Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Sbarca in Italia una nuova sindrome, quella da week end, anticamera dell’artrosi: già ne soffre un italiano su dieci


Sbarca anche in Italia la sindrome da week end. In America la studiano nelle Università. Già ne soffre un italiano su dieci. Colpisce soprattutto manager, professionisti, insegnanti, intellettuali, uomini e donne: hanno in comune solo la giovane età. Corrono e sudano dal lunedì al venerdì inseguendo la carriera. Sabato e domenica corrono e sudano inseguendo la forma fisica ideale. Sulle strade, sui campetti, in palestra e addirittura in casa propria. Passano da un’attività tranquilla ad una esagerata, addirittura frenetica ed esasperata. In breve tempo si accorgono di aver guadagnato tendiniti, strappi muscolari e, sui campi di calcetto, addirittura menisco in crisi. A distanza di anni faranno la conoscenza di quell’angosciante e spesso invalidante forma reumatica che è l’artrosi. “Con la popolazione che invecchia sempre più, con tanta gente giovane che fa sport in modo scriteriato e con il crescere del soprappeso e dell’obesità, nemici delle articolazioni, - dice Leonardo Punzi, Università di Padova, intervistato all’apertura a Verona del Congresso della Società Italiana di Reumatologia - l’Italia diventerà un Paese di artrosici. Altri quindici anni e avremo venti milioni di persone con artrosi sintomatica e cioè che provoca dolore o addirittura invalidità. In pratica un italiano su cinque starà male proprio per l’artrosi. Già oggi i malati di artrosi sono quattro milioni. Ma staranno male anche i conti pubblici. Oggi il costo della malattia è di 6,5 miliardi di euro. Fra quindici anni, venticinque miliardi di euro. Una Finanziaria chiamata artrosi”. “E’ un luogo comune – aggiunge Punzi – che l’artrosi sia una malattia degli anziani. Invece sono tanti i giovani, al punto che è giunto il tempo di dare l’allarme. L’artrosi non è solo legata al passare degli anni ma è anche figlia di traumi o di microtraumi ripetuti come quelli della strada o dello sport. Alcuni consigli: non limitarsi a fare sport solo nel fine settimana, praticare attività fisica senza esasperazioni, dovendo scegliere è meglio andare in piscina, marciare e pedalare. Soprattutto tenere sotto controllo il peso”. Il Congresso della Società Italiana di Reumatologia, presieduto dai professori Silvano Adami e Lisa Maria Bambara, fin dalla giornata inaugurale – aperta dal presidente della SIR, il professor Stefano Bombardieri alla presenza delle Autorità nella prestigiosa sede del Palazzo della Gran Guardia a Verona – affronta problematiche scientifiche. In particolare si pone l’attenzione sulla diagnosi precoce, soprattutto quando sorgono disturbi dolori alle articolazioni. Potrebbero essere segnali dell’artrite reumatoide. La diagnosi precoce, entro tre mesi dall’insorgenza dei sintomi, consente la terapia con i farmaci biologici anti TNF-alfa. Particolarmente attesi gli interventi gli interventi sulla reumatologia nei bambini e sull’osteoporosi.


 





 


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