Italia, c’è stato un aumento delle conoscenze riguardo alla sessualità dovuto ad una maggior circolazione di informazioni soprattutto a livello scolastico e dei mass media.
Da un’analisi della letteratura attualmente presente (Rubinstein, 2004; Fuertes, 2002; Fisher, 2001) svolta principalmente su campioni di adolescenti, si rileva, infatti, che i giovani; hanno maggiori informazioni rispetto al passato, in tema di contraccezione e prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Sono state presentate anche numerose ricerche riguardo al tema della sessualità e contraccezione in donne e coppie adulte (Marsiglio, 2001) scarsi, invece, sono risultati gli studi rispetto alle conoscenze sul tema da parte di uomini singles adulti.
Di qui la nostra ricerca, presentata al XVII World Congress of Sexology, svoltosi in Canada a luglio del 2005, avente come obiettivo indagare le conoscenze e gli atteggiamenti in tema di sessualità e contraccezione, includendo anche i metodi anticocezionali di ultima generazione (il cerotto a rilascio ormonale e l’anello vaginale), in commercio di recente in Italia, in un campione, specifico, composto da singles maschi, suddivisi in due gruppi, di età compresa tra 18-27 e 28-37. Il questionario rigorosamente anonimo è stato somministrato a 100 soggetti . Nello specifico il nostro interesse è stato verificare se i soggetti fanno uso di contraccettivi, quali informazioni hanno riguardo ai nuovi metodi anticocezionali e quali sono le loro opinioni in merito.
Dai nostri dati si evince che solamente poco più della metà (62%) utilizza sempre un metodo contraccettivo e che addirittura l’ 11% dei soggetti di età compresa tra 28 e 37 anni e il 5% tra 18-27 non ne fa uso.
Una altissima percentuale dei singles “over” 30 preferisce utilizzare, il condom anche per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale, dichiarando, inoltre, di indossarlo prima di ogni tipo di contatto sessuale, a differenza, ancora, di una minima parte, il 5%, che lo mette solamente prima dell’ eiaculazione, con la convinzione, errata, di essere comunque protetto.
Le cose cambiano abbastanza se a parlare sono invece i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 27 anni, solamente un 3% riferisce di preferire il coito interrotto, non sapendo che questo non rientra affatto nei metodi contraccettivi e che al contrario mette spesso a rischio di incorrere in gravidanze indesiderate. Questo ci pare un aspetto molto importante che merita sicuramente qualche maggiore ed ulteriore riflessione in merito soprattutto all’importanza di una corretta informazione e prevenzione nel campo dell’educazione sessuale, aspetto che in Italia viene trattato solo ancora in parte dal momento che, è utile ricordare, non esiste ancora a livello giuridico una legge in merito a questo. Nonostante dai nostri dati risulti che la maggior parte dei soggetti intervistati siano tutti concordi nel ritenere che è il condom, il metodo più efficace per la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, il 20%, dei ragazzi “under” 30 ritiene che sia invece la pillola anticoncezionale l’unica garanzia per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale.
Per i nuovi metodi contraccettivi, il cerotto transdermico e l’anello vaginale, i risultati sono a dir poco sconcertanti. Tra i due metodi è il cerotto transdermico quello che gli intervistati conoscono di più, circa la metà di loro, ma solo per sentito dire, mentre ben il 75% dichiara di non essere assolutamente a conoscenza dell’anello vaginale. Ancora una volta va sottolineata la carente informazione in merito a tali questioni così importanti..
I dati incuriosiscono sicuramente quando parliamo di contraccezione e coppia, sono decisamente i più piccoli che ben nel 75% dei casi dicono che sono entrambi i partners a proporre l’anticocezionale, mentre ahimé meno della metà riporta lo stesso atteggiamento nel gruppo “over” 30, solo il 46%. Da questa ricerca risulta che solamente una piccola percentuale di donne propone durante un rapporto sessuale, il metodo anticoncezionale.
Con la consapevolezza che questi dati non sono rappresentativi della popolazione trattandosi di uno studio descrittivo e preliminare sembra, comunque, importante porre l’attenzione per continuare a riflettere e far riflettere su questi temi.
 

 






 


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