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Genova Anno III - n°22 - 18.04.2006 Pagine Nazionali
Un nuovo gene coinvolto nella sindrome di Cornelia de Lange clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Nel 1933, la pediatra olandese Cornelia de Lange descrisse alcuni bambini
affetti da una nuova sindrome malformativa, cioè da un insieme di sintomi tra
cui predominavano alterazione della simmetria facciale, ritardo mentale e
anomalie alle dita delle mani. La frequenza di questa patologia è di circa un
caso su 10.000 nati e la sua base è genetica, cioè dovuta ad un’alterazione del
DNA presente nei malati fin dalla nascita. In questa sindrome la gravità dei
sintomi può variare da paziente a paziente, circostanza che aveva indotto a
pensare che i geni coinvolti potessero essere più di uno. In effetti, nel 2004,
è stato isolato uno di essi, ma in oltre metà dei pazienti la causa genetica
rimaneva sconosciuta. Questa carenza viene oggi in parte risolta da uno studio
di alcuni ricercatori dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR del CNR di
Segrate, che – coordinati da Paolo Vezzoni – hanno individuato, insieme a
colleghi della Università di Milano, della Clinica de Marchi e dell’Istituto
Auxologico, un secondo gene responsabile di questa malattia. La scoperta,
pubblicata su Nature Genetics, consentirà di effettuare una diagnosi precisa
della malattia, anche nel periodo prenatale, e aiuterà a comprendere la
patogenesi della malattia. I due geni sinora implicati fanno parte di un
complesso molecolare che presiede alla riproduzione fedele del DNA (denominato
coesina in quanto tiene insieme le catene del DNA che si sono appena replicate),
ma come esattamente un loro difetto possa causare gli specifici sintomi della
Cornelia de Lange non è purtroppo ancora noto. Lo studio, oltre che dal CNR, è
stato finanziato dalla Fondazione Cariplo nel quadro del Progetto N.O.B.E.L.
coordinato da Renato Dulbecco. (Per chi sia interessato al problema, esiste in
italia l'Associazione nazionale di volontariato Cornelia de Lange.) Fonte: Le Scienze (11/04/2006)
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