Genova Anno III - n°22 - 18.04.2006 Pagine Nazionali

   


Aids, ultimo rapporto: in un anno salvate 432 vite.


Calano i casi di malattia: erano stati 1573 nel 2004, sono stati 1141 nel 2005. “E’ una buona notizia per l’Italia. Un trend positivo che va sostenuto aiutando la Ricerca. E aiutando l’Anlaids che diffonde la cultura della prevenzione. Ecco perché – dice Fernando Aiuti, presidente dell’Anlaids Nazionale – da venerdì 14 alla domenica di Pasqua invitiamo tutti in piazza, nelle città piccole e grandi dell’Abruzzo, per prendere un Bonsai. Ricordiamo che l’Anlaids può essere aiutata anche destinando il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Il codice fiscale da indicare è 07175880587”.

AIUTACI AD AIUTARE. La Legge Finanziaria per il 2006 ha previsto l’opportunità per il contribuente di sostenere la Ricerca e il Volontariato destinando il 5 per mille dell’Irpef dovuto all’erario in maniera simile a quanto già previsto per l’8 per mille. A portare in giro per l’Italia tutte le informazioni necessarie e il codice fiscale dell’Anlaids per destinare il 5 per mille all’Associazione sarà proprio il Bonsai. E’ sufficiente firmare la prima casella, quella dove è scritto: Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni e aggiungere il codice fiscale di Anlaids Onlus: 07175880587. Destinare il 5 per mille non è alternativo all’8 per mille ma è possibile esprimere entrambe le scelte.

COSI’ I CASI DI AIDS IN ITALIA. Nel 2005 in Italia, secondo l’ultimo rapporto del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, i nuovi casi di Aids sono stati 1141, meno di quelli dell’anno precedente (1573). Un calo in tutte le regioni meno in Puglia e in Umbria (dove c’è una crescita) e in Molise e in Sardegna (dove la situazione è stazionaria). Dei 56076 casi notificati al COA dal 1982 al 31 dicembre 2005 il 77,6 per cento erano di sesso maschile (43495 casi); l’1,3 per cento in età pediatrica o con infezione trasmessa da madre a figlio (746 casi) e il 6,8 per cento erano stranieri (3797 casi). Al 31 dicembre 2005 risultano deceduti 34757 pazienti. Se si prendono in considerazione i tassi d’incidenza, le regioni più colpite sono la Lombardia (5,8 per centomila abitanti), l’Emilia Romagna (3,5 per centomila abitanti), la Liguria (3,3 per centomila abitanti) e l’Umbria (3,0 per centomila abitanti). Tassi di incidenza particolarmente elevati si riscontrano a Brescia (10,0 per centomila abitanti); Ravenna (8,2); Lecco (5,6); Novara (5,4); Milano (5,3) e Bergamo (5,2). Belluno, Rieti, Gorizia, Salerno e Matera sono le uniche province in Italia che non hanno fatto registrare casi di Aids nel 2005. L’età media alla diagnosi di Aids, calcolata per gli adulti, mostra un aumento nel tempo sia tra i maschi che tra le femmine. Infatti, se nel 1985 l’età media era di 29 anni per i maschi e 24 per le femmine, nel 2005 si è passati rispettivamente a 41 e 38 anni. La distribuzione dei casi di adulti per anno di diagnosi e categoria di esposizione evidenzia come il 58,4 per cento del totale dei casi sia attribuibile alle pratiche associate all’uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. La distribuzione nel tempo mostra un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale (omosessuale ed eterosessuale): quella eterosessuale rappresenta la modalità di trasmissione più frequente nell’ultimo anno. Nel 2005 in Italia sono stati notificati tre casi pediatrici di Aids, uno in Lombardia e due nel Lazio. Nel 2004 erano stati 4 i casi tra i bambini. Dal 1982 al 2005 in Italia si sono avuti 746 casi di Aids pediatrico: il maggior numero di casi si registra in Lombardia (203), nel Lazio (127) e in Emilia Romagna (68). Il Molise e la Valle d’Aosta sono le uniche regioni in cui non sono stati mai registrati casi pediatrici di Aids.

AIDS, DOVE DI PIU’ E DOVE DI MENO. Tenendo conto del tasso di incidenza dei casi di Aids notificati nel 2005 in rapporto a centomila abitanti, si ha questa realtà: in testa la Lombardia con 5,8 per centomila. Al secondo posto l’Emilia Romagna con 3,5; al terzo la Liguria con 3,3; al quarto l’Umbria con 3,0; al quinto il Lazio con 2,8; al sesto la Toscana con 2,6; al settimo la Sardegna con 2,5; all’ottavo le Marche con 2,2; al nono il Piemonte con 2,1; al decimo la Sicilia con 1,7; all’undicesimo l’Abruzzo con 1,6; al dodicesimo la Puglia con 1,5; al tredicesimo il Veneto con 1,3; al quattordicesimo la Campania con 1,1. Al quindicesimo posto con 0,9 casi ogni centomila abitanti troviamo il Friuli Venezia Giulia, la Calabria e il Molise. Al sedicesimo posto, ultime in classifica con 0,8 casi ogni centomila abitanti, il Trentino Alto Adige, la Valle d’Aosta e la Basilicata.

I CASI DI AIDS REGIONE PER REGIONE. Nel 2005 in Italia ci sono stati 1141 nuovi casi che hanno portato il quadro generale dall’inizio dell’epidemia al 31 dicembre 2005 a 56076 casi di Aids. Questo il quadro, regione per regione, con i casi di Aids dal 1982 al 2005: Lombardia (16940 casi); Lazio (7312); Emilia Romagna (5436); Piemonte (3747); Toscana (3418); Veneto (3119); Liguria (2764); Sicilia (2396); Puglia (2141); Campania (2053); Sardegna (1685); Marche (940); Calabria (559); Abruzzo e Umbria (464); Friuli Venezia Giulia (442); Trento (314); Bolzano (237); Basilicata (163); Valle d’Aosta (76); Molise (47). Ci sono stati poi casi di soggetti provenienti dall’estero (469) mentre in 890 casi non si conosce l’origine.
 

 






 


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