Duloxetina è il nome della nuova molecola per combattere la depressione che, a
partire dal 20 febbraio, sarà disponibile in tutte le farmacie italiane.
Numerosi studi pre-clinici e clinici, svolti su oltre 6.000 pazienti con
disturbo depressivo maggiore, hanno documentato l’efficacia della duloxetina (Cymbalta*),
testimoniando elevati tassi di risposta terapeutica ‘in acuto’ (riduzione ≥ 50%
del punteggio basale della Hamilton Depression Scale - HAMD) ed elevati tassi di
remissione clinica (con punteggi ≤ 7 della HAMD). Alla dose terapeutica
raccomandata di 60 mg/die in monosomministrazione, è rapidamente efficace non
soltanto sui classici sintomi emotivi della depressione ma anche – in maniera
diretta e indipendente - sui sintomi fisici o somatici, in particolare su quelli
dolorosi. Questo doppio effetto terapeutico è del tutto prevedibile, poiché
vengono coinvolte vie proiettive discendenti di tipo sia serotoninergico che
noradrenergico capaci di modulare il dolore e altri sintomi fisici interagendo
reciprocamente. Questa molecola infatti inibisce selettivamente il reuptake di
serotonina e noradrenalina, con un’affinità trascurabile per gli altri sistemi
neurorecettoriali. E proprio una simile selettività d’azione contribuirebbe al
favorevole profilo di tollerabilità del farmaco
Tra gli effetti indesiderati il più frequente è la nausea, che può variare da
lieve e moderata, ma che raramente è causa di sospensione del trattamento (2%
circa dei casi) e tende comunque a scomparire entro la prima settimana di
assunzione. Duloxetina (Cymbalta) non ha invece effetti clinici rilevanti sulla
pressione arteriosa, né determina prolungamento dell’intervallo QT
dell'elettrocardiogramma. Al dosaggio terapeutico raccomandato anche l’incidenza
di disfunzioni sessuali è molto bassa (3% circa).
Il farmaco nasce da una ricerca Eli Lilly Italia SpA , è rimborsato da parte del
SSN ed è prescrivibile in quanto in classe A