Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


Partorire con TG


Emanuela Mistrangelo - mistrangelo.e@libero.it

“Scegliere” di partorire con TC equivale a “scegliere” un intervento di chirurgia addominale maggiore senza indicazioni mediche.
In giurisprudenza risulta chiaro che un individuo possa rifiutare un trattamento medico ma non è altrettanto chiaro se si possa richiedere un trattamento chirurgico in assenza di indicazioni mediche.
Emergono pertanto numerose problematiche etiche:
- se fosse vero che il taglio cesareo risulta più sicuro per il benessere materno-fetale rispetto al parto spontaneo, il taglio cesareo dovrebbe essere proposto a tutte le donne e “la richiesta” di taglio cesareo non avrebbe più valore
- se il dovere di un medico è anche quello di rispettare le scelte e i desideri di una paziente, il medico ha il dovere di assecondare una scelta informata anche se l’intervento non ha indicazioni mediche e risulta più pericoloso del non intervento
- il taglio cesareo e il parto per via vaginale comportano rischi sia per la madre sia per il bambino, ma solo uno dei due (la madre) ha il potere di fare la “scelta” che può danneggiare entrambi
- il taglio cesareo praticato su indicazioni fetali (IUGR severo, presentazione podalica…) solleva ulteriori questioni etiche: quanto la mortalità, la morbilità e i futuri rischi materni possono giustificare l’avere salvato la vita di un bambino? Se la madre è considerata moralmente meno degna rispetto al bambino, la strada per lei più dannosa (sia essa il taglio cesareo o il parto per via vaginale) sarà più facilmente giustificata dal punto di vista fetale. Un automatico eccesso di attenzioni verso il bambino, a discapito di un maggior rischio materno, potrebbe però essere interpretato come misoginia.

La Commissione per gli Aspetti Etici della Riproduzione Umana della FIGO (Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia) è intervenuta su questo complicato quanto delicato argomento, definendo non etica l’esecuzione di taglio cesareo senza indicazioni mediche perché non esistono evidenze che questo atto chirurgico possa comportare un beneficio per la donna.

La medicina sta cambiando, soprattutto in campo ostetrico. I ginecologi e le ostetriche hanno ormai acquisito un rapporto di collaborazione con le pazienti. Tale collaborazione si deve però basare su un’adeguata educazione della donna riguardo ai rischi e ai benefici delle diverse decisioni che possono essere prese in merito alla gravidanza e al parto. Ai medici e alle ostetriche spetta pertanto il compito di essere il più possibile realistici riguardo ai rischi legati sia al parto per via vaginale sia al taglio cesareo.
 

 






Approfondimento:

 



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati