Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


“Dottore come viaggia il mio cuore ?” I comaschi proteggono il loro cuore partecipando numerosi alla conferenza dibattito con gli esperti. Successo dell’iniziativa e del Forum di Medicina Interna.


Qualche sorriso, qualche preoccupazione, qualche angoscia, qualche volto sereno. Questo è il bilancio di un pomeriggio che i comaschi hanno dedicato al proprio cuore, sottoponendosi alla misurazione della pressione arteriosa e partecipando numerosi alla “lezione di ipertensione” in programma oggi a Como. L’iniziativa acquista ancor più valenza se si riflette sul fatto che metà delle persone con ipertensione non sa di esserlo, la metà di chi lo sa si cura, e solo la metà di chi si cura ottiene risultati da una terapia continua e condivisa. Oltre alle visita gratuita i comaschi sono accorsi all’Hotel Palace perché volevano chiedere certezze ai grandi esperti a loro disposizione su un fattore di rischio che, ormai lo sanno tutti può essere l’anticamera di infarto ed ictus. Vedendo la gente che si recava all’Hotel Palace e sentendo i commenti della gente stessa si è avuta la sensazione che i comaschi ma anche altri abitanti della provincia sembrano aver sposato uno slogan: i comaschi amano il proprio cuore. E lo vogliono proteggere. Infatti coloro che hanno risposto all’appello di Comocuore e del Forum Nazionale di Medicina interna si sono sottoposti alla misurazione e poi, sono pazientemente rimasti all’Hotel Palace per sfruttare l’occasione di sentire gli esperti dare loro tanti consigli: dalla dieta equilibrata, alla passeggiata salutare, al no secco al fumo e al controllo periodico della pressione. Gli esperti, coordinati dal dottor Giovanni Ferrari presidente di Comocuore, una benemerita onlus da anni impegnata sul territorio, e da Ettore Malacco presidente del Forum sono stati sottoposti ad una raffica di quesiti su come evitare infarto ed ictus. Questa iniziativa ha avuto come teatro Como, non solo per la vicinanza alla sede del congresso incentrato proprio su malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, perché a Como e provincia non è piccolo il numero delle persone a rischio ipertensione. Si calcola che un cittadino su tre sia nel tunnel del pericolo e se si dà uno sguardo ai capelli bianchi l’indice raggiunge l’uno su due. Non sono stati pochi i cittadini di Como che hanno plaudito all’iniziativa che rappresenta un momento di alta prevenzione e che ben si incastona nel ventaglio delle manifestazioni che Comocuore programma in continuazione. “ Il fatto che siano state numerose le persone che hanno risposto all’appello – commenta il professor Ettore Malacco – dimostra che c’è la sensibilità verso i problemi della salute. E questa sensibilità è favorita dal fatto che non è il paziente che cerca il medico ma è il medico che cerca il paziente. La consapevolezza e la collaborazione del paziente hanno un ruolo fondamentale ed è quindi fondamentale una strategia della prevenzione. Esponenti del mondo scientifico, medici di famiglia e specialisti devono affrontare questo problema,di enorme portata sociale,comunicando tra loro e migliorando la comunicazione nei confronti del cittadino. Dal congresso a Villa Erba a Cernobbio che ha segnato il debutto del Forum nazionale di Medicina Interna sono venute le indicazioni scientifiche, mentre dall’incontro aperto alla popolazione è venuta la consapevolezza che l’opinione pubblica non è distratta davanti ai problemi della salute ma se coinvolta risponde positivamente.” Soddisfatto anche il dottor Giovanni Ferrari che ha avuto un’altra dimostrazione della bontà dell’iniziativa a difesa della salute portata sul territorio. Secondo Ferrari tenere sotto controllo la pressione arteriosa è essenziale: una volta diagnosticata infatti, l’ipertensione può essere curata e le sue complicanze prevenute, mirando a una normalizzazione dei valori pressori e non accontentandosi di una riduzione. In quest’ottica l’informazione alla popolazione assume quindi un ruolo determinante e risolutivo di ampia portata sociale e rilevanza etica. In precedenza a Villa Erba si era concluso il congresso del Forum che si era soffermato su uno dei problemi più angoscianti della società di oggi, e cioè il diabete che ormai viene definito la malattia del benessere. Cresce il numero dei diabetici e, il dato non può non preoccupare, aumenta fra i giovani a dimostrazione di uno stile di vita che segue le mode e non le giuste regole della salute. Non poteva mancare in un vertice che a 360 gradi ha spaziato nel mondo della salute, pur nei limiti delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, una riflessione corale sullo stato della Sanità in Italia e sulle condizioni,è il caso di dirlo di salute del Sistema Sanitario Nazionale. E’ stato fatto un grande giro d’orizzonte puntualizzando soprattutto l’attenzione su un elemento che può essere considerato fuorviante e cioè che la Sanità deve far guadagnare chi la eroga. In parte è vero ma il business non è l’elemento precipuo. Una buona prevenzione una altrettanto buona cura, preceduta da una indovinata diagnosi e seguita da una razionale riabilitazione fa certamente risparmiare più di quanto si vuol risparmiare elemosinando i fondi. Il dibattito al Forum sul SSN non poteva non incentrarsi sul ruolo del territorio sul quale insiste la struttura ospedaliera che va ridisegnata e aggiornata con i tempi. Sono progetti nati dall’esperienza dei tanti medici che hanno preso parte al Forum e che saranno maggiormente sviluppati durante l’anno. Il Forum ha iniziato a Cernobbio il Viaggio intorno all’uomo. Adesso è il momento della riflessione e fra un anno, alla prima tappa si avranno le prime indicazioni concrete.

 

 






 


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