Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


Taglio cesareo sempre più in crescita e le mamme italiane sono in testa


Emanuela Mistrangelo - mistrangelo.e@libero.it

Negli ultimi 20 i tagli cesarei sono aumentati enormemente e quelli più consistenti, come emerge da un articolo pubblicato sulla rivista “Birth”, interessano l’Italia: dall'11.2% del 1980 si è passati al 27.9% del 1996 fino al 33.2% del 2000, sfiorando in alcune città valori superiori al 60%.
Perché allora le donne italiane richiedono di partorire attraverso taglio cesareo. Le ragioni sono molteplici ma due sembrano essere preponderanti rispetto a tutte le altre.
1. precedente esperienza negativa di parto vaginale (complicato/operativo)
2. “paura” del parto, che in sé racchiude diversi aspetti come la paura del dolore, la paura di essere incapaci fisicamente e psicologicamente ad affrontare le fatiche del parto, la paura di diventare genitore…
Ma è solo la paura delle donne o esiste anche una “spinta” da parte dei ginecologi che tendono a sottovalutare i rischi di un taglio cesareo, concentrandosi solo sulle emergenze ostetriche del parto per via vaginale?
Il taglio cesareo sta diventando l’arma dell’”ostetricia di difesa”. Da recenti studi risulta che l’82% dei ginecologi ricorre al taglio cesareo per evitare accuse di negligenza. E’ più facile che un medico venga accusato per non aver praticato un intervento necessario che per aver praticato un intervento non necessario. L’”ostetricia di difesa” viola però il principio fondamentale della pratica medica: tutto ciò che il medico decide di fare deve essere innanzitutto e soprattutto per il bene del paziente.
Per decidere se è corretto scoraggiare o promuovere l’idea del taglio cesareo su richiesta è necessaria un’analisi dei rischi e dei benefici di tale procedura rispetto al parto naturale.
• RISCHI: secondo i dati del UK Confidential Enquires into Maternal Deaths la mortalità materna è maggiore di 2.84 volte per il taglio cesareo elettivo rispetto al parto per via vaginale. Ai rischi materni si aggiungono quelli corsi dal feto come le lesioni accidentali provocate dal bisturi del chirurgo (1.9%) e la sindrome da distress respiratorio, per la quale il TC rappresenta uno dei principali fattori di rischio nei neonati pretermine.
• BENEFICI: i benefici del TC dipendono dal motivo per cui viene eseguito. Quando una donna decide per un TC elettivo, vengono meno tutti i benefici “salvavita” legati al TC di urgenza o al TC su indicazioni mediche. L’assenza di dolore è una falsa promessa, esiste benché diverso, il dolore postoperatorio. Non esistono inoltre evidenze scientifiche che il taglio cesareo sia migliore per il benessere fetale rispetto al parto per via vaginale.
Da queste analisi, che derivano da ricerche eseguite su scala internazionale, risulta che il taglio cesareo ha più rischi che benefici.
Nasce quindi un nuovo dilemma: ha la donna pieno diritto di richiedere il taglio cesareo? *
Se una donna richiede il TC ma le viene rifiutato per la non esistenza di indicazioni mediche, è corretto dire che le è stato “imposto” il parto per via vaginale?
La gravidanza non è una malattia. La maggior parte delle donne non necessita di cure mediche o trattamenti chirurgici durante la gravidanza, il parto e il puerperio. Il parto vaginale è la naturale conseguenza dello stato di gravidanza, una condizione di cui la donna e il partner devono prendere coscienza e in cui devono assumersi responsabilità.
 

 






Approfondimento:


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