Anno III - n°22 - 17.02.2005 Pagine Nazionali

   


L’appendice acuta


Dott. Luca Berardi Dirigente medico di Chirurgia Generale – Genova luca.berardi3@tin.it 

L’appendicite acuta è tra le malattie dell’apparato digerente che si manifestano con maggiore frequenza, interessando nei paesi occidentali, circa il 10% della popolazione. In età pediatrica ne sono più colpiti i soggetti di sesso maschile, ma nell’adulto non si riscontrano prevalenze di sesso. L’appendice è un organo mobile che origina dall’intestino cieco, prima porzione dell’intestino crasso o grosso intestino. La funzione dell’appendice è fondamentalmente quella di difesa dalle infezioni, e questo spiega la grande abbondanza di tessuto linfatico che questo organo contiene; tuttavia è proprio questo tessuto la causa principale della malattia appendicolare: la componente linfatica, in caso di infezioni, può ipertrofizzarsi aumentando di dimensioni, e così facendo restringe il lume appendicolare fino ad ostruirlo; all’interno di questo, proliferano i batteri e il processo infettivo si estende a tutto l’organo fino alla sua superficie. Quando l’infiammazione arriva ad interessare i vasi sanguigni che alimentano l’appendice abbiamo la sua necrosi e la successiva perforazione. Non solo il tessuto linfatico può ostruire il lume dell’appendice ma anche residui fecali, alimenti indigeriti, e in qualche raro caso parassiti. L’appendicite acuta si manifesta con la comparsa di dolore addominale discontinuo (cosiddetto “a tipo colica”), che all’esordio è frequentemente localizzato a livello dello stomaco e poi si porta all’addome inferiore, nella sua sede tipica, in basso e a destra con possibile irradiazione alla coscia destra. Possono essere presenti nausea, a volte con vomito, inappetenza e un rialzo febbrile, di solito non superiore a 38.5 °C. Frequente, ma non sempre presente, un aumento del numero dei globuli bianchi (leucociti) all’esame emocromocitometrico. La diagnosi di appendicite è, nonostante le innovazioni tecnologiche che hanno riguardato la Medicina in questi ultimi anni, essenzialmente clinica: si basa cioè sull’esame accurato del malato e sulla valutazione dei sintomi e dei segni che vengono riscontrati. L’impiego di metodiche diagnostiche quali l’ecotomografia, lo studio radiologico dell’apparato digerente con mezzo di contrasto, la TAC o il parere di Colleghi specialisti quali l’Urologo o il Ginecologo, sono da riservarsi ai casi che possono presentare dubbi alla diagnosi. Vi sono infatti delle affezioni che si manifestano con sintomi simili all’appendicite come la colica renale destra, le infiammazioni e le cisti all’ovaio destro, e altre malattie più rare a carico dell’intestino destro. La sua frequenza e la sede tipica, fanno dell’appendicite acuta una malattia chirurgica semplice da diagnosticare e curare, tuttavia se i primi sintomi vengono trascurati o travisati, e il processo infiammatorio avanza e si estende, si può andare incontro a complicanze anche serie, che richiedono interventi chirurgici più complessi e una degenza in ospedale più prolungata. Una delle complicanze più temibili è la perforazione, con fuoriuscita di materiale settico nella cavità addominale che provoca una peritonite, processo infiammatorio che si estende alla parete degli altri organi e all’interno dell’addome; in altri casi il processo si può circoscrivere creando una “sacca” contenente pus in vicinanza dell’appendice (ascesso appendicolare). In questi casi e in altre complicanze più rare, è necessario un atto chirurgico con una incisione più estesa , il posizionamento di un tubo di drenaggio e quindi un ricovero prolungato. L’intervento di appendicectomia, cioè l’asportazione dell’appendice, si esegue con la medesima tecnica ormai da più di cento anni ; il miglioramento delle tecniche di anestesia, l’uso degli antibiotici e la precoce mobilizzazione degli operati ha permesso, in questi ultimi anni, di limitare la degenza ospedaliera a 24-48 ore, riducendo quindi significativamente i costi sanitari di questa frequente malattia. Dopo l’iniziale entusiasmo, l’asportazione per via laparoscopica dell’appendice è stata quasi abbandonata per le incisione multiple da praticare sull’addome ed i costi elevati; tuttavia la metodica mantiene la sua validità in caso di laparoscopia diagnostica o in corso di intervento laparoscopico eseguito per altre cause (es. colecistectomia).
 

 








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