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Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali
Focus sulle nuove alternative terapeutiche clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Tra le alternative terapeutiche più interessanti e promettenti vi è
indubbiamente la già citata duloxetina (Cymbalta), appartenente alla classe
degli SNRI. Questa molecola, infatti, è in grado di inibire selettivamente il
reuptake di serotonina e noradrenalina, con un’affinità trascurabile per gli
altri sistemi neurorecettoriali. Una simile selettività d’azione contribuisce al
favorevole profilo di tollerabilità del farmaco. Tra gli effetti indesiderati il
più frequente è la nausea, che può variare da lieve e moderata, ma che raramente
è causa di sospensione del trattamento (2% circa dei casi) e tende comunque a
scomparire entro la prima settimana di assunzione. Duloxetina (Cymbalta) non ha
invece effetti clinici rilevanti sulla pressione arteriosa, né determina
prolungamento dell’intervallo QT dell'elettrocardiogramma. Al dosaggio
terapeutico raccomandato anche l’incidenza di disfunzioni sessuali è molto bassa
(3% circa).
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