Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Gestione post operatoria


Dott. M. Rubino, Chirurgo della Mano, Osp. S. Martino, Genova. - m.rubino1956@libero.it

In serata o al massimo il giorno dopo, dimettiamo il paziente con il bendaggio descritto. Dopo una settimana rimuoviamo il bendaggio ed invitiamo il paziente ad un completo movimento nell’arco non doloroso, permettendo anche movimenti di opposizione del pollice alle dita lunghe (Fig.3).

Fig.3

Non procedo alla confezione di tutori o bendaggi in quanto la stabilizzazione con i fili,effettuata secondo la tecnica descritta,assicura un ottimo movimento in assenza di dolore.Dobbiamo solo essere precisi nella emergenza cutanea dei fili per non creare tensioni sulla cute Sono fermamente convinto che per una buona e rapida ripresa funzionale sia fondamentale una medicazione “snella“ e contemporaneamente stabile negli ancoraggi cutanei usando i nuovi cerotti adesivi in commercio.Proteggo poi con un guanto di cotone la medicazione fino alla rimozione dei fili (Fig.4).

Fig.4
Se nel corso delle due o tre settimane successive il paziente non lamenta dolore ed ha un ottimo movimento globale tollerando i due fili possiamo anche “ accontentarci “ di una artrodesi specie se trattasi di persona anziana o a forte richiesta funzionale. In questo caso cerchiamo di mantenere i fili il più a lungo possibile,di solito fino ai 30 – 40 gg. Quando invece i fili sono scarsamente tollerati alle emergenze cutanee o si tratta di pazienti relativamente giovani o il movimento del metacarpo non ci sembra fluido per eventuale deficit della pronazione che pareva ottimale al momento della sintesi, cerchiamo di togliere i fili anche dopo una ventina di giorni, perseguendo il raggiungimento di una neoarticolazione dotata di un movimento in grado di compensare il difetto eventuale di rotazione. In conclusione riteniamo la tecnica estremamente più semplice da eseguirsi rispetto alle tradizionali in quanto si possono correggere in itinere eventuali errori di posizione e, particolare assolutamente non trascurabile, non si lasciano mezzi di sintesi a livello del focolaio di osteotomia o di artrodesi. Il postoperatorio è caratterizzato da una ripresa funzionale rapida per le comuni attività quotidiane con risoluzione della sintomatologia dolorosa, che era l’argomento più a favore della artrodesi, con una articolarità che in caso di neoartrosi è fisiologica e in caso di artrodesi è praticamente sovrapponibile.
 





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