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Genova Anno III - n°22 - 19.04.2006 Pagine Nazionali
Parkinson: una luce nel buio, un farmaco che rivoluziona la cura. clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Parkinson, è la svolta. Ora c’è un farmaco che rivoluziona la cura. Riaccende la
vita quando la malattia la spegne. E’ il tolcapone-tasmar, così importante nella
terapia che il Servizio Sanitario lo concede gratuitamente. L’annuncio, che apre
una grande speranza nell’esercito dei malati, sono quattro ogni mille abitanti
ma c’è un ampio sommerso, alla presentazione a Roma del Dossier Parkinson 2006.
“E’ un farmaco vero, prezioso nella cura – dice il professor Gianni Pezzoli,
presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani – perché risolve un problema
angosciante per il malato e cioè evita che si blocchi e che riviva tutti i
sintomi della malattia quando, più volte nel corso della giornata, perde di
efficacia la levodopa, sostanza base nella terapia”. Ma quella del farmaco non è
la sola notizia importante che emerge dal Dossier Parkinson 2006 presentato in
un incontro stampa dell’Associazione Italiana Parkinsoniani e della LIMPE. E’
stato infatti annunciato che si sta abbassando l’età di insorgenza della
malattia raggiungendo i giovani adulti sotto i quarant’anni. “E’ un’età lontana
dai capelli bianchi – aggiunge Pezzoli che è direttore del Centro Parkinson e
dei Disturbi del Movimento degli Istituti Clinici di Perfezionamento a Milano –
quella in cui si dà il meglio nella vita di relazione e sul lavoro. Ecco perché
è importante riaccendere la vita a questi pazienti. Con il tolcapone-tasmar non
solo si combattono i sintomi, dal tremore alla difficoltà di movimento, alla
rigidità ma anche la depressione che spesso si impossessa del malato proprio per
l’impossibilità di vivere una vita normale”. “Il Parkinson nasce quando – dice
il professor Ubaldo Bonuccelli, vice presidente della LIMPE, Università di Pisa
– nel cervello si spengono cinquecentomila neuroni. Un niente rispetto ai
centomiliardi di neuroni contenuti nel cervello. E’ come se spegnendosi le luci
in una media città, si spegnesse la luce in tutto il pianeta. Un interruttore
che scatta per ragioni genetiche ma soprattutto per gli inquinanti come
idrocarburi, solventi e pesticidi. Si può dire che l’uomo continuando a
inquinare il mondo non si accorge di inquinare il proprio cervello. Non è più
una malattia dei vecchi. Sta diventando una malattia “giovane”, intendendo
giovane adulto. Questo rende ancor più importante l’uso in terapia di
tolcapone-tasmar, un farmaco che riaccende la vita in pazienti che troppo presto
la vendono spegnere”. “La malattia colpisce in prevalenza uomini, sembra infatti
– afferma il professor Giuseppe Meco, membro del Direttivo della LIMPE,
Università “La Sapienza” di Roma – che nella donna ci sia una protezione da
parte degli estrogeni. E’ fondamentale la diagnosi clinica che si avvale ora di
tecnologie avanzate come la PET e la SPECT che consentono di “leggere” meglio la
realtà clinica del paziente. Ma la Ricerca non si ferma qui, sta indagando
sempre più nel grande mistero della genetica, un’indagine che ha preso il via
quando si scoprì in una famiglia di Contursi, in provincia di Salerno, che molti
componenti soffrivano di malattie neurodegenerative, come il Parkinson.
Progressi nella Ricerca ma anche nella terapia. Ecco perché è importante
l’utilizzo del tolcapone-tasmar nel discorso clinico ma anche umano e vorrei
dire sociale della qualità della vita”. Nel corso dell’incontro è stato
sottolineato il ruolo dell’Associazione Italiana Parkinsoniani (0266713111),
della Lega Italiana per la lotta contro la Malattia di Parkinson, le Sindromi
Extrapiramidali e le Demenze (064455618) e della Fondazione Grigioni
(0266710423) Il pianeta Parkinson in cifre. In Italia secondo il Dossier Parkinson 2006 dell’Associazione Italiana Parkinsoniani e della LIMPE, presentato in una conferenza stampa a Roma in occasione della presentazione di tolcapone-tasmar, si stima che quattro persone su mille soffrono di Parkinson o di Parkinsonismi: circa 220mila persone di cui diecimila sotto i quarant’anni. Sono tredici su mille i malati fra i 65 e i 69 anni per schizzare addirittura a 15 su cento tra gli ultra ottantenni. Ma è solo la punta di un iceberg: si stima un sommerso non diagnosticato del 10-15 per cento. I nuovi casi. I nuovi casi di malattia in Italia vanno dagli 8 ai 12mila di cui il 5 per cento ha meno di quarant’anni. Ogni cento malati di Parkinson si calcola che 58 sono uomini e 42 donne. L’età media di insorgenza è 57 anni ma il picco di comparsa della malattia è intorno ai 65-70 anni. Il rischio della popolazione generale di ammalarsi di Parkinson sopra i 65 anni è dell’uno per cento; per i familiari di primo grado di un malato di Parkinson si calcola un rischio pari al 3,5 per cento. Quanti italiani finiscono in ospedale per il Parkinson. I dati del Ministero della Salute indicano che il Parkinson nel 2003 ha fatto registrare un aumento dei ricoveri rispetto al 2002 sia per quanto riguarda il regime ordinario che quello in day hospital. Nel 2003 sono stati effettuati 11.197 ricoveri in regime ordinario (con una degenza media di 15,66 giorni) mentre i ricoveri in day hospital sono stati 3.576 (con una degenza media di 4,98 giorni). Nel 2002 i ricoveri in regime ordinario erano stati 10.859 (con una degenza media di 15,20 giorni) e quelli in day hospital erano stati 3.109 (con una degenza media di 4,34 giorni). I ricoveri hanno interessato in maggior misura gli uomini (5.676 in regime ordinario e 2.065 in day hospital). La fascia d’età con il più alto numero di ricoveri ordinari è stata quella 75 anni e oltre (5.104) mentre per il day hospital il primato spetta alla fascia d’età 65-74 anni (1.430). Ma non mancano i ricoveri anche tra i soggetti con un’età compresa tra 45 e 64 anni (2.075 in regime ordinario e 1.129 in day hospital) e nella fascia d’età 25-44 anni (141 in regime ordinario e 88 in day hospital). Ricoveri sono stati effettuati anche per i bambini da zero a 4 anni (2 in regime ordinario e uno in day hospital), dai 5 ai 14 anni (uno in regime ordinario e 2 in day hospital) e dai 15 ai 24 anni (4 in regime ordinario). Il consumo di farmaci antiparkinson. Secondo l’OsMed in Italia nel 2004 si è registrato un maggior consumo di farmaci antiparkinson rispetto ad un anno prima (+2 per cento). Nell’ambito dei farmaci per il sistema nervoso centrale (1.260 milioni di euro), quelli antiparkinson si collocano al quarto posto come spesa lorda con 132milioni di euro. Prima degli antiparkinson i farmaci antidepressivi-SSRI (395 milioni di euro); gli antiepilettici (239 milioni di euro) e gli antipsicotici atipici/nuovi (169 milioni di euro). In particolare in Italia nel 2004 sono state consumate 3,09 dosi di farmaci antiparkinson per giorno di terapia ogni mille abitanti, di più al Centro (3,37) e nel Sud e nelle Isole (3,13). Meno al Nord (2,94). Il maggior consumo di farmaci antiparkinson è stato registrato nelle Marche (3,84 DDD/1000 abitanti die pesate). Seguono la Liguria (3,66); la Sicilia (3,49); l’Umbria (3,43); l’Abruzzo (3,40); il Piemonte e la Toscana (3,35); il Lazio (3,23); la Puglia (3,13); la Basilicata e la Sardegna (3,01); l’Emilia Romagna (2,98); la Campania (2,93); il Molise (2,91); il Trentino Alto Adige (2,88); il Veneto (2,85); la Calabria (2,78); la Lombardia (2,69); la Valle d’Aosta (2,66); il Friuli Venezia Giulia (2,48).
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