Genova Anno III - n°22 - 21.04.2006 Pagine Nazionali

   


Aumento tra giovani il consumo di alcol, ma in Italia si beve ancora 'moderato'


Tanti, troppi adolescenti italiani consumano bevande alcoliche senza controllo e il 'trend' è in continuo aumento. L''allerta giovanissimi' arriva dagli ultimi dati Istat, relativi agli anni 1998-2005, che hanno fotografato l'uso e l'abuso di alcol in Italia. Dalle rilevazioni, rese note oggi a Roma in occasione della Giornata di prevenzione alcologica organizzata dall'Istituto superiore di Sanità (Iss), emerge però un dato rassicurante. Nel nostro Paese, rispetto ai 'cugini' europei, 'regge' ancora, per tradizione, il bere moderato, più che altro in situazioni di convivialità.
''La diffusione del consumo di alcol negli ultimi otto anni - ha spiegato Lidia Laura Sabbadini, direttore centrale dell'Istat - mostra un trend sostanzialmente stabile nella popolazione generale, salvo incrementi significativi registrati tra i giovani, in particolare tra le ragazze. Dalla comparazione tra il 1998 e il 2005 emerge che le giovani donne di 18-19 anni che consumano alcol sono aumentate dal 53,3% al 56,3%, e tra quelle di 20-24 anni dal 57,6% al 60,4%''. Per quanto riguarda i 'gusti', la percentuale di persone dai 14 anni in su che bevono vino, dopo alcune oscillazioni, nel 2005 si è stabilizzata al 57,6%, mentre coloro che lo consumano giornalmente sono circa il 30%. I bevitori di birra sono invece il 47% e quelli che la bevono tutti i giorni circa il 5%. ''Un netto incremento - ha sottolineato la Sabbadini - si registra invece per il consumo di altri tipi di alcolici (aperitivi, amari, liquori) pari a circa quasi 4 punti percentuali: dal 39,5% al 43,1%''. Sale anche la quota di chi ha l'abitudine di consumare più tipi di bevande alcoliche: dal 47,5% del 1998 al 49,4% del 2005.
''Rispetto ai paesi europei tuttavia - rileva ancora il direttore Istat - l'Italia presenta un quadro meno allarmante ed è agli ultimi posti per consumo di alcol negli ultimi 12 mesi. Preoccupa invece la maggiore diffusione del consumo di alcolici tra i giovanissimi di 11-15 anni, con il 19,5% che dichiara di aver consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno. E nel 2005, il 69,7% delle persone di 11 anni e più, oltre 36 milioni, ha dichiarato di aver consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi una o più bevande alcoliche. Molto elevate le differenze di genere: l'82,1 % degli uomini di età superiore agli 11 anni consuma alcol, contro il 58,1% delle donne''.
''Da notare poi - sottolinea ancora Sabbadini - come all'aumentare del titolo di studio, fra gli adulti, cresca la tendenza a consumare alcol. Ciò avviene soprattutto per le donne: tra le meno istruite (con al massimo la licenza elementare) il 46,1% consuma alcol, mentre per le laureate la quota raggiunge il 73,8%. E per quanto riguarda la diffusione del consumo di alcol, sono le regioni del Nord-est le più 'a rischio': Veneto (76,2%), Trentino-Alto Adige (75,4%), Friuli Venezia-Giulia (73,7%) e Emilia-Romagna (74,2%).
In Italia nel 2005 i consumatori giornalieri di bevande alcoliche sono quasi un terzo della popolazione di 11 anni e più (31%), con un 45,2% di maschi e un 17,8% di femmine. La quota di consumatori giornalieri ha un andamento crescente all'aumentare dell'età fino ai 64 anni: tra i minorenni il valore si attesta al 2% e via via cresce raggiungendo il massimo tra i 60-64 anni (46,4%; 65,9% tra gli uomini e 28% tra le donne), diminuendo al 36,1% tra la popolazione molto anziana. La 'graduatoria' delle Regioni in questo caso si modifica rispetto al consumo nell'anno: si beve alcol tutti i giorni soprattutto nelle Marche (38,2%), in Liguria (36,8%), Toscana e Molise (36,1%).
Negli ultimi anni, denuncia quindi l'Istat, si stanno diffondendo modelli di consumo di alcol tipici dei Paesi del Nord Europa, in particolare tra i giovani. Ed esposti a un rischio maggiore sono i minorenni, in quanto spesso non sono ancora in grado di metabolizzare l'alcol.
 

 








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