Genova Anno III - n°22 - 07.04.2006 Pagine Nazionali

   


Docetaxel: una speranza in più per il tumore della prostate


Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

Mortalità ridotta del 24%, riduzione del PSA fino all’ 85%, incremento della sopravvivenza libera da malattia del 27% ed una efficacia sul dolore di circa il 60%. E’ quest oil biglietto da visita del nuovo chemioterapico per il trattamento del tumore della prostate in fase avanzata e non rispondente alla terapia ormonale. Il nome del farmaco e’ Docetaxel ed e’ stato prodotto da una ricerca Sanofi- Aventis. La sua “avventura” e’ incominciata con due pubblicazioni, il Tax 327 e lo SWOG 9916, sul New England Medical Journal of Medicine, che ha interessato 1800 pazienti che non rispondevano più all’ ormonoterapia.
E importanti sono stati i vantaggi a livello della qualità della vita: infatti nei pazienti trattati con Ducetaxel essa e’ risultata notevolmente migliore di quella dei pazienti del braccio di controllo e questo nonostante l’attesa di una maggiore tossiticità , che poteva creare qualche problema nel trattare pazienti con carcinoma prostatico di età avanzata e quindi potenzialmente portatori di comorbilita’ cardiaca, renale ed epatica.
La notizia e’ stata presentata oggi al 21 congresso degli urologi europei , in svolgimento a Parigi e’ riveste sicuramente notevole importanza se si considera che fino a qualche anno fa l’unico chemioterapico registrato in Usa ed in Europa era un derivato antraciclinico, il mitoxantrone, somministrato in combinazione con piccole dose di cortisone. Un altro farmaco era l’extramustina, una combinazione di estrogeni e un vecchio citostatico, la mostarda azotata, avente la funzione di veicolare l’estrogeno nella cellula tumorale. Entrambe le terapuie, scarsamente utrilizzate negli stati Uniti ed in Europa, hanno dimostrato un certo vantaggio sulla qualita’ della vita ed in particolare sula diminuzione del dolore e del PSA ma nessun vantaggio sulla sopravvivenza.
La disponibilita’ di un chemioterapico efficace per il tumore della prostate ormonorefrattario offre dunque uan possibilita’ concreta di cura che oltre a controllare la malattia, consente una maggiore sopravvivenza.

 





 


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