Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Obesita': 'bisturi' per 5 mila italiani l'anno, ma lo chiedono in 20 mila rischi


Cresce in Italia la 'corsa' al bisturi per dimagrire. Ogni anno 5-6 mila connazionali entrano in sala operatoria per sottoporsi a un intervento anti-obesita'. Ma a chiederlo sono molti di piu': circa 20 mila, con oltre 15 mila 'esclusi' che finiscono in lista d'attesa. ''E cosi' fuori dai nostri centri la fila e' lunghissima''. A denunciarlo e' il professor Santo Bressani Doldi dell'Istituto Sant'Ambrogio-universita' degli Studi di Milano, oggi nel capoluogo lombardo per presentare i dati di uno studio italiano sull'efficacia del bendaggio gastrico anche contro diabete e pressione alta. ''Il problema non e' tanto la carenza di strutture che eseguono questo tipo di operazioni - ha sottolineato il professor Antonio Pontiroli dell'ospedale San Paolo - I centri ci sono, ma come spesso accade quando l'offerta cresce rapidamente per soddisfare la domanda, molti sono inadeguati''.
La piu' gettonata delle varie operazioni 'lima-grasso' ideate dalla chirurgia e' ''senza dubbio il bendaggio gastrico: il piu' semplice, sicuro e sperimentato degli interventi di questo genere'', ha ripreso Bressani Doldi. ''In sintesi - ha ricordato Michele Paganelli dell'ospedale San Raffaele - si tratta di applicare una sorta di anello allo stomaco, cosi' da creare una sacca gastrica piccola, che contenga poco cibo. Una procedura che nel 98% dei casi si puo' eseguire anche senza bisturi, in laparoscopia''.
I pazienti preferiscono il bendaggio gastrico perche' permette di perdere piu' di 20 chili e perche' ''anche le eventuali complicanze, poche e lievi, si possono risolvere in laparoscopia'', ha osservato Bressani Doldi. Ma ''per tutti questi interventi, quindi anche per il bendaggio gastrico, e' fondamentale un'attenta preparazione del paziente, che va seguito sempre non solo sul piano medico, ma anche a livello psicologico'', ha tenuto a precisare Paganelli. Perche' ''in questi casi - ha avvertito Pontiroli - piu' che all'errore del chirurgo, gli insuccessi vanno legati a una scorretta valutazione del paziente, che non e' stato ben seguito nel pre-intervento''.
Affinche' un centro sia davvero qualificato per la cosiddetta chirurgia bariatrica (anti-obesita'), e' quindi ''indispensabile che possa assicurare al candidato paziente l'assistenza di un'equipe multidisciplinare: medico internista, cardiologo, anestesista, chirurgo e psicologo o psichiatra'', ha detto Pontiroli. Non solo. ''Il paziente deve avere determinati requisiti, tra cui un indice di massa corporea Bmi maggiore di 40 e, alle spalle, il fallimento di ogni altra terapia non chirurgica consigliata contro l'obesita'''. Da qui l'appello ''alle istituzioni regionali e nazionali: vanno convinte della necessita' di richiedere alle strutture autorizzate questo percorso, che produrra' anche risparmi economici'', ha concluso.
 

 





 


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