Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


Quasi 800 gli embrioni orfani, entro marzo nella 'casa' di Milano


Sono saliti da circa 400 ''a 700-800'' in tutta Italia gli embrioni orfani prossimi all'ingresso nella 'casa' costruita per loro al Centro di risorse biologiche (Crb) della Fondazione Policlinico di Milano. Il censimento in corso presso l'Istituto superiore di sanita' (Iss) ''e' quasi completo - riferisce all'ADNKRONOS SALUTE il direttore del Crb, Paolo Rebulla - Notizie ufficiali sulla data del trasferimento non ce ne sono ancora, ma qui al Crb e' tutto pronto e prevediamo che entro febbraio-marzo potrebbero iniziare i primi movimenti''.
Un'operazione ''delicatissima e molto costosa'', sottolinea lo specialista, che portera' gli embrioni abbandonati - prodotti in sovrannumero durante gli interventi di fecondazione assistita e mai piu' 'rivendicati' dai rispettivi genitori - nei sei congelatori ad azoto liquido gia' predisposti al Padiglione Marangoni di via Sforza, in una sala dedicata nella Biobanca italiana del Crb.
''Gli specialisti dell'Iss - ricorda il 'custode' della 'casa' degli embrioni - stanno conducendo il censimento con tutta la cura richiesta dal caso, per essere sicuri di contattare tutte le coppie interessate''. E cosi', dal giorno dell'inaugurazione del Crb a meta' dicembre - quando l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, aveva ipotizzato per fine gennaio l'inizio del trasferimento a Milano - il numero degli embrioni orfani ''si e' esteso e puo' ritenersi quasi definitivo''.
Ma potrebbe aumentare ancora ancora, perche' il censimento sara' giudicato completo solo quando l'Iss sara' certo di avere raggiunto tutti i genitori e di non avere ricevuto risposta. Nel frattempo al Crb ''abbiamo iniziato a contattare i trasportatori, a individuare i contenitori piu' adatti al trasferimento e a definire ogni piccolo particolare. Sara' un processo estremamente delicato e costoso - ribadisce il medico - E proprio per questo motivo siamo attentissimi a non affrettare i tempi e a condurre tutto nella piu' calma e consapevole pazienza'', conclude Rebulla. (Opa/Adnkronos Salute)
 

 






 


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